Cultura e Società

Il regista Jason Reitman

Jason Reitman, il regista che ha previsto il nostro tempo

Spettacolo

di Nathan Greppi
Negli ultimi 16 anni si è distinto per aver diretto pellicole che, seppur prive della comicità dei suoi celebri “acchiappafantasmi”, hanno saputo raccontare con un umorismo amaro i maggiori cambiamenti sociali avvenuti negli ultimi anni.

Un antidoto per sconfiggere l’antisemitismo: cultura, educazione e…intelligenza emotiva 

Eventi

di Michael Soncin
Al dibattito sono intervenuti:
Filippo del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano; Giorgio Mortara, il Vice Presidente dell’UCEI, l’Imam Yahyâ Pallavicini, Presidente del CO.RE.IS; Saul Meghnagi, Coordinatore della Commissione educazione e giovani” dell’UCEI. A concludere l’intervento è stato David Meghnagi, docente presso l’Università RomaTre, Presidente Comitato Accademico Europeo per la lotta all’antisemitismo. 

 

Ebrei “nascosti” del cinema: il lato segreto di Lawrence Kasdan

Personaggi e Storie

di Roberto Zadik
Il mondo dello spettacolo angloamericano è pieno di storie, curiosità e segreti all’ombra dei riflettori, come l’identità ebraica, totalmente ignota al pubblico, di alcuni importanti artisti e registi. È il caso del grande cineasta americano Lawrence Kasdan, autore di capolavori come “Il grande freddo” e sceneggiatore di due episodi della saga Guerre Stellari

Il medico ebreo Jakob Rosenfeld con militanti della rivoluzione popolare cinese

Il contributo dei rifugiati ebrei alla Rivoluzione Popolare Cinese

Personaggi e Storie

di Sofia Tranchina
Tra gli anni ’20 e gli anni ’30, mentre il fascismo inghiottiva l’Europa e buona parte dell’Asia, migliaia di ebrei scapparono e si rifugiarono in Cina. Shanghai accolse in quegli anni numerosi rifugiati, i quali, scappati dai propri paesi di provenienza, portavano con sé le proprie lotte e i propri ideali antifascisti.

Ne parla Chen Jian, curatore del museo dei rifugiati ebrei di Shanghai (aperto nel 2007), nella rivista online Sixth Tone.

Lo storico ha abbozzato le storie, differenti ma egualmente eroiche, di diversi ebrei che, ognuno a modo proprio, hanno combattuto per il Paese che aveva fornito loro rifugio.

Una carta d'identità di un'ebrea rifugiata a Shanghai
Una carta d’identità di un’ebrea rifugiata a Shanghai (fonte:  www.chinesejews.com)

Agli albori della rivoluzione cinese

All’alba del comunismo cinese, l’Internazionale e il Partito Russo Comunista hanno inviato in Cina tre agenti ebrei con la funzione di fomentare la rivoluzione comunista cinese: Grigori Voitinsky, Vladimir Neiman-Nikolsky, e Henk Sneevliet.

Quest’ultimo, arrivato a Shanghai il 3 giugno 1921 sotto copertura, aveva il compito di creare un contatto con i comunisti locali, e ha avuto un ruolo chiave nell’evitare l’arresto dei primi rivoluzionari cinesi durante il primo Congresso Nazionale del neonato Partito Comunista Cinese. Quando, nel corso della conferenza, un signore di mezza età ha fatto irruzione in sala riunioni e si è subito allontanato con la scusa di “essersi sbagliato”, Sneevliet, che conosceva bene il modus operandi della polizia, ha avvisato i membri del congresso convincendoli ad aggiornare la riunione e sgomberare l’edificio. Quando 10 minuti dopo la polizia è arrivata, l’edificio era già vuoto.

Henk Snevlieet
Henk Snevlieet

Medici ebrei per la causa rivoluzionaria

Un’altra storia intrigante è quella dei medici ebrei che hanno messo le proprie capacità pratiche al servizio della causa rivoluzionaria.

Tra questi, Jakob Rosenfeld, medico austriaco laureato a Vienna nel 1927 che fu arrestato dai nazisti negli anni trenta e mandato nei campi di concentramento di Dachau. Rilasciato con la condizione di allontanarsi definitivamente dalla Germania, Rosenfeld si diresse a Shanghai, dove aprì subito una clinica che tuttavia già nel 1941 abbandonò per trasferirsi in campagna, dove, unitosi alle truppe comuniste, prese parte alla guerra contro il Giappone.

Nello specifico, Rosenfeld forniva ai soldati servizi medici di vitale importanza, e rimase sul campo fin quando nel 1949 l’Esercito Popolare di Liberazione conquistò Pechino e fu fondata la Repubblica Popolare Cinese.

