di Nina Deutsch
Il presunto “Amir”, citato da un ex collaboratore della Gaza Humanitarian Foundation (GHF) come vittima del fuoco israeliano, si chiama in realtà Abdul Rahim Muhammad Hamden ed è vivo con la madre fuori dalla Striscia. Una vicenda che rivela quanto la disinformazione possa manipolare e orientare in modo errato l’opinione pubblica mondiale.
Gaza
Hamas diffonde un nuovo video con gli ostaggi Guy Gilboa-Dalal e Alon Ohel
di Anna Balestrieri
Gilboa-Dalal era già apparso a febbraio in un altro video di Hamas dove era costretto insieme a Evyatar David, ad assistere al rilascio di altri ostaggi. Mentre già da tempo la madre di Ohel denuncia che il figlio è in condizioni disperate.
Il sistema segreto che Hamas usa per pagare gli stipendi di governo: saccheggiare gli aiuti umanitari e rivenderli, mentre il mondo incolpa Israele di affamare Gaza
di Nina Prenda
La BBC afferma d’aver parlato con tre dipendenti di Hamas, ognuno dei quali ha riferito d’aver ricevuto trecento dollari nell’ultima settimana: soldi che servono per pagare 30.000 stipendi dei dipendenti pubblici per un totale di 7 milioni di dollari (5,3 milioni di sterline). Mentre Giulio Meotti sul Foglio denuncia, dati alla mano: “su 3.167 camion di aiuti umanitari entrati a Gaza tra il 19 maggio e l’11 agosto, solo 351 hanno raggiunto le destinazioni, gli altri sono stati saccheggiati”.
Preside e padre di Gaza accusa Hamas: “Assassini e criminali”
di Nathan Greppi
Nel suo discorso al-Maschal ha accusato Hamas di aver abbandonato gli abitanti della Striscia, di aver rubato le loro proprietà e di aver violato la loro dignità: “Un incidente in cui sono stati uccisi 12 giovani uomini: a quale Islam appartengono questi assassini e criminali?! Il sangue dei nostri figli viene prima di tutto, prima dovete vendicare il sangue dei nostri figli. La nostra dignità è stata lesa, il denaro dei nostri figli è stato saccheggiato e rubato”, ha gridato.
Il Ministero degli Esteri di Israele: “Il pregiudizio coordinato dei media trasforma le notizie in politica”
di Ludovica Iacovacci
Il Ministero degli Esteri di Israele ha accusato i media internazionali di abbandonare il giornalismo e di impegnarsi in politica, a seguito di uno studio che ha rivelato un pregiudizio schiacciante nella copertura dell’operazione Rising Lion condotta da Israele contro l’Iran
L’ombra dell’odio sulle università italiane
di Nathan Greppi
Hanno fatto scandalo le esternazioni di Luca Nivarra, docente di giurisprudenza dell’Università di Palermo che ha invitato i suoi follower a “ritirare l’amicizia su FB ai vostri ‘amici’ ebrei, anche a quelli ‘buoni’”, e a “farli sentire soli, faccia a faccia con la mostruosità di cui sono complici”. Nivarra, che in passato è stato arrestato per peculato, aveva definito su Facebook gli israeliani “solo macchine di morte votate allo sterminio dei palestinesi”
Dall’America First a Gaza: la nuova destra e la distanza da Israele
di Davide Cucciati
Il consenso della destra occidentale verso Israele, ritenuto per anni un pilastro ideologico automatico, mostra oggi crepe evidenti. Negli Stati Uniti, la base MAGA sta scavando un solco profondo in nome della discontinuità con i Neocon che dominarono la scena mondiale all’inizio di questo millennio.
Ostaggi e Cinema: il documentario di Tom Shoval illumina la protesta di Tel Aviv
di Pietro Baragiola
Il Forum delle Famiglie degli Ostaggi ha indetto una “giornata di protesta”, martedì 26 agosto, per chiedere il raggiungimento di un accordo che assicuri l’immediata liberazione dei 50 ostaggi ancora detenuti a Gaza e la fine dei combattimenti lungo la Striscia. La protesta è iniziata alle 6.29 del mattino, la stessa ora in cui Hamas ha lanciato il suo attacco il 7 ottobre 2023.
Israele: la fine della guerra in un sondaggio che sfida la narrativa internazionale
di Anna Balestrieri
Mentre l’opinione pubblica internazionale dipinge Israele come un blocco hawkish e fascista, un sondaggio recente racconta una storia diversa: la maggioranza degli israeliani desidera porre fine alla guerra. Le manifestazioni in tutto il paese, culminate con migliaia di persone in piazza Tel Aviv il 17 agosto, hanno espresso chiaramente questo sentimento.
Lo sciopero d’Israele: testimonianza di Yosh Amishav e analisi di Sergio Della Pergola
di Anna Balestrieri
“La situazione è schizofrenica: Israele è sotto attacco conformistico e dilagante in ogni spazio pubblico”, ha ricordato Marco Paganoni (israele.net) aprendo l’incontro online organizzato dall’Associazione Italia-Israele di Milano con il patrocinio degli Amici dell’Università di Gerusalemme.
Venezia, cinema e Gaza: la lettera degli autori, la risposta della Biennale e le posizioni israeliane
di Anna Balestrieri
Centinaia di cineasti italiani e internazionali chiedono alla Mostra del Cinema di Venezia una condanna “chiara e inequivocabile” di quello che definiscono “genocidio ed epurazione etnica” a Gaza; la Biennale replica rivendicando apertura al dialogo e citando i film in programma che affrontano direttamente la guerra.
Lo sciopero d’Israele: la testimonianza Yosh Amishav
di Associazione Italia-Israele di Milano
Il 17 agosto in tutto Israele un popolo vivo e consapevole ha partecipato alle manifestazioni per la liberazione degli ostaggi e la fine della guerra, rispondendo all’appello del Forum delle famiglie. Lunedì 25 agosto, un incontro Zoom con Yosh Amishav














