Cultura e Società

Peso di 2500 anni fa ritrovato

Gerusalemme, rinvenuto peso usato 2700 anni fa per frodare nel commercio

Personaggi e Storie

di Ilaria Ester Ramazzotti
L’antico peso calcareo, secondo una unità di misura dell’epoca, dovrebbe pesare due gerah, pari a 0,944 grammi. Lo dichiarano due segni lineari e paralleli incisi sulla sua superficie tondeggiante, ancora ben visibili. Ma i ricercatori, strumenti alla mano, hanno scoperto che il suo peso reale ammonta a più di tre volte tanto: 3,61 grammi.

Memoriale alle vittime ebree trucidate nel 1941 a Baij Jar

In ricordo dell’eccidio di Babij Jar, 80 anni dopo

Eventi

di Anna Lesnevskaya
Il webinar organizzato dal MEIS di Ferrara con interventi di autorevoli storici ha voluto ricordare il massacro di 33.771 ebrei fra il 29 e il 30 settembre 1941 in Ucraina, tra i più atroci della Shoah dei proiettili nei Paesi dell’Est.

Un incontro a Yiddishland 2021

Yiddishland, un tuffo nella lingua e nella cultura yiddish per tutte le età

Personaggi e Storie

di Michael Soncin
Avete mai pensato di potervi immergere per un’intera settimana nel variopinto mondo yiddish? È una realtà che si ripete ogni anno. Stiamo parlando del ritiro per gli appassionati della mamaloshen che si tiene periodicamente nei dintorni di New York e che vede partecipanti da tutto il mondo assieme riuniti per celebrare la meravigliosa lingua trivalente, che si sono riunti quest’anno a metà agosto

Trivalente perché lo yiddish è una lingua costituita da una parte germanica, ebraica e slava. Trip to Yiddishland è una vera e propria celebrazione dell’universo yiddish, una settimana di cultura, arte, musica klezmer, danza, teatro, laboratori linguistici, che nell’ultima edizione, come vale del resto per le precedenti, ha visto un pubblico di tutte le età, dagli 8 ai 92 anni. Chi sono? Ashkenaziti, ma anche sefarditi, ebrei e non ebrei, tutti ugualmente pazzamente innamorati della lingua di Singer.

 Rafforzare l’identità ebraica, passando dallo yiddish

Trip to Yiddishland è organizzato dal The Workers Circle, un’organizzazione che da 120 anni s’impegna a diffondere la cultura ebraica e a rafforzarne l’identità tra le diverse generazioni, dando una particolare importanza alla lingua yiddish.

Yiddishland, com’è meglio noto, è stato lanciato 14 anni fa e si svolge nella parte settentrionale nei pressi di New York, in un campeggio immerso nel verde in riva al lago, con piscine, campi da tennis, da basket e molto altro ancora. Le persone che si iscrivono ogni anno vengono divise in classi in basi ai livelli d’appartenenza: dai principianti, agli intermedi, fino ai corsi avanzati.

Ann Toback, responsabile di The Workers Circle ha raccontato al Times of Israel che gli edifici del campus sono stati costruiti da The Workers Circle negli anni ’20 del Novecento per offrire agli ebrei provenienti dall’Europa Orientale un posto dove stare durante la stagione estiva, ma ancor più per aiutare gli immigrati ebrei appena arrivati ad integrarsi nella società americana.

Negli anni ’90 il campo offriva ritiri settimanali per tutta l’estate, con ospiti che soggiornavano per vari mesi, una di queste settimane era dedicata allo yiddish. Fu così che nacque l’idea di Yiddishland.

 Vedi anche: Oy vey! Oy vey! Harry Potter in yiddish! Intervista esclusiva al traduttore

Kolya Borodulin
Kolya Borodulin, cresciuto a Birobidzhan, si è avvicinato alla cultura yiddish quando è arrivato a New York

Noi siamo qui!

Il direttore della programmazione dei corsi di yiddish presso lo Yiddishland, Kolya Borodulin, è cresciuto a Birobidzhan, città russa, capitale dell’Oblast’, la regione autonoma ebraica, ciò nonostante, non “sapeva” quasi nulla della cultura yiddish, ma una volta arrivato a New York per lui è stato praticamente impossibile fermarsi. “Lo yiddish – racconta Borodulin per me ha un grande valore, perché rappresenta una parte inseparabile della nostra eredità. Commuove pensare che molte persone lo associano alla Shoah e ai 6 milioni di persone che persero la vita, poichè la maggior parte di loro parlava yiddish. Solo questa è una valida motivazione per continuare a ricordare, per andare avanti ed ispirare”. Le parole di Borodulin si riflettono nella maglietta che indossa recante la scritta: מיר זײַנען דאַ (Mir zaynen do), ‘Siamo qui’.

