di Nathan Greppi
Ha fatto notizia il recente appello di venti attori del Marvel Cinematic Universe per chiedere la liberazione del terrorista palestinese Marwan Barghouti, appoggiato anche da attori italiani come Asia Argento e Alessandro Gassmann. Dipingendolo come una vittima, i firmatari hanno trascurato il fatto che Barghouti è stato giudicato colpevole nei primi anni 2000 per l’omicidio di almeno cinque persone, motivo per cui è stato condannato all’ergastolo.








La loro era una missione dai contorni sfuggenti fin dall’inizio. Per gli ufficiali britannici dell’MI9, che organizzarono l’operazione dal Cairo, quei giovani rappresentavano risorse preziose per raccogliere informazioni e sostenere la resistenza nei territori occupati. Per i dirigenti del movimento sionista, invece, il significato era ben diverso: riportare uomini e donne tra le comunità ebraiche europee, offrire aiuto ai sopravvissuti, creare contatti per il dopoguerra e, soprattutto, dimostrare che gli ebrei non erano soltanto vittime della persecuzione.








