Immagine generata dall'intelligenza artificiale del centro di educazione sull'Olocausto Yad Vashem a Monaco di Baviera, con visitatori che esplorano le mostre

Lo Yad Vashem apirà a Monaco di Baviera il suo primo centro fuori da Israele

Personaggi e Storie

di Maia Principe
Il progetto, promosso dall’istituzione israeliana per la memoria dell’Olocausto con il sostegno del governo tedesco, sorgerà a Karolinenplatz, nel centro di Monaco, e dovrebbe essere inaugurato entro i prossimi tre anni. L’iniziativa rappresenta un passo storico per Yad Vashem, con sede a Gerusalemme, che fino ad ora aveva sviluppato programmi educativi internazionali ma non disponeva di una sede fisica permanente al di fuori di Israele. (Immagine generata dall’intelligenza artificiale del centro di educazione sull’Olocausto Yad Vashem a Monaco di Baviera, con visitatori che esplorano le mostre)

Il centro di educazione sull’Olocausto di Yad Vashem avrà la sua prima sede permanente fuori da Israele, a Monaco di Baviera, in Germania, nell’ambito di un’iniziativa volta a rafforzare l’insegnamento sulla Shoah, combattere l’antisemitismo e contrastare la crescente distorsione storica in Europa. Lo riporta il sito Aurora Israel.

Il progetto, promosso dall’istituzione israeliana per la memoria dell’Olocausto con il sostegno del governo tedesco, sorgerà a Karolinenplatz, nel centro di Monaco, e dovrebbe essere inaugurato entro i prossimi tre anni. L’iniziativa rappresenta un passo storico per Yad Vashem, con sede a Gerusalemme, che fino ad ora aveva sviluppato programmi educativi internazionali ma non disponeva di una sede fisica permanente al di fuori di Israele.

Secondo l’istituzione, Monaco è stata selezionata dopo un’ampia analisi nazionale che ha valutato le infrastrutture educative, l’accessibilità regionale e l’importanza storica. La città occupa un posto centrale nella storia tedesca in quanto luogo di nascita del Partito Nazista, il che rende la scelta una decisione simbolica e formativa.

L’annuncio giunge in un contesto di crescente preoccupazione per l’aumento degli episodi di antisemitismo, dei discorsi negazionisti sull’Olocausto e delle distorsioni storiche in diversi paesi europei, soprattutto in concomitanza con la scomparsa di intere generazioni di sopravvissuti diretti all’Olocausto.

Combattere l’antisemitismo

Il centro di educazione sull’Olocausto Yad Vashem si propone di ampliare la diffusione della conoscenza del genocidio nazista oltre i confini della Germania e di rivolgersi anche a studenti, insegnanti e organizzazioni dei paesi limitrofi.

La proposta è stata formalmente presentata nel 2023 durante un incontro tra il presidente di Yad Vashem, Dani Dayan, e l’allora cancelliere tedesco Olaf Scholz. Da allora, il progetto ha ricevuto il sostegno istituzionale delle autorità federali tedesche e dell’attuale cancelliere Friedrich Merz, nonché dei governi regionali interessati a rafforzare le politiche educative relative alla memoria storica.

Secondo un’analisi di Reuters , l’obiettivo principale sarà quello di sviluppare contenuti educativi basati su prove storiche, ricerche accademiche e strumenti didattici contemporanei per educare le nuove generazioni sulle conseguenze dell’antisemitismo, del totalitarismo e dell’estremismo.

La memoria dell’Olocausto in tempi senza sopravvissuti

I progressi del centro di educazione sull’Olocausto di Yad Vashem riflettono anche un profondo cambiamento nel modo in cui viene preservata la memoria storica. Per decenni, l’educazione sulla Shoah è stata strettamente legata alla testimonianza diretta dei sopravvissuti che condividevano le loro esperienze in scuole, università ed eventi pubblici.

Tuttavia, il trascorrere del tempo ha ridotto significativamente tale possibilità e pone nuove sfide pedagogiche. Per Yad Vashem, la progressiva scomparsa dei testimoni diretti rende necessaria la creazione di strumenti didattici capaci di trasmettere la memoria storica con rigore documentario e rilevanza contemporanea.

