Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Non è che Dio approvi l’uccisione degli animali, sia per il sacrificio che per il cibo, ma vietare questo agli esseri umani, data la loro predisposizione genetica allo spargimento di sangue, è un’utopia. I sacrifici animali sono una concessione alla natura umana. I sacrifici sono un sostituto della violenza diretta contro l’umanità.
ebraismo
Parashat Vayikrà. Offrendo un sacrificio, offriamo noi stessi
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Fisicamente, non siamo quasi niente; spiritualmente, siamo sfiorati dalle ali dell’eternità. Abbiamo un’anima divina. La natura del sacrificio, inteso psicologicamente, è dunque chiara. Ciò che offriamo a Dio è (non solo un animale ma) il nefesh habeheimit, l’anima animale dentro di noi.
Cani, gatti, pesci rossi… Da rispettare, amare, nutrire “prima di noi”, come insegnano i nostri Maestri
di Marina Gersony, Ilaria Ester Ramazzotti e Sofia Tranchina
Per sopportare meglio la solitudine del lockdown molti hanno “adottato” cani e gatti. La normativa ebraica prescrive la misericordia e il rispetto per gli animali e i loro sentimenti. Perché i pet (ma anche mucche, vitelli, asini…) provano emozioni e hanno molto da insegnarci
Parashat Pekudé. La fiducia è fondamento di una società libera
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Una società libera è costruita su fondamenti morali e questi devono essere irremovibili. L’esempio personale di Mosè, nel rendere conto dei fondi che erano stati raccolti per il primo progetto collettivo del popolo ebraico, costituì un precedente vitale per tutti i tempi.
Parashat Vayakel. L’ineguagliabile valore della comunità
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La comunità è locale. È una società dal volto umano. Non è governo. La comunità è l’antidoto all’individualismo da un lato e all’eccessivo affidamento allo stato dall’altro. Darwin ne comprese l’importanza per la prosperità umana.
Parashat Ki Tissà. La Torà aiuta l’uomo a creare una società compassionevole
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Più crediamo che Dio punisca i colpevoli, più diventiamo indulgenti. Meno crediamo che Dio punisca i colpevoli, più diventiamo risentiti e punitivi. Questa è una verità totalmente controintuitiva, ma che finalmente ci permette di vedere la profonda saggezza della Torah nell’aiutarci a creare una società umana e compassionevole.
Terza lezione sui maestri dell’ebraismo italiano. Il 21 febbraio, ore 19 su Zoom
di Redazione
Lunedi 21 febbraio alle ore 19.00 verrà trasmesso in diretta streaming su Zoom il terzo appuntamento del ciclo dedicato a I maestri dell’ebraismo italiano.
Parashat Tetzavè. La centralità dei sacerdoti nella costruzione di una collettività responsabile
Appunti di Parashà a cura di Lida Calò
Nella parashà di questa settimana incontriamo, per la prima volta, l’idea di un’élite ereditaria all’interno del popolo ebraico. La riverenza dà potere a rituali, cerimonie, convenzioni sociali e civiltà, aiuta a trasformare gli individui autonomi in un gruppo collettivamente responsabile.
Il teatro nella tradizione ebraica. Il 13 febbraio su Zoom, ore 17
di Redazione
Domenica 13 febbraio alle ore 17.00 si svolgerà un incontro in streaming su Zoom intitolato Il teatro nella tradizione ebraica. L’appuntamento è curato da Maddalena Schiavo e sarà introdotto dalla giornalista Ester Moscati.
Seconda lezione del ciclo dedicato ai maestri dell’ebraismo italiano. Oggi, ore 19 su Zoom
di Redazione
Continuano gli appuntamenti del ciclo sui maestri dell’ebraismo italiano curati da Rav Alberto Somekh. La seconda lezione sarà dedicata a Rav Ovadyah Sforno e si terrà oggi, lunedì 7 febbraio, sulla piattaforma Zoom alle ore 19.00.
Parashat Terumà. L’importanza del dono nell’ebraismo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La costruzione del Santuario diede agli israeliti la possibilità di restituire a Dio. La successiva legge ebraica ha riconosciuto che il dono è parte integrante della dignità umana, quando ha pronunciato la sentenza che anche un povero completamente dipendente dalla carità è comunque obbligato a fare tzedakà.
Parashat Mishpatim. Dobbiamo ricordare che fummo stranieri in Egitto per rispettare lo straniero
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Dobbiamo ricordare che una volta eravamo dall’altra parte dell’equazione. Una volta eravamo estranei: gli oppressi, le vittime. Ricordare il passato ebraico ci costringe a subire un’inversione di ruolo.














