di Pietro Baragiola
Lo spegnimento dell’orologio segna un passo significativo del doloroso percorso che la comunità israeliana ha affrontato negli ultimi due anni. Le immagini mostrano la folla riunita davanti al display, divenuto simbolo della lotta per la restituzione degli ostaggi. Mentre i presenti cantavano l’inno nazionale di Israele, deponendo nastri gialli e fotografie accanto all’orologio, i superstiti e i famigliari degli uccisi sono saliti sul palco per rivolgere alcune parole al pubblico.
7 ottobre 2023
Libro per le scuole co-curato da Barbero mistifica il 7 ottobre
di Nathan Greppi
Nel manuale scolastico “La storia 3. Progettare il futuro”, pubblicato da Zanichelli e co-curato dallo storico Alessandro Barbero assieme a Chiara Frugoni e Carla Sclarandis, si legge che il 7 ottobre 2023 “l’ala militare di Hamas ha scatenato un attacco contro insediamenti di coloni israeliani”. L’editore ha sunito comunicato che il riferimento è stato rimosso con effetto immediato dalle versioni digitali del manuale e che sarà eliminato da tutte le future ristampe cartacee.
Post-Occidente. Come il 7 ottobre riscrive la nostra storia
di Anna Balestrieri
Il punto di partenza è il 7 ottobre, non un evento isolato, ma una cesura storica, capace di rendere visibili fratture già presenti ma a lungo rimosse. Il pogrom perpetrato da Hamas non ha soltanto segnato Israele:ha scoperchiato una crisi profonda dell’Occidente, delle sue istituzioni e del suo linguaggio morale.
Giorno della Memoria e insofferenza per gli ebrei oggi: quando i numeri raccontano una frattura
Ran Gvili, l’ultimo ostaggio. Il ritorno che chiude il cerchio del 7 ottobre
di Anna Balestrieri
Dopo il completamento delle procedure di identificazione da parte dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale, in collaborazione con la Polizia israeliana e il Rabbinato militare, la famiglia è stata informata ufficialmente. Il corpo di Ran sarà ora restituito per la sepoltura.
«Nei tunnel ho pensato di morire»: David Cunio racconta l’inferno di Gaza
di Nina Deutsch
Dalla casa in fiamme di Nir Oz ai tunnel sotterranei di Hamas: l’ex ostaggio rompe il silenzio in una lunga intervista televisiva e parla di fame, torture psicologiche, pensieri suicidi e del ritorno difficile alla vita con le figlie gemelle.
Discriminazione sanitaria e antisemitismo. Un evento dell’AME
di Nathan Greppi
Dopo il 7 ottobre l’odio contro gli ebrei ha avuto dei risvolti anche in un settore, quello medico e sanitario, dove in teoria tutti dovrebbero avere diritto alle stesse cure a prescindere da etnia, religione o posizioni politiche. L’evento ha analizzato diversi aspetti di questo tema con interventi prestigiosi.
Antisemiti e filo-Hamas nell’entourage di Mamdani
di Nathan Greppi
Prima ancora del suo insediamento, è emerso che diversi membri della sua squadra hanno fatto, sia in passato che di recente, esternazioni che dall’antisionismo sconfinano talvolta nel sostegno a Hamas e nell’antisemitismo.
Gli abusi sessuali a Gaza. Il racconto dell’ex-ostaggio Romi Gonen
di Nathan Greppi
La Gonen, che oggi ha 25 anni ed è stata rapita al Nova Music Festival quando ne aveva 23, ha raccontato come è stata portata nella Striscia di Gaza, spostata continuamente da una casa all’altra per poi essere tenuta prigioniera sottoterra.
I più letti nel 2025. «Vi racconto quel niqab da cui sono fuggita e la mia battaglia contro l’Islam radicale»
di Ilaria Myr
In vista della fine dell’anno, pubblichiamo un articolo al giorno fra i più letti durante il 2025.Eroine del nostro tempo: intervista a Yasmine Mohammed: il matrimonio forzato con un terrorista di Al Qaeda. L’educazione all’odio verso gli ebrei. Gli abusi fisici e psicologici. Il tentato suicidio e poi la ribellione. Nata in una famiglia palestinese emigrata in Canada, l’attivista Yasmine Mohammed racconta la sua lotta per i diritti umani.
Abu Mazen avrebbe celebrato il 7 ottobre: la leadership palestinese è davvero “moderata”?
di Davide Cucciati
Il giornalista israeliano Amit Segal ha rivelato che “secondo un estratto di un’intervista pubblicato da Zvi Yehezkely”, Mahmoud Abbas avrebbe definito il 7 ottobre “il giorno più grande della storia palestinese davanti a decine di persone”.
Columbia University, il rapporto finale sull’antisemitismo: studenti ebrei e israeliani presi di mira nelle aule
di Nina Prenda
A uno studente israeliano è stato chiesto pubblicamente come si sentisse rispetto al “colonialismo dei coloni”, mentre a un ebreo è stato detto: «È un vero peccato che la tua gente sia sopravvissuta per commettere un genocidio di massa». Segnalata anche una diffusa introduzione di condanne morali contro Israele in corsi non attinenti alla politica o al Medio Oriente.














