Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Tumà non significa contaminazione. Significa ciò che ci distrae dall’eternità e dall’infinito rendendoci fortemente consapevoli della mortalità, del fatto che siamo esseri fisici in un mondo fisico.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Tumà non significa contaminazione. Significa ciò che ci distrae dall’eternità e dall’infinito rendendoci fortemente consapevoli della mortalità, del fatto che siamo esseri fisici in un mondo fisico.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il capitolo di apertura di Kedoshim contiene regole chiare che creano e sostengono un ordine sociale. È lì che appartiene il vero amore – non il surrogato sentimentale e autoingannevole. Senza ordine, l’amore non fa che aumentare il caos.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il primo principio essenziale per comprendere le leggi di purezza e impurità rituale è che Dio è vita. L’ebraismo è un rifiuto profondo dei culti, antichi e moderni, che glorificano la morte. Un secondo principio, altrettanto sorprendente, è la sensibilità acuta che l’ebraismo mostra verso la nascita di un bambino. Nulla è più “naturale” della procreazione.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Con la costruzione del Santuario – una dimora simbolica della Presenza divina sulla terra – qualcosa di nuovo è iniziato. Un segno di ciò è il fatto che agli Israeliti non è permesso uccidere qualsiasi forma di vita per nutrirsi. Alcune specie devono essere protette, lasciate libere, riconosciute nella loro integrità, lasciate al di fuori dei desideri e dei mezzi umani.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Uno dei messaggi più profondi di Rabbi Sacks è che la libertà non è solo “libertà da” (schiavitù, oppressione, paura), ma è “libertà per” – per prenderci cura del prossimo, per costruire comunità, per dare voce a chi non ha voce. La vera redenzione, dice, si realizza in quando impariamo a guardare al bisogno dell’altro non come un fastidio, ma come una chiamata.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La prima parola di questa preghiera, Modeh, proviene dalla stessa radice ebraica di Todah, “ringraziamento”. Così anche la parola Yehudi, “ebreo”. Il quarto figlio di Giacobbe, Yehudà, ricevette il nome da Leah che, alla sua nascita, disse: “Questa volta ringrazierò [alcuni traducono: loderò] il Signore”.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Portando ciò che è animale dentro di noi vicino a Dio, permettiamo alla materia di essere permeata dallo spirito e diventiamo qualcos’altro: non più schiavi della natura, ma servitori del Dio vivente.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Non c’è nulla nella storia come questa capacità ebraica di viaggiare, di andare avanti, accompagnati solo dalla parola divina, dalla promessa, dalla chiamata, dalla fede in una destinazione finale. È così che è iniziata la storia ebraica, con la chiamata di Dio ad Abramo a lasciare la sua terra, il suo luogo di nascita e la casa di suo padre (Genesi 12:1). È così che la storia ebraica è continuata per la maggior parte dei quattromila anni.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Quando le donne offrirono gli specchi con cui avevano acceso l’amore nei loro mariti nei giorni più bui dell’Egitto, Dio disse a Mosè: “Questi sono più preziosi di ogni altra cosa.” Le donne avevano compreso, meglio degli uomini, cosa significa amare Dio “con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze.”
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Cherut è la libertà che nasce in una società in cui le persone non solo conoscono la legge, ma la studiano fino a inciderla nel proprio cuore, come i Comandamenti furono incisi sulla pietra. Questo è il contributo unico del popolo ebraico: essere una nazione di giuristi, perché solo quando la legge è incisa nelle anime si può realizzare la libertà collettiva senza sacrificare quella individuale.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La grande arte possiede una spiritualità che non può essere espressa altrimenti. Lo stesso vale per la bellezza e la solennità del servizio nel Mishkan e nel Bet HaMikdash, compresi gli abiti dei Kohanim. Questo è il mio Dio e lo renderò bello.” (Esodo 15:2) La bellezza ispira amore, e dall’amore nasce il servizio del cuore.
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La vita morale e spirituale ha una coreografia precisa, così come il Tabernacolo aveva una struttura architettonica precisa. Essere buoni – ed essere santi – non significa semplicemente seguire le emozioni, ma allinearsi alla Volontà che ha creato il mondo. Legge, struttura, precisione: di questi elementi è fatto il cosmo, e senza di essi cesserebbe di esistere.