tzitzit

Parashat Shelach Lechà. Gli tzitzit, ovvero le due dimensioni della fede ebraica

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Da un lato, essi sono uno stile di vita pubblica, comunitaria, condivisa con altri ebrei in tutto il mondo e attraverso le generazioni. Ma esiste anche la nostra vita interiore come persone di fede. Parliamo con Lui nell’intimità dell’anima, ed Egli ascolta. Questa conversazione interiore — l’apertura del nostro cuore a Colui che ci ha chiamati all’esistenza con amore — non è destinata allo sguardo pubblico. Come l’indumento con le frange portato sotto i vestiti, rimane nascosto. Ma non è per questo meno reale.

Deserto

Parashat Bamidbar. La Torà è un contratto matrimoniale, un pegno e un gesto d’amore

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il sommo poeta del matrimonio fu Osea. Leggendo questa haftara nello Shabbat che precede Shavuot, facciamo un’affermazione di fondamentale importanza: che nel donare la Torà a Israele, Dio non stava affermando il Suo potere, il Suo dominio o la Sua signoria su Israele (ciò che Osea intende quando usa la parola baal). Stava dichiarando il Suo amore.

Lo Shabbat e il prossimo 25 Aprile

Opinioni

di Rav Roberto Della Rocca,  direttore del Dipartimento cultura dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane
(Lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 22/4/2026)
Caro direttore, quest’anno il 25 aprile cade di sabato. Per le comunità ebraiche italiane questo significa non essere presenti alle manifestazioni pubbliche della Liberazione dal nazifascismo — non per disinteresse, non per distanza, ma per coerenza con la propria identità e con la propria idea di libertà. Lo Shabbat è il cuore dell’identità ebraica

Parashat Tzav. Perché si facevano sacrifici animali?

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Lungi dall’essere un retaggio del passato, le leggi dei sacrifici ci insegnano tre cose, oggi come allora: Primo, la violenza fa ancora parte della natura umana, ed è particolarmente pericolosa quando si unisce alla vendetta. Secondo, invece di negarla, dobbiamo trovare modi per indirizzarla senza che provochi altre vittime umane. L’unica alternativa definitiva ai sacrifici è quella proclamata dai Profeti d’Israele: “Scorra il diritto come acqua”.

Dallo Showbiz al Shabbos: l’incontro con Molly Resnick nel centro Hamakom di Milano

Feste/Eventi

di Pietro Baragiola
Dopo anni in prima linea nello showbiz americano come produttrice di NBC News, durante un anno sabbatico in Sud America, scopre la gioia dello Shabbat e della fede ebraica. Come ha raccontato durante una serata al centro Chabad Hamakom di Milano, in occasione delle celebrazioni dedicate al 125° anniversario della nascita di Chaya Mushka Schneerson, moglie del Rebbe Menachem Mendel Schneerson.

25 aprile tra polemiche su Israele e problemi per Shabbat

Italia

di Nathan Greppi
Come ogni anno, non mancano le polemiche legate alle celebrazioni del 25 aprile. Oltre a quelle relative alla partecipazione del corteo della Brigata Ebraica, intensificatesi ulteriormente dal 7 ottobre 2023 ad oggi, quest’anno si aggiunge anche il problema che il 25 aprile sarà di sabato, giorno dello Shabbat.

Parashat Pekudé (The Tabernacle in the Wilderness (illustration from the 1890 Holman Bible)

Parashat Vayakhel-Pekudé. Una comunità è fatta da persone diverse ma che agiscono insieme per un unico scopo

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La grandezza del Tabernacolo fu che era un risultato collettivo – uno in cui non tutti facevano la stessa cosa. Ognuno diede qualcosa di diverso. Ogni contributo fu valorizzato – e quindi ogni partecipante si sentì valorizzato. Vayakhel – la capacità di Mosè di forgiare dalla dissoluzione del popolo una nuova e autentica kehillah – fu uno dei suoi più grandi successi.

Parashat Ki Tissà. Perché le prime Tavole create da D-o non durarono e quelle fatte congiuntamente con l’uomo sì?

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nell’ebraismo, il naturale è più grande del soprannaturale, nel senso che un “risveglio dal basso” è più potente nel trasformarci, e ha effetti più duraturi, di un “risveglio dall’alto”. Ecco perché le seconde Tavole della Legge sopravvissero intatte, mentre le prime no. L’intervento divino cambia la natura, ma è l’iniziativa umana – il nostro approccio a Dio – che cambia noi.

Parashat Terumà. Il chol è lo spazio che Dio crea per l’uomo. Il kodesh è lo spazio che noi creiamo per Dio

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come il chol (il profano) è lo spazio che Dio crea per l’uomo attraverso l’auto-limitazione, così il kodesh è lo spazio che l’uomo crea per Dio attraverso la propria auto-limitazione. Ecco perché la creazione del Tabernacolo da parte degli Israeliti è il parallelo della creazione dell’universo da parte di Dio. Entrambi sono atti di rinuncia reciproca, in cui l’uno fa spazio all’altro.

Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare

Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.