Parashà della settimana

Parashat Vaerà. Quando la Torà si prende gioco delle pretese degli uomini di potere emulare D-o

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che i maghi egizi non capirono è che il potere sulla natura non è un fine in sé e per sé, ma esclusivamente un mezzo per raggiungere fini etici. I pidocchi erano uno scherzo di Dio a spese dei maghi, i quali credevano di essere padroni del destino umano, poiché controllavano le forze della natura. Si sbagliavano. La fede non è semplicemente credere nel soprannaturale. È la capacità di ascoltare la chiamata dell’Autore dell’Essere, di essere liberi in modo tale da rispettare la libertà e la dignità degli altri.

Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare

Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.

(Foto: Giuseppe Gimignani presso Palazzo Rospigliosi, Pistoia, I fratelli di Giuseppe mostrano a Giacobbe la veste insanguinata)

Parashat Vayeshev. La fede e la speranza: ecco ciò che ha permesso la sopravvivenza del popolo ebraico

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli ebrei sono il popolo che ha rifiutato di essere confortato perché non ha mai perso la speranza. Giacobbe alla fine rivide Giuseppe. I figli di Rachele tornarono nella loro terra. Gerusalemme è di nuovo la patria ebraica. Tutte le prove potrebbero suggerire il contrario: potrebbe sembrare che significhi una perdita irreparabile, un decreto della storia che non può essere annullato, un destino che deve essere accettato.

Alexander I. Poltorak, Giacobbe incontra Esaù e i suoi 400 uomini

Parashat Vayshlach. L’ebraismo e il dilemma morale: quando agire secondo le regole crea angoscia personale

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Un sistema morale che lascia spazio all’esistenza di dilemmi è un sistema che non cerca di eliminare le complessità della vita morale. In un conflitto tra due giusti o due sbagliati, può esserci un modo corretto di agire (il minore di due mali o il maggiore di due beni), ma questo non cancella tutto il dolore emotivo.

Marc Chagall "La scala di Jacob" (1973)

Parashat Vayetzè. Dio può coglierci di sorpresa, svegliandoci dal nostro sonno, afferrandoci quando cadiamo

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Se Abramo rappresenta il nostro viaggio verso Dio, e Isacco il nostro dialogo con Dio, Giacobbe significa l’incontro di Dio con noi – non pianificato, non programmato, non previsto; la visione, la voce, la chiamata che non possiamo mai conoscere in anticipo, ma che ci lascia trasformati. Come per Giacobbe, così per noi. È come se ci svegliassimo da un sonno e ci rendessimo conto, come se fosse la prima volta, che “Dio era in questo luogo e io non lo sapevo.”

Parashat Toledot. Il futuro non è mai lineare come siamo indotti a credere

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi era il figlio maggiore? E cosa implica questo nel caso di Esaù e Giacobbe? La sottigliezza è tale che non le notiamo all’inizio. Solo più tardi, quando la narrazione non procede come ci aspettavamo, siamo costretti a tornare indietro e notare ciò che inizialmente ci era sfuggito: che le parole udite da Rebecca possono significare “il maggiore servirà il minore” oppure “il minore servirà il maggiore.”

Parashat Chayè Sara

Parashat Chayè Sara. La fede è coraggio di agire

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il significato degli eventi di Chayè Sara è che Abramo realizzò che Dio contava su di lui. La fede non significa passività. Significa il coraggio di agire e di non lasciarsi mai scoraggiare. Il futuro accadrà, ma siamo noi – ispirati, potenziati, rafforzati dalla promessa – a doverlo realizzare.

Parashat Vayerà. Onoriamo Dio onorando la Sua immagine: l’umanità

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli idolatri del tempo di Abramo adoravano il sole, le stelle e le forze della natura come dèi. Adoravano il potere e i potenti. Abramo sapeva, tuttavia, che Dio non è nella natura ma al di là della natura. C’è una sola cosa nell’universo sulla quale Egli ha impresso la Sua immagine: la persona umana, ogni persona, potente e impotente allo stesso modo.

Parashat Lech Lechà. I valori con cui ognuno cresce sono la base delle decisioni che farà nella vita

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La storia di Abramo può essere letta in due modi. Una lettura sottolinea la discontinuità: Abramo ruppe con tutto ciò che venne prima. L’altra mette in evidenza la continuità: suo padre aveva già intrapreso il lungo cammino verso la terra che sarebbe poi diventata santa, ma si era fermato a metà. Abramo completò il viaggio che suo padre aveva iniziato.