Richard Frey, altro medico ebreo austriaco che lavorò in un ospedale di Shanghai negli anni trenta, si spostò nel 1941 in una base militare comunista a Nord della Cina per insegnare medicina.

Nel 1944 fu trasferito alla base comunista centrale a Yan’an (provincia di Shaanxi), dove ha provveduto a fornire una forma – grezza ma assai necessaria – di penicillina.

Iscritto al Partito Comunista Cinese, Frey è diventato cittadino cinese nel 1953 ed è stato accolto come membro ufficiale nel sesto, settimo, ottavo e nono Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese.

La giornalista ebrea Ruth Weiss
La giornalista Ruth Weiss documentò il conflitto che portò alla rivoluzione

I giornalisti

Anche alcuni giornalisti ebrei hanno messo la propria penna al servizio della rivoluzione comunista e della lotta al Giappone. Ruth F. Weiss, nata a Vienna nel 1908, emigrata a Shanghai negli anni trenta è rimasta subito attratta dalla causa che stava dando vita alla rivoluzione cinese. Durante la guerra contro il Giappone ha dunque contribuito all’affermazione quotidiano inglese Express Chengdu, in cui ha svolto un ruolo importante documentando approfonditamente il conflitto in corso d’opera. Dopo la resa giapponese, Weiss ha lasciato brevemente la Cina ma è tornata poco dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese e ha vissuto per il resto della sua vita a Pechino.

Hans Shippe
Il giornalista Hans Shippe incontrò Mao Tse Tung

Infine, Hans Shippe. Nato nel 1896 in Polonia, si unì al partito comunista tedesco da giovane, ma negli anni ’20 andò a vivere in Cina, dove documentava i movimenti dei lavoratori collaborando con diverse testate giornalistiche.

Giunto a Shanghai, fondò negli anni ’30 un gruppo di studio per stranieri a stampo marxista-leninista, e nel 1938 raggiunse la vetta della sua carriera di giornalista incontrando Mao Tsetung e intervistando importanti comunisti cinesi quali Zhou Enlai, Liu Shaoqi, Ye Ting, Chen Yi e Su Yu.

Nel 1941, durante un viaggio nella provincia settentrionale dello Shandong progettato con lo scopo di scrivere una cronaca degli eventi che stavano coinvolgendo la Cina, Shippe fu ucciso da un attacco giapponese, diventando così l’unico giornalista internazionale a morire in combattimento durante la guerra tra Cina e Giappone.

I rifugiati ebrei hanno combattuto e sono morti insieme ai cinesi nella lotta globale contro il fascismo, racconta Chen Jian: «i loro sacrifici meritano di essere ricordati».

(Foto: Austrian Institute for Research on China and Southeast Asia)

Piazza Ducale a Vigevano, Autore Marino Nadia 2014

La storia degli ebrei di Vigevano, tra passato remoto e recente

Libri

di Nathan Greppi
La storia della presenza ebraica nella seconda città più popolosa della provincia di Pavia è ripercorsa nel libro nel breve saggio ‘Presenze ebraiche a Vigevano nella storia remota e recente’, di Ermanno Boccalari e pubblicato dall’Associazione Astrolabio.

Dante nella selva alchemica di Tobia Ravà

Il Museo Ebraico di Bologna celebra Dante Alighieri

Eventi

di Redazione
‘Dante e le vie degli ebrei’ è il nome dello spettacolo dedicato alla storia di Dante nel mondo ebraico ideato da Il Ruggiero. Mentre dal 16 giugno è esposto nel MEB il dipinto di Tobia Ravà Dante perso nella Selva Alchemica.

Cannes: successo per il cinema israeliano. Al polemico “Ahed’s Knee” il premio della Giuria

Spettacolo

di Roberto Zadik
Il  cinema israeliano è in prima fila nelle grandi manifestazioni, vista la qualità e la varietà dei suoi contenuti. Viene premiato più che in patria nei festival internazionali, specialmente se si tratta di un certo tipo di pellicole politicizzate. È il caso del film “Haberech-Il ginocchio di Ahed” del regista Nadav Lapid che al Festival di Cannes ha ricevuto il Premio della Giuria.

I Talled in seta delle sorelle Piperno

Personaggi e Storie

di Anna Coen
Un’azienda italiana, quella delle sorelle Sofia e Dora Piperno, che produce talled in seta di antica tradizione. “Abbiamo iniziato a lavorare sull’idea di riprodurre gli antichi Talled in seta, quando ci siamo sposate. Volevamo un Talled in seta per regalarlo ai nostri mariti ma non si trovavano”.

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