Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
In Deuteronomio 24:16 incontriamo — per la prima volta — l’affermazione esplicita di una legge di grande portata: «I genitori non saranno messi a morte per i loro figli, né i figli saranno messi a morte per i loro genitori. Una persona sarà messa a morte soltanto per il proprio peccato.» Abbiamo solide prove storiche riguardo a ciò che questa legge escludeva, vale a dire la punizione vicaria, l’idea che qualcun altro possa essere punito per il mio crimine.
ebraismo
Tu be-Av: si celebra l’antica festa dell’amore
di Redazione
Il 15 di Av, che quest’anno cade il 29 di luglio, si celebra in Israele la festa di Tu be-Av, antica ricorrenza che affonda le sue radici ancora prima dei tempi del Talmud. In questa festa molto antica di carattere agricolo, si celebravano anche matrimoni fa tribù diverse.
Stati Generali dell’Ebraismo italiano: identità, sicurezza e futuro al centro del confronto UCEI
di Ludovica Iacovacci
Identità, sicurezza, rapporto con Israele, formazione delle nuove classi dirigenti e contrasto all’antisemitismo. Sono stati questi i temi al centro degli Stati Generali dell’Ebraismo italiano, promossi domenica 12 luglio a Roma dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), una giornata di confronto che ha riunito rappresentanti istituzionali, rabbini, dirigenti comunitari, giovani e professionisti per delineare le priorità dell’ebraismo italiano nei prossimi anni. Più che un semplice convegno, un momento di riflessione collettiva sul presente e sul futuro dell’ebraismo italiano.
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS e Museo Ebraico di Bologna: un percorso insieme per raccontare e valorizzare l’ebraismo italiano
di R.I.
L’obiettivo è quello di rafforzare le due realtà, creando un polo museale con una sede centrale a Ferrara ed una distaccata a Bologna gestite da un’unica governance. Entrambe le Fondazioni hanno scopi e perseguono finalità coincidenti nell’ambito della valorizzazione, divulgazione e conservazione del patrimonio culturale ebraico in Italia e nel territorio della Regione Emilia-Romagna, ed hanno scelto di unire le forze.
Nuove vocazioni: la rinascita dei seminari rabbinici negli Stati Uniti
di Nina Deutsch
Dopo anni di calo delle iscrizioni e timori di crisi generazionale, i principali seminari rabbinici statunitensi registrano un’inversione di tendenza. Tra nuovi modelli formativi, percorsi online e un rinnovato interesse dei giovani, le aule del Jewish Theological Seminary e dell’Hebrew Union College tornano a riempirsi. Un cambiamento che riflette trasformazioni più ampie nell’ebraismo americano contemporaneo.
Oltre le Mura: come trovare la luce nella distruzione
di Daniele Cohenca
Nella tradizione ebraica, il periodo di tre settimane che intercorre tra il 17 del mese di Tammuz e il 9 del mese di Av è chiamato Ben Hametzarìm, ovvero “Tra le ristrettezze”. In questo lasso di tempo, gli ebrei di tutto il mondo entrano in una fase di costrizione spirituale, attenuando le espressioni esteriori di gioia e osservando pratiche connesse al lutto.
Parashat Shelach Lechà. Gli tzitzit, ovvero le due dimensioni della fede ebraica
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Da un lato, essi sono uno stile di vita pubblica, comunitaria, condivisa con altri ebrei in tutto il mondo e attraverso le generazioni. Ma esiste anche la nostra vita interiore come persone di fede. Parliamo con Lui nell’intimità dell’anima, ed Egli ascolta. Questa conversazione interiore — l’apertura del nostro cuore a Colui che ci ha chiamati all’esistenza con amore — non è destinata allo sguardo pubblico. Come l’indumento con le frange portato sotto i vestiti, rimane nascosto. Ma non è per questo meno reale.
Dal tributo al Rebbe un messaggio alla diaspora: l’Argentina di Milei guarda agli ebrei europei
di Davide Cucciati
Davanti a circa 1.800 persone riunite presso il Palacio Libertad, Milei ha esaltato i “valori giudeo-cristiani”, sostenendo che quando essi vengono abbracciati “la vita spirituale e quella materiale si allineano e risuonano sulla stessa lunghezza d’onda”. Il suo intervento, durato circa quaranta minuti, ha avuto un’impostazione quasi interamente religiosa, con riferimenti alla Torah, alla tradizione ebraica e al rapporto tra libertà, lavoro e responsabilità morale.
Identità e globalismo, tra territorio e tradizioni
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Se si vuole mettere in relazione l’ebraismo medesimo con l’età della difficile globalizzazione, quella nella quale stiamo vivendo, allora il primo punto da cui partire è quello dell’esperienza diasporica. Le dispersioni susseguitesi nel corso dei secoli hanno in buona parte sradicato gli insediamenti ebraici originari
Dalla critica politica agli stereotipi religiosi: la replica di Rav Della Rocca agli articoli di La Valle e Fini
di Anna Balestrieri
“Quando la critica politica diventa giudizio sull’essenza di un popolo o di una religione — sostiene il rabbino — non siamo più nel confronto democratico, ma davanti al riemergere di un veleno antico.”
Roald Dahl, l’antisemitismo e il fallimento dei boicottaggi culturali: il dilemma ebraico dietro “Giant”
di Anna Balestrieri
Nella sua piéce Giant, dedicata al noto scrittore britannico, il drammaturgo britannico ebreo Mark Rosenblatt affronta senza sconti il feroce antisemitismo dell’autore, senza però invocare boicottaggi o cancellazioni, ma scegliendo la strada della complessità: una prospettiva, profondamente legata all’esperienza storica ebraica, a rendere il rifiuto dei boicottaggi culturali qualcosa di più di una semplice posizione politica.
Parashat Bamidbar. La Torà è un contratto matrimoniale, un pegno e un gesto d’amore
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il sommo poeta del matrimonio fu Osea. Leggendo questa haftara nello Shabbat che precede Shavuot, facciamo un’affermazione di fondamentale importanza: che nel donare la Torà a Israele, Dio non stava affermando il Suo potere, il Suo dominio o la Sua signoria su Israele (ciò che Osea intende quando usa la parola baal). Stava dichiarando il Suo amore.














