di Fiona Diwan
Bacchettone o disinibito? Moralista, punitivo o gioioso? Qual è l’atteggiamento dell’ebraismo in tema di “incontri ravvicinati”? Un convegno all’USI di Lugano.
ebraismo
Parashat Behar Sinai. Non c’è libertà senza responsabilità verso gli altri
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Esistono due parole bibliche per libertà: chofesh e dror. Ma l’ebraismo intende la libertà non in forma passiva e negativa, come assenza di oppressione, bensì come una vita attiva e positiva basata su valori morali e religiosi dell’individuo e della stessa società.
Testamento biologico. Dubbi e chiarimenti alla serata organizzata da Kesher
di Paolo Castellano
Che cos’è il testamento biologico? Quali sono le leggi italiane che lo regolamentano? E quali le interpretazioni rabbiniche sui temi legati al “fine vita”? Sono solo alcuni dei numerosi punti toccati durante l’incontro dell’associazione Kesher. Al dibattito hanno preso parte il Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il giurista Emanuele Calò e il presidente dell’Associazione Medica Ebraica David Fargion. Ha introdotto e moderato Rav Roberto della Rocca.
Sanità: il progetto “Prenderci cura” vara “La Carta delle buone pratiche per il pluralismo religioso e l’assistenza nei luoghi di cura”
di Marina Gersony
Presentato all’Ospedale Buzzi a Milano, il documento è la nuova iniziativa del gruppo Insieme per prenderci cura, nato per fornire formazione e elaborazione di protocolli di intervento sanitari attenti alle diversità culturali e religiose. A monte la convinzione che una maggiore conoscenza delle diverse credenze e pratiche religiose favorisca il dialogo e l’integrazione nello stesso contesto della Sanità.
Parashat Emòr. La santità dello Shabbat
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
C’è qualcosa di unico nel modo in cui la parshat Emòr parla di Shabbat. Lo chiama “mo’ed” e “mikra kodesh” anche se, nel significato regolare di queste parole, non è né l’uno né l’altro. Quando la Torah usa queste parole in modo univoco in questo capitolo per applicarsi allo Shabbat e alle feste, si concentra sull’incontro tra Dio e l’umanità nell’arena del tempo.
Parashat Emòr. La santità dello Shabbat
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
C’è qualcosa di unico nel modo in cui la parshat Emòr parla di Shabbat. Lo chiama “mo’ed” e “mikra kodesh” anche se, nel significato regolare di queste parole, non è né l’uno né l’altro. Quando la Torah usa queste parole in modo univoco in questo capitolo per applicarsi allo Shabbat e alle feste, si concentra sull’incontro tra Dio e l’umanità nell’arena del tempo.
Parashat Kedoshim
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
“Siate Santi, perché Io, il Signore vostro Dio, sono santo.” Levitico 19,2. È interessante, in questo versetto, il cambio tra un comandamento al plurale, “Siate santi, (kedoshim)” e la contestualizzazione, al singolare, di questo stesso comandamento: “Perché Io il Signore vostro Dio, sono santo,(kadosh).”
Germania: lezioni di ebraismo nelle scuole pubbliche della Sassonia
di Paolo Castellano
Per favorire il dialogo interreligioso e per prevenire comportamenti antisemiti la Germania ha istituito dei corsi di ebraismo che verranno introdotti a breve nelle scuole medie e superiori. Il primo Stato sarà la Sassonia, in cui sono forti i gruppi di estrema destra.
Parashat Metzorà. Il potere delle parole
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
L’ebraismo, come le altre religioni, ha luoghi sacri, persone sante, tempi sacri e rituali consacrati. Ciò che rendeva diverso l’ebraismo, tuttavia, è che è una religione di parole sante. Con le parole Dio creò l’universo: “E Dio disse:” Sia là … e ci fu “. Attraverso le parole Egli comunicò con l’umanità. Nel giudaismo, il linguaggio stesso è santo. Questo è il motivo per cui lashon hara, l’uso del linguaggio per danneggiare, non è semplicemente un reato minore.
Parashat Sheminì. Le regole della kasherut
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La parashà di Shemini ha al centro del proprio messaggio le regole della kasherut ed il senso di una costante distinzione tra ciò che è adatto alla tavola ebraica e ciò che non lo è.
Parashat Tzav. Il significato del sacrificio
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Questa Parashà continua a trattare le norme riguardanti i sacrifici di cui si era occupata la Parashà precedente. Specifica anche quali parti di un animale non possono essere mangiate, e sottolinea che nessun animale morto di morte naturale o sbranato può essere sacrificato o consumato.
Parashat Pekudé. Il valore unico dello Shabbat
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Lo Shabbat è veramente una cosa unica e speciale, lasciarsi dietro i problemi della quotidianità, una volta ogni sette giorni, ci dà l’occasione di riempire i restanti sei giorni di gioia e santità. Questo stacco dai problemi è però un traguardo impegnativo.












