di Nathan Greppi
Come ogni anno, non mancano le polemiche legate alle celebrazioni del 25 aprile. Oltre a quelle relative alla partecipazione del corteo della Brigata Ebraica, intensificatesi ulteriormente dal 7 ottobre 2023 ad oggi, quest’anno si aggiunge anche il problema che il 25 aprile sarà di sabato, giorno dello Shabbat.
Attualità e news
Israele, 20 mila cittadini ancora bloccati all’estero per la guerra
di Nina Prenda
La maggior parte di chi non è ancora riuscito a tornare si trova in aree geograficamente lontane, in particolare nel Sud-Est asiatico e in Nord America. È proprio la distanza a rendere il rientro più difficile, anche perché l’unica compagnia in grado di coprire queste distanze è El Al, che dovrebbe compiere tra i 65 e i 70 voli.
Iran, Israele colpisce Basij anche grazie alle informazioni dei civili
di Nina Prenda
Uno degli episodi più recenti risalirebbe a quando un drone Hermes israeliano ha colpito alcuni posti di blocco della milizia Basij nella capitale iraniana. L’operazione sarebbe stata resa possibile anche grazie a segnalazioni provenienti direttamente da cittadini iraniani, trasmesse in lingua persiana attraverso account social riconducibili a Israele, e verificate dall’intelligence israeliana.
Cos’è Ashab Al Yamin? Il nuovo gruppo terroristico sciita rivendica gli attacchi alle sinagoghe in tutta Europa
di Nina Prenda
I video delle azioni rivendicate sono apparsi rapidamente su circuiti online riconducibili al cosiddetto asse sciita, inclusi canali vicini a Hezbollah e ai Pasdaran iraniani. E anche la simbologia sembra ispirata a esso. Elementi che, pur non costituendo una prova, suggerisce quantomeno una possibile contiguità o un tentativo di accreditamento all’interno di quell’ecosistema.
Israele elimina Larjiani e vertici di Basij. E Mojtaba Khamenei rifiuta le proposte di cessate il fuoco
di Maia Principe
Larijani, capo del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, era stato definito dai servizi segreti occidentali come il “leader de facto” dell’Iran post-Khamenei. Le forze Basij sotto il comando di Soleimani hanno guidato le principali operazioni di repressione, ricorrendo a violenze gravi, arresti di massa e all’uso della forza contro i manifestanti civili.
La propaganda turca contagia l’Occidente. Il caso Anadolu
di Nathan Greppi
Nel corso degli anni, diversi paesi autoritari hanno sfruttato i loro media statali multilingue per veicolare la loro propaganda anche in Occidente. In Turchia, diversi giornalisti affiliati ad Anadolu si sono fatti notare per post ed esternazioni che esprimevano odio nei confronti non solo d’Israele, ma anche degli ebrei.
Il profilo rimosso di Davide Romano e la lezione dei social
di Davide Cucciati
Il 13 marzo 2026 è stato reso noto che Meta ha rimosso il profilo personale Facebook di Romano dopo la pubblicazione di un contenuto che riportava un telegramma storico inviato da Heinrich Himmler al Gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini. Segnalazioni organizzate?
Londra, Al-Quds Day sotto stretta sorveglianza: pochi manifestanti, dodici arresti
di Nina Prenda
Durante la manifestazione si sono sentiti cori come “dal fiume al mare” e “Israele è uno Stato del terrore”. La polizia metropolitana ha effettuato dodici arresti, tra cui persone accusate di aver espresso sostegno a un’organizzazione terroristica vietata o di aver tenuto comportamenti minacciosi e offensivi.
L’antisemitismo è ormai normalizzato nelle università britanniche. Lo rivela un sondaggio
di Maia Principe
Il sondaggio condotto su 1.000 studenti ha rilevato che quasi un quarto (23%) ha assistito a comportamenti che prendono di mira gli studenti ebrei a causa della loro religione o etnia e quasi la metà (47%) ha assistito a giustificazioni degli attacchi del 7 ottobre da parte di Hamas. La metà (49%) ha sentito slogan o cori che glorificavano Hamas, Hezbollah o altri gruppi fuorilegge, e il 65% ha visto la propria attività didattica interrotta dalle proteste.
Un’escalation globale di episodi antisemiti: attacchi, minacce e incitamento all’odio nell’ultima settimana
di Anna Balestrieri
Registrati nell’ultima settimana otto incidenti contro sinagoghe nel mondo, tra cui il bombardamento di una storica sinagoga a Liegi, in Belgio, spari contro due sinagoghe nell’area di Toronto, e fermi di individui sospetti vicino a sinagoghe a Oslo e Trondheim, in Norvegia. Circa il 20% degli incidenti registrati nell’ultima settimana è direttamente collegato alla guerra con l’Iran, con aggressori motivati dal sostegno al regime iraniano o da teorie complottiste contro ebrei e Israele.
Il video propaganda dell’Iran in formato Lego e la lezione sulla libertà di parola
di Nina Prenda
Il video di propaganda mostra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, accompagnati da una figura demoniaca, che sfogliano documenti riguardanti gli Epstein Files. Successivamente, Trump lancia un missile americano contro una scuola di Teheran. Un pasdaran dinnanzi alla scuola distrutta trova i resti di una bambina (uno zaino e delle scarpette) e si mette a piangere; così l’Iran reagisce con una massiccia rappresaglia contro Israele e altri Paesi della regione.
Iran: tra Usa e Israele emerge il nodo degli obiettivi finali
di Davide Cucciati
Nelle fasi iniziali della guerra contro il regime islamico iraniano, la collaborazione tra Washington e Gerusalemme è stata piena. Il punto che emerge ora, però, è un altro: quella convergenza non si traduce più in una coincidenza sugli obiettivi finali del conflitto e, soprattutto, sulle tempistiche. Ne hanno parlato due esperti durante un incontro online organizzato dall’Ambasciata israeliana in Italia.














