Rav Dov Lando, leader del partito Degel HaTorah

I partiti della coalizione di Netanyahu avviano l’iter per sciogliere la Knesset

Israele

di Anna Balestrieri
La crisi politica si inserisce nel contesto delle crescenti tensioni tra Netanyahu e i partiti ultra-ortodossi della coalizione riguardo alla controversa legge sull’esenzione dal servizio militare per gli studenti delle yeshivot. Nei giorni precedenti, il leader spirituale del partito ultra-ortodosso Dov Lando aveva chiesto di procedere “il prima possibile” allo scioglimento della Knesset, dopo che Netanyahu aveva comunicato ai partner ultra-ortodossi che la legge non sarebbe stata approvata prima di eventuali elezioni.

La Knesset, il parlamento israeliano

Unanimità alla Knesset: nasce il tribunale militare per i responsabili del 7 ottobre

Israele

di Nina Deutsch
Con 93 voti favorevoli e nessun contrario, il Parlamento israeliano approva una legge che istituisce un tribunale militare speciale per processare i presunti responsabili degli attacchi del 7 ottobre 2023. Il nuovo organismo avrà sede a Gerusalemme e sarà composto da giudici militari, con udienze pubbliche pensate anche come testimonianza nazionale di uno degli eventi più traumatici della storia recente di Israele.

Una donna intervistata sulle violenze sessuali compiute il 7 ottobre 2023

Urla mai sentite prima: il rapporto shock sulle violenze del 7 ottobre. «Si passavano le donne di mano in mano»

Israele

di Nina Deutsch
Un rapporto israeliano di 300 pagine, basato su oltre 430 testimonianze, accusa Hamas e altri gruppi terroristici di aver usato la violenza sessuale come arma deliberata durante il massacro del 7 ottobre. Stupri, torture, mutilazioni e abusi filmati e diffusi online per terrorizzare un intero popolo e l’intera società israeliana. Secondo il dossier, le violenze non furono episodi isolati, ma parte di una strategia pianificata e sistematica di terrore.

Beniamin Netanyahu durante l'intervista alla CBS

“Tutti hanno responsabilità, dal premier in giù”: le ammissioni di Netanyahu riguardo il 7 ottobre

Israele

di Pietro Baragiola
Nel corso dell’intervista alla CBS, Netanyahu viene incalzato sul fatto che quasi tutti i vertici della sicurezza israeliana hanno lasciato l’incarico o sono stati rimossi dopo il 7 ottobre, mentre lui è rimasto al potere. Durante il resto dell’intervista, utilizza il 7 ottobre come punto di partenza per rivendicare la strategia militare portata avanti da Israele negli ultimi due anni.

La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo

Israele

di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.

Da sinistra Naftali Bennett e Yair Lapid (foto Facebook)

Tra strategia e contraddizione: la scommessa (rischiosa) di Bennett e Lapid

Israele

di David Zebuloni
Bennett torna sulla scena politica dopo quattro anni di pausa, e lo fa in corsa con il leader dell’opposizione, Yair Lapid. Il suo obiettivo è chiaro e dichiarato: sostituire Netanyahu alla guida del governo. Ma non attraverso una sfida dai banchi dell’opposizione, bensì superandolo sul suo stesso terreno, sottraendogli consensi dall’elettorato di destra. Ma molti opinionisti politici israeliani si chiedono: chi è l’elettore ideale di Bennett-Lapid? A quale segmento dell’elettorato si rivolgono realmente i due?

Medio Oriente, spiragli di dialogo: Israele e Libano verso colloqui diretti dopo oltre trent’anni

Israele
 di Anna Balestrieri

Giovedì 16 aprile 2026 potrebbe segnare una svolta inattesa in uno dei fronti più instabili del Medio Oriente. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che Israele e Libano avvieranno colloqui diretti ad alto livello, i primi da oltre tre decenni, nel tentativo di contenere un conflitto che si è progressivamente allargato fino a coinvolgere l’Iran e destabilizzare l’intera regione.