di Roberto Zadik
Due opere, opposte fra loro per toni e tematiche, hanno scatenato reazioni contrastanti a livello internazionale; si tratta di due film estremamente emozionanti ed espressivi come il polemico “Kadosh”, una delle produzioni più “difficili” del già controverso Amos Gitai, ribelle del cinema dello Stato ebraico, sempre pronto a mettere in discussione la società e le contraddizioni del suo paese; e il romantico “La sposa promessa” della regista ortodossa Rama Burshtein.
cinema
Le mani del Qatar sull’industria del cinema
di Nathan Greppi
All’edizione 2026 della Biennale, ben otto film erano finanziati dal Doha Film Institute (DFI), ente culturale per volere di Al-Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, sorella dell’emiro e sovrano del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani. Inoltre, solo nei primi sei mesi del 2026, il DFI risultava aver sostenuto almeno 48 progetti cinematografici provenienti da 39 paesi diversi. Prima ancora, nel 2025, era presente con altri otto film sostenuti al Festival di Cannes.
Il film su Nedo Fiano va alla Festa del Cinema di Roma
di Ilaria Myr
Nedo – Un italiano, di Forma International di Ruggero Gabbai, che sarà proiettato al Festival del cinema di Roma il 18 ottobre, ripercorre la testimonianza di Nedo Fiano legata all’arresto, alla deportazione e alla devastante perdita dell’intera famiglia all’arrivo al campo di Auschwitz-Birkenau.
Il cinema propal smontato da Tuvia Tenenbom
di Nathan Greppi
Il giornalista e scrittore israelo-americano Tuvia Tenenbom nel novembre 2025 ha raccontato sul Jerusalem Post un suo viaggio nei luoghi dove è stato girato il film premio Oscar No other Land, in cui ha toccato con mano la radicalizzazione dei luoghi e ha verificato alcune falsità raccontate nel film.
Dove nascono i comici: il campo estivo ebraico americano diventa una commedia
di Anna Balestrieri
La nuova commedia diretta da Lewen, nelle sale americane il 18 settembre, racconta la storia di due dodicenni decisi a sottrarsi alla fine dell’estate e a rimanere nel campo estivo ebraico quando tutti gli altri torneranno a casa. Una fuga infantile che diventa, sotto la superficie della commedia, una storia sull’appartenenza.
Gece 2026. Il cinema ebraico dal dybbuk a Kubrick
di Nathan Greppi
Un certo spazio è stato dedicato al cinema nel corso della Giornata Europea della Cultura Ebraica, tenutasi domenica 6 settembre. In particolare, nel pomeriggio, il Teatro Franco Parenti ha ospitato l’evento “Perturbamento e passione. Il Dybbuk e doppio sogno”. La prima parte dell’incontro ha avuto come tema quindi il dybbuk, lo spirito che secondo la tradizione ebraica si attacca ai corpi altrui per possederli.
Tira una brutta aria per gli artisti ebrei a Hollywood
di Nathan Greppi
Ha fatto notizia il recente appello di venti attori del Marvel Cinematic Universe per chiedere la liberazione del terrorista palestinese Marwan Barghouti, appoggiato anche da attori italiani come Asia Argento e Alessandro Gassmann. Dipingendolo come una vittima, i firmatari hanno trascurato il fatto che Barghouti è stato giudicato colpevole nei primi anni 2000 per l’omicidio di almeno cinque persone, motivo per cui è stato condannato all’ergastolo.
Premi Ophir 2026: “Tell Me Everything” segna la storia con 16 candidature
di Pietro Baragiola
Come ogni anno la categoria “Miglior Film” sarà osservata con particolare attenzione in quanto il suo vincitore diventa automaticamente il prescelto di Israele alla corsa agli Oscar come “Miglior Film Internazionale”.
L’ebraismo di “Spider-Man: Brand New Day”: dal Punisher di Jon Bernthal alla lotta contro l’antisemitismo tra le strade di Times Square
di Pietro Baragiola
Creato dal genio ebreo di Stan Lee e dalla penna di Steve Ditko, l’Uomo Ragno è stato spesso associato a valori quali responsabilità, giustizia e difesa dei più deboli e negli ultimi mesi è tornato al centro dell’attenzione anche fuori dal cinema, diventando il simbolo della lotta all’antisemitismo tra le strade di New York.
BENITA, il cinema come archivio di una vita incompiuta
di Anna Balestrieri
Benita Raphan, cineasta sperimentale newyorkese, è morta suicida nel 2021, a 58 anni. Era conosciuta negli ambienti artistici e accademici, ma non aveva raggiunto quella visibilità pubblica che spesso decide quali vite creative entreranno nella storia e quali resteranno ai margini. Ora un film di Alan Berliner la racconta attraverso l’archivio di una vita.
Cimeli della Shoah e accordatori ebrei: arriva al cinema “Tuner” il nuovo film con Dustin Hoffman e Lior Raz
di Pietro Baragiola
Uscito nelle sale italiane il 28 maggio 2026, il film segue la storia di Niki White (Leo Woodall), ex prodigio della musica e accordatore di pianoforti che scopre di poter utilizzare il suo orecchio assoluto per identificare le combinazioni delle casseforti. Quest’abilità però attirerà presto l’attenzione della banda criminale del sinistro e carismatico Uri (Lior Raz). Pur non essendo un film esplicitamente “ebraico”, Tuner contiene diversi riferimenti che richiamano l’identità ebraica dei suoi personaggi e di parte del cast.
La “questione ebraica” è ancora viva nei festival europei? Il caso Nadav Lapid riapre il dibattito
di Anna Balestrieri
Centinaia di professionisti del settore culturale e cinematografico hanno firmato una lettera aperta in sua difesa. Tuttavia, secondo la studiosa Merav Alush Levron, il sostegno ricevuto dal regista è stato possibile soprattutto perché Lapid è noto per le sue posizioni fortemente critiche nei confronti di Israele. Ma avrebbe ricevuto la stessa solidarietà se le sue opinioni fossero state diverse?













