La storica Deborah Lipstadt

Deborah Lipstadt: “l’antisemitismo è un problema che non viene preso seriamente, fino a quando non diventa mortale” 

Personaggi e Storie

di Michael Soncin
La studiosa dell’Olocausto ha sottolineato che l’antisemitismo non proviene solamente dalla parte estrema degli appartenenti ad un certo ramo politico, ma è
onnipresente, in persone che al contrario, hanno invece molto spesso idee contrastanti su tutto il resto; motivo per il quale mira ad un monitoraggio da tutte le parti da cui esso proviene.

Chiara Ferragni e Liliana Segre

Dalla storia alle stories: perché Liliana Segre invita Chiara Ferragni al Memoriale della Shoah 

Personaggi e Storie

di David Zebuloni
L‘attualizzazione della Memoria, senza il suo snaturamento, è forse la sfida più complessa ed impellente della nuova generazione. Se in passato bastava raccontare le atrocità della Seconda Guerra Mondiale e la tragicità delle persecuzioni naziste, oggi il racconto fine a se stesso pare non bastare più. Già a metà del novecento, il sociologo Marshall McLuhan aveva divulgato una teoria tanto semplice quanto memorabile: il medium è il messaggio. Ovvero, non basta curare i contenuti del proprio messaggio, ma bisogna anche curarne la modalità di trasmissione. O in altre parole, non basta fare attenzione a ciò che si dice, ma bisogna anche prendere in considerazione il mezzo attraverso il quale le parole arrivano all’ascoltatore. Nel 2022, dunque, la profezia di McLuhan sembra avverarsi appieno. Oggi, il racconto dei testimoni oculari al nefasto nazista, infatti, necessita sempre più di un filtro che lo permetta di arrivare ai millenials.

Il filtro di TikTok, per esempio, che in Israele nell’ultimo anno ha permesso a molti sopravvissuti di trasmettere la propria storia ai più giovani in piccole pillole, brevi filmati dalla lunghezza di un minuto, sulla piattaforma più social del momento. Incapace di assistere ad una vera e propria testimonianza (o forse semplicemente maldisposta), la generazione Z ha chiesto ai portavoce della Memoria di adattarsi alle proprie esigenze e ha invitato gli influencer ad intermediare per loro. Avviene così l’incontro apparentemente improbabile tra Shoah e Instagram. Un incontro tra passato e presente, tra il racconto dettagliato della storia e quello approssimativo delle stories. Così attenta a questi passaggi generazionali, Liliana Segre, che da sempre si definisce nonna di chi la ascolta e oggi dimostra di esserlo davvero, non esita a convocare la corrispettiva Senatrice a Vita dei social media: Chiara Ferragni.

Memoriale della Shoah di Milano
Il Muro dell’indifferenza al Memoriale della Shoah, voluto fortemente da Liliana Segre
“Mi piacerebbe molto incontrare Chiara Ferragni e invitarla a visitare con me il Memoriale della Shoah di Milano. Ho visto che si è impegnata con il marito su diversi temi di importanza sociale, è sicuramente una donna attenta anche ad argomenti diversi da quelli che riguardano il suo lavoro legato alla moda”, ha spiegato una delle ultime voci della Memoria italiana. La Ferragni e suo marito Fedez, infatti, si sono spesso mostrati sensibili ad alcune tematiche non necessariamente in linea con i temi caldi del mondo rosa dei social. La loro visita agli Uffizi di Firenze, per esempio, ha portato al museo una crescita esponenziale del 24% di visitatori sotto i 25 anni. Un dato importante che non è passato inosservato, certo non agli occhi vigili di Liliana Segre.
Non essendo mai più tornata ad Auschwitz, d’altronde, la Senatrice a Vita ha trovato nel Binario 21 un luogo nel quale ricordare la propria tragedia personale, condividendone poi il ricordo con migliaia di giovani e meno giovani, che ogni anno vengono a visitare il luogo in cui l’infanzia di Liliana è stata definitivamente interrotta. In questo meandro oscuro nelle viscere della Stazione Centrale di Milano, il 30 gennaio del 1944, infatti, Liliana bambina venne caricata su un vagone bestiame insieme al papà Alberto e spedita verso un’ignota destinazione, rivelatasi poi essere l’inferno in terra di Auschwitz-Birkenau. Proprio questa settimana, insieme al rinomato regista Ruggero Gabbai, la sopravvissuta ha girato un breve film nel quale ha raccontato la scoperta di questo luogo dell’orrore e il suo desiderio che esso diventi un luogo di riflessione per ogni giovane d’Italia.
Un desiderio espresso anche a Chiara Ferragni che, da parte sua, non ha ancora risposto all’invito. Il marito Fedez, invece, ha immediatamente ribattuto con una controproposta, come se fosse all’asta. “Sarei felice di invitare la senatrice Liliana Segre al nostro podcast Muschio Selvaggio, spero possa accogliere il nostro invito”, ha proposto su Twitter.
Se vedremo dunque l’influencer del momento attraversare l’imponente scritta INDIFFERENZA incisa nella pietra a caratteri cubitali all’entrata del Memoriale, non è ancora certo. Se la Senatrice a Vita si siederà di fronte al microfono del Muschio Selvaggio, non possiamo ancora saperlo. Se tutta questa storia porterà davvero più giovani a visitare il luogo della storia, è ancora tutto da vedere. Una sola cosa è certa: la voce di Liliana Segre non ha bisogno dei filtri di Instagram per arrivare ai cuori di chi la ascolta.
Yom hashoah

Quale futuro per Yom ha Shoah? Una riflessione

Personaggi e Storie

di Daniela Dana Tedeschi, presidente Associazione Figli della Shoah
Perché quando abbiamo la possibilità di commemorare intimamente, senza retorica o protagonismi le migliaia di vittime della Shoah, quando possiamo ascoltare i loro nomi, recitare un Kaddish in loro memoria non ci siamo?

Influencer musulmani partecipano ad Auschwitz alla Marcia della Vita

Personaggi e Storie

di Redazione
Un gruppo di giovani influencer provenienti da paesi arabi e prevalentemente musulmani in un’operazione congiunta con l’organizzazione Sharaka ha partecipato alla Marcia della Vita ad Auschwitz, con l’obiettivo di portare alla luce la verità dell’Olocausto nel mondo arabo, rafforzando al contempo il legame tra il mondo arabo e Israele dopo la sigla degli Accordi di Abramo.

il progetto di conservaizone della memoria della Shoah della terza generazione

Portare avanti la memoria dei nonni sopravvissuti alla Shoah: un progetto online della terza generazione

Personaggi e Storie

di Redazione
Sono i nipoti di ebrei sopravvissuti alla Shoah, la cosiddetta terza generazione, i protagonisti di un nuovo progetto online di conservazione della memoria. If You Heard What I Heard è il titolo di una serie in costante crescita di interviste online ai giovani che raccontano le esperienze vissute dai propri nonni durante la Shoah, arricchite da dettagli su come si sono ricostruiti una vita e come hanno parlato della Shoah in famiglia.

Il 19 aprile di 79 anni fa scoppiava la rivolta del ghetto di Varsavia

Personaggi e Storie

di Ilaria Ester Ramazzotti
Ricorre oggi l’anniversario dell’inizio della rivolta del ghetto di Varsavia, che cominciò il 19 aprile 1943 e si concluse il 16 maggio successivo. L’insurrezione degli ebrei reclusi nel ghetto della capitale polacca contro le truppe tedesche, che nel 1939 avevano invaso la Polonia, è il più celebre episodio di resistenza ebraica della Seconda guerra mondiale.

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