di Nina Prenda
Secondo il rapporto ISGAP, i fondi sono stati incanalati attraverso la Qatar Foundation International, che ha lavorato con scuole, università, programmi di formazione per insegnanti e reti educative nazionali negli Stati Uniti. Le attività della fondazione sono andate ben oltre la promozione degli studi in lingua araba e sono diventate un ampio meccanismo di influenza su contenuti educativi, programmi di studio e narrazioni politiche relative al Medio Oriente e a Israele.
Attualità e news
Marjane Satrapi, la voce dell’esilio che insegnò all’Occidente a guardare l’Iran
di Anna Balestrieri
La sua grande intuizione fu mostrare l’Iran senza assolvere il regime e senza demonizzare il popolo. In anni segnati da semplificazioni ideologiche, Satrapi ricordò ai lettori occidentali che dietro la Repubblica Islamica esisteva una società viva, plurale, colta e attraversata da profonde tensioni interne. Fu una critica severa dell’autoritarismo religioso, ma rifiutò sempre le caricature orientaliste che riducevano gli iraniani a semplici vittime o fanatici.
Londra: attivisti pro-pal cercano di mettere una statua di Marwan Barghouti davanti al Parlamento
di Maia Principe
La statua è stata trasportata nella famosa piazza antistante il Parlamento britannico, ma la polizia è intervenuta prima che potesse essere installata. Secondo gli organizzatori, gli agenti sono rimasti sul posto fino a quando gli attivisti non hanno rimosso l’opera d’arte. L’iniziativa è stata organizzata dalla campagna “Free Marwan Now”, che si batte per la liberazione del terrorista palestinese detenuto in Israele da oltre vent’anni per il suo coinvolgimento in attentati che causarono la morte di diverse persone.
L’odio corre da New York all’Europa: boom di attacchi antisemiti e discriminazioni contro gli ebrei
di Nina Deutsch
Crimini d’odio in forte aumento nella metropoli americana, svastiche e aggressioni nelle strade. In Germania un hotel respinge clienti israeliani e un tribunale condanna chi aveva esposto il cartello «Vietato agli ebrei». Un’escalation che inquieta le democrazie occidentali.
La Slovenia nega l’atterraggio al volo Israir: l’equipaggio è costretto a deviare l’aereo in Croazia
di Pietro Baragiola
Secondo quanto riferito dai media israeliani, il velivolo era già arrivato nei pressi della capitale slovena quando le autorità aeroportuali hanno negato il permesso di atterraggio. Nonostante i diversi tentativi di mediazione portati avanti dall’Autorità per l’Aviazione Civile israeliana e dai canali diplomatici, il volo non ha ottenuto il via libera per atterrare nel Paese. La Slovenia aveva riconosciuto lo Stato di Palestina.
Il Libano al bivio: il cessate il fuoco americano e la sfida impossibile del disarmo di Hezbollah. Washington tenta il grande riassetto levantino
di Anna Balestrieri
La novità risiede nelle condizioni poste per renderla permanente: cessazione completa dei lanci di razzi da parte di Hezbollah, evacuazione dei suoi combattenti dall’area a sud del fiume Litani e creazione di “zone pilota” sottoposte al controllo esclusivo dell’esercito libanese. Per la prima volta Israele, Libano e Stati Uniti convergono formalmente sull’idea che la sicurezza regionale passi attraverso la neutralizzazione dell’apparato militare di Hezbollah.
Gaza, il Board of Peace di Trump si scontra con la realtà
di Davide Cucciati
Il Board of Peace avrebbe dovuto accompagnare Gaza verso una fase postbellica fondata su tre elementi: il progressivo disarmo di Hamas, la ricostruzione economica della Striscia e il dispiegamento di una forza internazionale incaricata di garantire la sicurezza durante la transizione. Oggi, tutti e tre questi obiettivi appaiono lontani dall’essere raggiunti. E il nodo principale è Hamas, che mantiene una significativa capacità di controllo sul territorio.
La febbre dell’odio antisionista e antisemita dilaga, dalle piazze ai social, dai talk show ai giornali mainstream. Perché? Un’analisi e qualche risposta
di Paolo Salom
[Voci dal lontano occidente] Vorrei affrontare qui un tema che ci riguarda tutti e che, come è comprensibile, genera allarme e timori e, per quanto angoscioso, non è possibile ignorare. Parlo, naturalmente, dell’antisemitismo, un sentimento che sta pervadendo la nostra società e che è presente in tutto l’Occidente, vicino o lontano che sia.
Francia: Libération attacca un suo giornalista per aver pubblicato il murale di alexSandro Palombo di Hitler con la kefiah palestinese
di Maia Principe
L’opera, già da settimane ampiamente virale sui social e al centro di un intenso dibattito online, è stata condivisa dal giornalista di Libération Jean Quatremer, alimentando la polemica sui social francesi e provocando un ampio confronto politico, accuse incrociate tra esponenti della sinistra francese e un comunicato ufficiale della redazione del quotidiano per prendere le distanze dal proprio storico corrispondente.
Bambini vestiti come terroristi di Hamas e armi giocattolo: scuola pubblica di Madrid indagata
di Maia Principe
Un video girato durante una rappresentazione scolastica anti-israeliana, mostra bambini di 10 anni vestiti con uniformi in stile militare simili a quelle del gruppo terroristico palestinese con passamontagna e in mano fucili giocattolo, che intonano slogan come: “Con forza e coraggio, non ci arrenderemo”. Alcune delle ragazze con la kefiah palestinese dicono: “Dobbiamo svegliarci”, “Resistenza e libertà”, “Non vogliamo piangere un altro giorno” e “Alzate il velo, alzate la voce al vento, gridate libertà, non abbiate paura”.
UNIFIL accusata di passare informazioni sull’IDF a Hezbollah
di Nathan Greppi
Secondo i rappresentanti dell’esercito israeliano presenti alla sessione della commissione, le informazioni raccolte dalle truppe dell’ONU giungono direttamente nelle mani di Hezbollah, costituendo una seria minaccia per le truppe dell’IDF presenti in Libano. Negli ultimi mesi, funzionari delle forze di difesa israeliane hanno avvisato che l’UNIFIL stava operando contro l’IDF, agendo al di sopra della loro autorità.
Un appello contro l’esclusione di Keshet Italia dal Roma Pride
di Nathan Greppi
“Chiediamo al Sindaco di Roma Capitale, quale rappresentante della città e delle istituzioni che sostengono e patrocinano il Roma Pride, un confronto con gli organizzatori della manifestazione – si legge nell’appello al sindaco Gualtieri – affinché siano individuate soluzioni che garantiscano a Keshet Italia una piena partecipazione al Roma Pride 2026 in condizioni di sicurezza e uguaglianza. Siamo convinti che Roma debba continuare a essere una città aperta, democratica e capace di dare spazio a tutte le sue componenti”.














