7 ottobre 2023

Il Morgen Freiheit e la giustificazione dei pogrom antiebraici prima del 7 ottobre

Israele

di Nathan Greppi
Già nei giorni successivi ai massacri del 7 ottobre 2023, in tutto l’Occidente ci furono manifestanti di estrema sinistra che giustificarono l’operato di Hamas, strappando i manifesti degli ostaggi e negando gli stupri sulle donne israeliane. E in molti casi, si sono difesi da accuse di antisemitismo usando come foglie di fico quella minoranza di ebrei di sinistra radicale che la pensano come loro. Come accadde nel 1929, dopo il massacro di Hebron

Boy George nella bufera del boicottaggio per la canzone pro-Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Da quando ha pubblicato la canzone We Will Dance Again il cantautore britannico è al centro di polemiche e boicottaggi. La piattaforma che vendeva il brano l’ha rimosso, mentre a causa delle polemiche ha rinunciato al ruolo che avrebbe dovuto interpretare in una rappresentazione a Londra del musical Jesus Christ Superstar.

A sinistra una copertina di Liberation su israele; a destra Jean Quatremer

Francia: storico giornalista di Libération si licenzia. “La ‘nuova sinistra’ è antisemita, non mi riconosco più”

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
La lettera di congedo del giornalista, dal 1984 corrispondente da Bruxelles, affronta di petto la stortura della “nuova sinistra”, che “dal pogrom del 7 ottobre, ha trasformato l’ostilità verso il governo Netanyahu – che condivido pienamente – e il legittimo sostegno alla causa palestinese in un antisionismo virulento, maschera di un antisemitismo sfrenato”.

Dopo il 7 ottobre, il museo ebraico non è più soltanto un museo

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Una ricerca condotta tra i direttori di venticinque musei ebraici europei mostra dopo il 7 ottobre un aumento dei messaggi ostili sui social network, dell’odio digitale e delle comunicazioni antisemite. Sono aumentati gli atti vandalici e i danneggiamenti. Qual è quindi oggi il nuovo ruolo del museo ebraico?

“We Will Dance Again”, il nuovo singolo a favore d’Israele di Boy George

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
La canzone reggae creata con l’aiuto dell’IA per denunciare quei colleghi musicisti che secondo lui si comportano come “pecore”, condanna l’etichettatura della guerra di Gaza come un “genocidio” e dichiara che “balleremo di nuovo”, in riferimento allo slogan “We Will Dance Again” che dopo il massacro al Nova Music Festival invita alla resilienza.

Il duo israelo-francese Boogie Balagan

Torna Boogie Balagan, la musica senza confini che l’Europa non sa classificare

Personaggi e Storie

 di Anna Balestrieri
Dietro i nomi d’arte Azri e Gabri ci sono due musicisti israeliani che vivono da molti anni in Francia. La loro traiettoria attraversa Tel Aviv, Kfar Sava, Parigi, Istanbul e un Mediterraneo immaginario nel quale le identità non sono mai definitive. Ma dopo anni trascorsi a sottrarsi alla definizione di “musicisti ebrei”, il 7 ottobre ha reso quella stessa appartenenza più difficile da ignorare e, insieme, più urgente da rivendicare.

La guerra tra Israele e Hamas come scontro tra democrazia e autoritarismo

Libri

di Nathan Greppi
Nel complesso, Democrazie e culti di morte del giornalista britannico Douglas Murray non è un libro che parla solo di Israele e dei palestinesi, ma anche dell’Occidente e di cosa è diventato. Un mondo convinto che la guerra appartenga al passato, senza capire che Israele non può concedersi il lusso di questa illusione.

Norvegia: docente assolto dopo aver inneggiato al 7 ottobre

Mondo

di Nathan Greppi
Bassam Hussein, che insegna project management presso l’Università Norvegese di Scienza e Tecnologia (NTNU) di Trondheim, aveva dichiarato definito il massacro del 7 ottobre “la cosa più bella che sia mai accaduta nel nostro secolo”.

Soldati israeliani

La guerra invisibile: in Israele l’emergenza del trauma passa anche da un’app

Tecnologia

di Anna Balestrieri
Alla base della piattaforma la convinzione che la guarigione dal trauma non sia un evento, ma un processo che richiede tempo, continuità e relazioni. L’app, gratuita per soldati e familiari, propone programmi personalizzati fondati su tre pilastri complementari: benessere psicologico, equilibrio fisico e ricostruzione della rete sociale.