di Daniele Cohenca
Secondo il Maestro, la preghiera ideale non è quella che si attende una reazione immediata, ma quella che coinvolge la persona in maniera attiva affinché si adoperi perché i suoi desideri ed i suoi obiettivi si possano realizzare. Per arrivare a questo livello è necessario elevare sé stessi verso un valore più profondo della forza della preghiera e cercare di mettere in campo le proprie energie per raggiungere il grado più elevato di comprensione di ciò che realmente è la preghiera: la preghiera cambia la persona.
ebraismo
Parashat Lech Lechà. Riconoscere che anche gli antenati biblici sbagliano dimostra la moralità nell’ebraismo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nell’ebraismo la vita morale riguarda l’apprendimento e la crescita, sapendo che anche i più grandi hanno fallimenti e anche i peggiori hanno grazie salvifiche. Richiede umiltà verso noi stessi e generosità verso gli altri. Questa miscela unica di idealismo e realismo, è la moralità nella sua forma più esigente e matura.
Parashat Noach. L’uomo è buono o cattivo?
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quindi la Torah ci dice che naturalmente non siamo né buoni né cattivi, ma abbiamo la capacità di essere entrambi. Abbiamo una naturale inclinazione all’empatia e alla simpatia, ma abbiamo un istinto ancora più forte per la paura che può portare alla violenza.
Parashat Bereshit. L’esempio del Sole: non sentirsi minacciati dagli altri per brillare
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’ideale di umiltà della Torah significa seguire l’esempio dato dal sole, di non sentirsi minacciati dalle stature in competizione degli altri. Significa sentirsi sicuri di sé indipendentemente dal riconoscimento che si è guadagnato, e indipendentemente da come gli altri lo percepiscono.
Parashat Ha’azinu. L’etica della responsabilità umana è insita nell’ebraismo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando le parole prendono il volo, si modulano in una cantica. Questo è ciò che accade qui nella parashà di Ha’azinu mentre Mosè, con l’Angelo della Morte già in vista, si prepara a congedarsi da questa vita.
Parashat Vayelech. La leadership è delicato equilibrio fra comando e consenso
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La leadership non è semplice. È complessa perché coinvolge le persone e le persone sono complesse. Devi ascoltare e devi guidare. Devi lottare per il consenso ma alla fine, se non c’è, devi correre il rischio di decidere.
“Il museo dei pensieri e delle azioni”
di Daniele Cohenca
Il test finale di ebraismo per gli alunni della Scuola Media è stato un progetto permanente partito da riflessioni condivise: “Il museo dei pensieri e delle azioni”, questo il nome che gli alunni delle classi terze della nostra Scuola Secondaria di primo grado hanno voluto dargli
L’ellenicità di Albert Cohen si incarna nel personaggio di Solal, seduttore come greco, spirituale come ebreo
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Albert Cohen (1895-1981), grande romanziere ben conosciuto nel mondo letterario francese ha passato la più grande parte della sua vita in Francia, dove arrivò da bambino dopo aver lasciato la sua Corfù.
Parashat Nitzavim. Il valore assoluto (e rivoluzionario) della vita sulla morte
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che manca alla Torah, quasi inspiegabilmente dato lo sfondo su cui si colloca, è una fissazione con la morte. Ma l’ossessione per la morte alla fine svaluta la vita.
Parashat Ki Tavò. L’importanza della memoria
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Facendo degli israeliti una nazione di narratori, Mosè li ha aiutati a trasformarli in un popolo legato da una responsabilità collettiva: gli uni agli altri, al passato e al futuro e a Dio.
Parashat Ki Tetzé. Le regole contro l’odio nella Torah
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ki Tetzè contiene più leggi di qualsiasi altro parashà nella Torah, ed è possibile essere sopraffatti da questo imbarazzo di ricchezza di dettagli. Un verso, tuttavia, si distingue per la sua pura contro-intuitività: Non disprezzare un edomita, perché è tuo fratello. Non disprezzare l’Egiziano, perché eri straniero nel suo paese.
Parashat Ekev. “Shemà”, l’ascolto: un valore profondamente religioso
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ne consegue che nell’ebraismo l’ascolto è un atto profondamente spirituale. Ascoltare Dio è aprirsi a Dio. Questo è ciò che Mosè sta dicendo in tutto Devarim: “Se solo tu ascoltassi”. Così è con la leadership, anzi con tutte le forme di relazione interpersonale. Spesso il regalo più grande che possiamo fare a qualcuno è ascoltarlo.












