«Quanti israeliani sono stati uccisi in nove giorni?»
Non solo i testi: anche le risposte dell’insegnante


di Pietro Baragiola
Queste nuove puntate raccontano una storia nuova rispetto a quella immaginata inizialmente dagli autori che, dopo il 7 ottobre, hanno deciso di cambiare l’intero futuro della serie. La sceneggiatura di Fauda era infatti già in lavorazione quando Hamas ha colpito il sud di Israele.
di Pietro Baragiola
The Campaign ricostruisce l’intera macchina comunicativa attribuita ad Hamas nelle ore e nei mesi successivi all’attacco del 7 ottobre 2023 e affronta anche il ruolo del Qatar, analizzando i finanziamenti provenienti dall’emirato e la loro possibile influenza sulla diffusione di determinate narrative ideologiche e sul dibattito nei campus universitari.
di Nathan Greppi
Già nei giorni successivi ai massacri del 7 ottobre 2023, in tutto l’Occidente ci furono manifestanti di estrema sinistra che giustificarono l’operato di Hamas, strappando i manifesti degli ostaggi e negando gli stupri sulle donne israeliane. E in molti casi, si sono difesi da accuse di antisemitismo usando come foglie di fico quella minoranza di ebrei di sinistra radicale che la pensano come loro. Come accadde nel 1929, dopo il massacro di Hebron
di Nina Deutsch
Aveva 30 anni e, secondo amici e familiari, non era mai riuscito a superare la perdita di Liron Barda, uccisa nel massacro del festival Nova. La sua storia riporta alla luce le ferite psicologiche ancora aperte lasciate dall’attacco.
di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.
di Ilaria Myr
La lettera di congedo del giornalista, dal 1984 corrispondente da Bruxelles, affronta di petto la stortura della “nuova sinistra”, che “dal pogrom del 7 ottobre, ha trasformato l’ostilità verso il governo Netanyahu – che condivido pienamente – e il legittimo sostegno alla causa palestinese in un antisionismo virulento, maschera di un antisemitismo sfrenato”.
di Anna Balestrieri
Una ricerca condotta tra i direttori di venticinque musei ebraici europei mostra dopo il 7 ottobre un aumento dei messaggi ostili sui social network, dell’odio digitale e delle comunicazioni antisemite. Sono aumentati gli atti vandalici e i danneggiamenti. Qual è quindi oggi il nuovo ruolo del museo ebraico?
di Nathan Greppi
La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.
di Anna Balestrieri
Dietro i nomi d’arte Azri e Gabri ci sono due musicisti israeliani che vivono da molti anni in Francia. La loro traiettoria attraversa Tel Aviv, Kfar Sava, Parigi, Istanbul e un Mediterraneo immaginario nel quale le identità non sono mai definitive. Ma dopo anni trascorsi a sottrarsi alla definizione di “musicisti ebrei”, il 7 ottobre ha reso quella stessa appartenenza più difficile da ignorare e, insieme, più urgente da rivendicare.
di Anna Balestrieri
La donna, che oggi ha 39 anni, era stata sequestrata dal kibbutz Nirim e rilasciata il 28 novembre 2023. Il marito Yagev, rapito insieme a lei, non fece ritorno. Il suo racconto è insieme una testimonianza di sopravvivenza, una denuncia delle violenze subite e il ricordo di un legame coniugale spezzato dalla guerra.
di Nathan Greppi
Nel complesso, Democrazie e culti di morte del giornalista britannico Douglas Murray non è un libro che parla solo di Israele e dei palestinesi, ma anche dell’Occidente e di cosa è diventato. Un mondo convinto che la guerra appartenga al passato, senza capire che Israele non può concedersi il lusso di questa illusione.