La voce dei protagonisti del revival della mamaloshen

C’è Annie Coen, londinese, che appena trasferitasi a New York col marito e nemmeno il tempo di disfare i bagagli, si è subito precipitata al ritiro di sette giorni dove poteva parlare in yiddish. “Penso di avere un problema con lo yiddish, lo amo davvero molto”, ha esclamato il primo giorno che è arrivata.

C’è poi una trentacinquenne, di cognome Cohen, proveniente dalla Francia, da poco residente negli Stati Uniti, che aveva inserito in cima nella lista dei desideri la settimana di full immersion, dopo aver studiato intensamente yiddish durante gli ultimi anni. “Quando ho iniziato a studiarlo me ne sono innamorata. Mia nonna parlava yiddish, ma è scomparsa quando avevo un anno”.

Golda Shore
Golda Shore, 92 anni, ogni anno dalla Florida vola a New York per il suo viaggio allo Yiddishland

 

E poi ancora Golda Shore, 92 anni, classe 1928, nata negli Stati Uniti, figlia di ebrei originari dall’Europa, che a casa parlavano in yiddish. Ogni anno dalla Florida vola a New York per il suo viaggio allo Yiddishland. Per lei è quasi come tornare a casa e racconta di non essersi mai persa un soggiorno. “Attendo questo momento con impazienza ogni anno. Penso che parte di questo interesse che ho, sia ciò che mi tiene in vita, conosco quasi tutti quelli che vengono, ed ogni anno vedo arrivare nuove persone. Per me lo yiddish è tutto”.

E non poteva mancare la più piccola del gruppo, Dinah Slepovitch, una bambina di 8 anni. “Vengo qui da quando avevo 2 o 3 anni”, dice. Infatti, sebbene la maggior parte del gruppo sia costituita da persone anziane, negli ultimi anni cresce sempre di più il numero di persone giovani che si vogliono tuffare in questa sorprendente cultura.

Ed è proprio la missione dell’organizzazione introdurre i giovani nel mondo yiddish. Secondo Toback la rinascita dello yiddish è dovuta grazie ai giovani che sono sempre più interessati alla riscoperta e al rafforzamento delle proprie radici.

Non solo corsi dal vivo, Yiddishland organizza anche classi virtuali, una soluzione adottata in pieno nel 2020, durante i mesi iniziali della pandemia da Covid-19. La prossima settimana virtuale sarà a gennaio 2022, mentre quella in presenza è solitamente tenuta durante il periodo estivo. “Sfruttiamo al meglio i momenti difficili, perché parte del vivere la nostra eredità è capire che anche nei momenti più difficoltosi esistono delle opportunità per poterci sostenere a vicenda”, ha detto Toback al Times of Israel.

Info: www.circle.org

(Foto: The Times of Israel)

Frankenstein nel film del 1931

Le radici ebraiche di Frankenstein, dal golem al mostro gotico

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Negli oltre 200 anni dalla pubblicazione del romanzo di Mary Shelley, non sono stati pochi coloro che hanno ipotizzato una connessione tra la storia dell’uomo creato artificialmente e quella del Golem, anch’esso legato alla creazione dal nulla di un’entità dall’aspetto vagamente umano.

Simulacri e identità: parliamo di Saman

Opinioni

di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Le narrazioni totalizzanti, ossia quei discorsi e quelle concezioni dei problemi del mondo che si basano sulla ripetizione ossessiva di un unico principio, vissuto come esclusivo e quindi definitivo, non solo sono false ma, cosa ancora peggiore, hanno il potere di condizionare l’agenda della discussione pubblica.

Papa Giovanni Paolo II e Rav Elio Toaff nel 1986

Sulla consunzione del dialogo ebraico-cristiano

Opinioni

di Vittorio Robiati Bendaud
L’11 agosto il papa ha tenuto una catechesi sulla Lettera ai Galati, un testo che scotta nei rapporti tra ebrei e cristiani. La querelle che ne è nata ha fatto il giro del mondo. Un’attenta analisi.

Lettere a Dvora. Via il doppio mento

Salute

di Dr. Dvora Ancona
Per il mio collo teso e fresco, invece, uso una radiofrequenza in questo caso Israeliana Surgeon, che usa la potenza dei microaghi. Per evitare la blefaroplastica ho fatto No Bag che mi ha sistemato le borse (sempre senza chirurgia) e il botulino.

Il Seder di Rosh HaShanah illustrato per bambini

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In un dialogo immaginario tra Elia, un bambino di circa 8 anni, e il suo criceto Jonathan la storia che troverete in questo libro ripercorre i preparativi e lo svolgimento del Capodanno ebraico: Rosh HaShanah.

Primo Levi: (non) soffocare il grido dell’uomo

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di Fiona Diwan
Ben lontano dall’essere un testimone pacifico e distaccato, lo scrittore torinese era abitato da un magma interiore represso, pulsante e ribollente. La natura schiva di Levi non avrebbe gradito l’odierna “beatificazione”  della sua figura. Una prosa che è un grido soffocato e silenzioso, sostiene De Angelis, «una scrittura pacata dall’irrequieto cuore di tenebra»

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