7 ottobre 2023

«Ho pregato che mi lasciassero morire». L’inferno dell’ex ostaggio a Gaza Rom Braslavski. Il coraggio di restare vivo per testimoniare

Israele

di Nina Deutsch
Rom Braslavski, una guardia al festival Nova il 7 ottobre, è stato ostaggio per 738 giorni della Jihad Islamica. Dopo la liberazione, racconta le torture, le umiliazioni e la follia di un sequestro che voleva cancellare la sua identità: «Mi hanno colpito con gioia. Solo perché ero ebreo». Oggi il giovane vive nel timore di “impazzire”.

Bandiere Francia (a sinistra) e Iran (a destra)

Francia: l’influenza dell’Iran in crescita durante la guerra di Gaza nelle istituzioni e nel dibattito pubblico

Mondo

di Maia Principe
Secondo lo studio del Think Tank France 2050, dall’invasione e dal massacro del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele le istituzioni francesi, i media, i partiti politici di estrema sinistra, le principali università, gli intellettuali e gli organismi studenteschi sono diventati tutti bersagli dell’ingerenza iraniana. Ma l’infiltrazione sarebbe iniziata già dal 1979.

New York al bivio: Mamdani scuote la comunità ebraica. Oggi elezioni ad alta tensione nella metropoli americana

Mondo

di Nina Deutsch
I sondaggi lo danno in vantaggio e, se dovesse vincere, diventerebbe il primo sindaco musulmano della metropoli e – dettaglio non trascurabile – un ex rapper che in passato si esibiva con il nome d’arte Young Cardamom con seguito soprattutto tra i giovani. Una svolta per la sinistra americana, ma anche una fonte di profonda inquietudine per molti ebrei newyorkesi.

Restituiti i corpi di tre soldati israeliani uccisi il 7 ottobre 2023

Israele
di Anna Balestrieri (Gerusalemme)
Il colonnello Asaf Hamami, il capitano Omer Neutra e il sergente Oz Daniel furono uccisi il 7 ottobre 2023, durante l’attacco di Hamas al confine con Gaza, e i loro corpi furono portati nella Striscia. Le famiglie sono state informate dopo l’identificazione da parte degli esperti forensi. Otto salme di ostaggi restano ancora a Gaza.
Hamas

Disarmo di Hamas? Più della metà dei palestinesi è contraria

Mondo

di Davide Cucciati
Secondo l’ultimo sondaggio del PSR, il sostegno all’attacco del 7 ottobre rimane maggioritario, con oltre il 50% degli intervistati favorevoli. L’appoggio resta alto in West Bank e torna a crescere anche a Gaza. Il sostegno al disarmo di Hamas è rifiutato dall’85% degli intervistati in West Bank e il 55% a Gaza.  La maggioranza assoluta degli intervistati non crede che Hamas abbia compiuto le atrocità riportate dai media internazionali il 7 ottobre.

Le salme degli ostaggi Amiram Cooper e Sahar Baruch tornano in Israele 

Israele
di Anna Balestrieri (Gerusalemme)

Le salme dei due uomini, 85 e 25 anni, rapiti vivi dai loro kibbutzim al confine con Gaza il 7 ottobre 2023, sono state restituite giovedì sera, il 30 ottobre, a Israele, ha annunciato l’Ufficio del Primo Ministro. Con il loro ritorno, undici corpi di ostaggi rimangono ancora nella Striscia di Gaza.

Irlanda: eletta presidente che giustifica Hamas

Mondo

di Nathan Greppi
La Connolly, che si è rifiutata di condannare i massacri di Hamas del 7 ottobre 2023, ha spesso accusato Israele di compiere un genocidio nella Striscia di Gaza. Intervistata da BBC News Northern Ireland durante la sua campagna elettorale, ha dichiarato che Hamas fa “parte del tessuto” del popolo palestinese, e si è detta “riluttante” a condannare quei fatti.

Da sinistra Arie Zalmanovicz e Tamir Adar

Restituiti a Israele i corpi degli ostaggi Arie Zalmanowicz e Tamir Adar

Israele

di Anna Balestrieri (Gerusalemme)
Arie Zalmanowicz, 85 anni, uno dei fondatori di Nir Oz, era stato rapito da casa sua il 7 ottobre 2023 e, secondo l’intelligence israeliana, ucciso in prigionia il 17 novembre dello stesso anno. Mentre Tamir Adar, 38 anni, fu ucciso il 7 ottobre mentre cercava di respingere l’attacco. Lunedì era stato restituito il corpo di tal Haimi del kibbutz Nir Yitzhak. Restano a Gaza 13 corpi di ostaggi.

Alla Sinagoga centrale si ricordano le vittime del 7 ottobre

Italia

di Nathan Greppi
Dopo più di due anni di guerra, l’atmosfera era carica di sollievo visto che gli ostaggi israeliani ancora vivi sono finalmente tornati a casa. Nella sala centrale gremita, molti membri della Comunità ebraica ma anche cittadini milanesi venuti a esprimere la loro vicinanza. Diversi i rappresentanti delle istituzioni, ebraiche e non, che hanno portato i loro saluti.