Ebreo, ma “senza religione”

Ebreo, ma senza religione. O meglio ancora, ebreo, israeliano e senza nessuna religione.

Yoram Kaniuk, classe 1920, veterano della guerra del 1948, scrittore sionista, autore di 30 libri tradotti in tutto il  mondo,  è stato riconosciuto ufficialmente come “senza religione”. E questa nuova identità è frutto di una battaglia che ha avuto un esito di portata indiscutibilmente storica per lo Stato di Israele.

Gideon Ginat, giudice del Tribunale di Tel Aviv, ha infatti accolto la richiesta dello scrittore di essere iscritto nel Registro della Popolazione come “senza religione”.
“La libertà dalla religione è una libertà che deriva dal diritto alla dignità dell’uomo e tale libertà è tutelata dalla Legge Fondamentale sulla Dignità umana e la Libertà dello Stato di Israele” ha osservato il giudice.
“Con questa decisione viene garantita a tutti la libertà di vivere secondo la propria coscienza. Dignità umana e libertà significano possibilità per ogni individuo di auto-determinare la propria identità e definizione. In questo modo io posso essere senza religione ma ebreo per nazionalità. Sono molto emozionato”, ha dichiarato Kaniuk al quotidiano Haaretz.

Lo scorso maggio, Kaniuk aveva fatto richiesta al Ministero degli Interni di “liberarsi” dalla religione ebraica cambiando il proprio status religioso da “ebreo” a “senza religione”. Allora il Ministero rifiutò la richiesta.
Nella domanda al Ministero, Kaniuk spiegava che non intendeva far parte di un “Iran ebraico” né appartenere a quella che oggi viene definita la “religione di Israele”.

L’insofferenza di Kaniuk – e la conseguente domanda di modifica del proprio status religioso – è nata, ha detto, “dal crescente disgusto per il modo in cui il mondo religioso rifiuta i principi inscritti nella dichiarazione di Indipendenza di Israele”.
Al di là dei motivi di Kaniuk, sarà interessante vedere se e come si svilupperà il dibattito in Israele e altrove su questa storica decisione. Soprattutto se e come potrà costituire un precedente.

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