Dani Dayan, presidente dell’istituzione, ha avvertito che il mondo sta attraversando un momento particolarmente delicato, in cui stanno riemergendo discorsi antisemiti e forme di relativizzazione del genocidio nazista.

“L’educazione sull’Olocausto basata sui fatti storici è oggi più importante che mai”, ha affermato Dayan presentando il progetto, mettendo in guardia contro la crescita del negazionismo, della distorsione dei fatti e dell’antisemitismo in vari spazi pubblici e digitali.

Il nuovo centro in Germania si propone non solo di preservare la memoria del passato, ma anche di stabilire collegamenti con le sfide attuali legate all’odio, alla discriminazione e alla radicalizzazione politica.

Con sede a Monaco di Baviera, Yad Vashem si propone di trasformare uno dei luoghi più simbolici dell’ascesa del nazismo in uno spazio dedicato all’apprendimento, alla riflessione e alla prevenzione, rafforzando l’insegnamento della Shoah per le future generazioni europee.

La locandina del film Tell me

Giovedì 11 giugno al Memoriale della Shoah anteprima del film “Tell me”

Eventi

di R.I.
Tell me / Dimmi è un documentario-lungometraggio che presenta una personalissima via per la ricostruzione delle origini e del tragico percorso della famiglia di Renée Revah — fotografa, autrice della mostra Tehom (esposta fino al 6 settembre) e co-sceneggiatrice del film: ebrei greci di Salonicco, i suoi antenati non sopravvivono ad Auschwitz e Birkenau. Seguirà dibattito con il regista, la fotografa e il documentarista Ruggeroi Gabbai. Ingresso fino a esaurimentio posti.

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Dal 14 maggio al Memoriale della Shoah la mostra fotografica “Tehom”, un viaggio nell’abisso della memoria

Eventi

di R.I.
Attraverso fotografie, video e testi, Revah costruisce una narrazione visiva che segue le tracce della deportazione: dal vagone buio che condusse la sua famiglia ai campi, ai paesaggi di Birkenau, fino agli spazi interni di Auschwitz. La sua pratica non mira a ricostruire gli eventi, ma ad avvicinarsi a ciò che resta irrappresentabile, facendo emergere la memoria attraverso frammenti, silenzi e assenze.

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Italia

di Nathan Greppi
È previsto per il 9 aprile un incontro al Liceo Agnesi dal titolo Riflessione sulla Giornata della Memoria e sull’attualità geopolitica internazionale con la partecipazione di Francesco Vignarca, Coordinatore delle Campagne della Rete Pace e Disarmo, e Widad Tamimi, scrittrice, figlia di padre palestinese e madre di origini ebraiche. Entrambi schierati contro Israele.

Milano: vandalizzato il murale di aleXsandro Palombo dedicato a Primo Levi

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di R.I.
«In un clima in cui l’ostilità viene normalizzata, ogni attacco alla memoria diventa un avvertimento. E ogni volta che qualcuno tenta di cancellare il volto di chi ha pagato il prezzo dell’intolleranza e della disumanizzazione, abbiamo il dovere civile di renderlo ancora più visibile», ha dichiarato l’artista.

La voce di Nedo Fiano risuona forte in un nuovo film per la Rai

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
«In tempi così difficili per l’antisemitismo e un rifiuto sempre più diffuso della memoria della Shoah, è ancora più necessario fornire dei prodotti di grande qualità che parlino a un pubblico più ampio possibile. In un momento in cui nel dibattito politico e culturale si confonde tutto e si minimizza anche questa immane tragedia, chi come noi che si occupa di cinema e film ha il dovere di fare chiarezza:

Ruggero Gabbai e l’ADEI WIZO presentano a Milano “I luoghi della Resistenza”: il filmato per tenere viva la Memoria nelle scuole

Feste/Eventi

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“Le parole della crisi”: al memoriale un ciclo di incontri. Il primo il 13 novembre dedicato alla giustizia

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di R.I.
Tra novembre 2025 e febbraio 2026, il Memoriale della Shoah di Milano propone un ciclo di incontri pubblici dedicato a termini oggi carichi di tensione — come giustizia, diritti, genocidio. L’iniziativa invita a ripensare la trasmissione della memoria della Shoah e la sua attualità etica e civile, con l’obiettivo di mantenere vivo il valore della memoria come strumento di ascolto, conoscenza e comprensione profonda della realtà presente.