Israele: il 60% vuole separazione fra religione e Stato

Israele

di Davide Foa

Militari sorvegliano una manifestazione di utraortodossi contro l'apertura dei teatri a shabbat
Militari sorvegliano una manifestazione di utraortodossi contro l’apertura dei teatri a shabbat

Stato e Religione, quale rapporto devono avere questi due elementi? Quanto la religione può influenzare uno stato e la vita dei suoi cittadini?

A queste domande l’associazione Hiddush, ONG in prima linea nella difesa della libertà di religione, prova ogni anno a dare una risposta, almeno per quanto riguarda la situazione in Israele.

Infatti, da sette anni a questa parte, alla vigilia di Rosh Hashana, vengono pubblicati i risultati di un sondaggio sul rapporto tra religione e stato d’Israele. L’inchiesta, che quest’anno ha coinvolto ben ottocento persone, viene pubblicata in collaborazione con Ynetnews.

“La buona notizia – commenta Hiddush – è il continuo crescere del pubblico supporto israeliano per la libertà di religione e l’uguaglianza degli oneri. La cattiva notizia è il divario tra la volontà dei cittadini sulla questione religione-stato e gli accordi della coalizione di governo.”

Stando ai risultati del sondaggio, il 60% degli israeliani vorrebbe una netta separazione tra religione e stato.

Dai matrimoni ai trasporti pubblici di shabbat, passando per il servizio militare obbligatorio anche per chi studia in yeshiva, tanti i sono i temi e le occasioni in cui la strada religiosa, in Israele, entra in contatto con quella pubblica.

In merito alla discussa questione dei matrimoni, il 64% degli intervistati appoggia, oltre ai matrimoni religiosi, anche quelli riformati e quelli civili, ma allo stesso tempo il 63% dichiara che, anche nel caso in cui quelli civili fossero autorizzati, sceglierebbe un matrimonio religioso.

Altro argomento molto sentito è quello del trasporto pubblico di Shabbat, ad oggi esistente ma piuttosto limitato. Così il 45% vorrebbe un leggero aumento del trasporto pubblico, il 27% vorrebbe invece un aumento sostanziale, mentre il 18% appoggia lo status quo; infine, il 10% chiede che di Shabbat sia eliminato qualsiasi tipo di trasporto pubblico.

Riguardo al servizio miliare, il 70% lo vorrebbe obbligatorio per tutti, senza sconti per chi si dedica alla vita religiosa.

Il dato più evidente di tutto il sondaggio rimane l’insoddisfazione per come il governo affronta la questione del rapporto religione-stato. Siano ebrei laici o haredim, i 4/5 dei partecipanti al sondaggio sentono che le loro volontà vengono scarsamente ascoltate dalla coalizione di governo.

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