Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come il chol (il profano) è lo spazio che Dio crea per l’uomo attraverso l’auto-limitazione, così il kodesh è lo spazio che l’uomo crea per Dio attraverso la propria auto-limitazione. Ecco perché la creazione del Tabernacolo da parte degli Israeliti è il parallelo della creazione dell’universo da parte di Dio. Entrambi sono atti di rinuncia reciproca, in cui l’uno fa spazio all’altro.
ebraismo
La ghenizà italiana: domenica 22 febbraio su zoom da Kesher
Domenica 22 febbraio ore 17.00: “La Gheniza italiana”. A cura della dott.ssa Emma Abate. Evento su zoom, gratuito, aperto liberamente a tutti.
Calabria, Basilicata, Sicilia… All’ombra dei cedri, risorge un ebraismo dimenticato
di Nathan Greppi
Sud Italia ebraico, una storia da riscoprire, un patrimonio secolare a lungo abbandonato che negli ultimi anni sta vivendo una rinascita, grazie al lavoro di studiosi e appassionati. Mentre a Palermo, Catania, Matera, Taranto e Palmi-Reggio Calabria l’Ucei ha creato nuove sezioni dove fare rifiorire tradizioni religiose e culturali. La cover del numero di febbario di Bet Magazine.
Il Capodanno degli alberi: Tu BiShvat
di Sofia Tranchina
Con il giungere al termine della stagione delle piogge, quando il suolo è ben umido e i primi frutti iniziano ad apparire sugli alberi, gli ebrei festeggiano il capodanno degli alberi: Tu Bishvat. Il 15 del mese di Shevat, infatti, quando le piogge cessano, gli alberi si risvegliano dal riposo invernale e ricominciano a fruttificare.
Parashat Beshallach. Un buon leader crea seguaci, un grande leader crea leader
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Questo fu il più grande risultato di Mosè: aver lasciato dietro di sé un popolo disposto, in ogni generazione, ad assumersi la responsabilità di portare avanti il grande compito che egli aveva iniziato.
Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare
Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.
Essere ebrei nell’Africa subsahariana contemporanea: il curioso caso degli ebrei ugandesi
di Anna Balestrieri
Una storia che combina colonialismo britannico, sperimentazione religiosa, ambizioni politiche locali e, più tardi, repressione militare durante la dittatura di Idi Amin Dada. Ne ha parlato Professore Associato in Storia e Istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Cagliari, durante un seminario di Sciences Po a Parigi, guidato da Nadia Malinovich e dedicato ai giudaismi contemporanei.
Parashat Mikketz. Possiamo nasconderci dagli uomini, ma non da D-o: Lui risponde alla nostra preghiera inespressa
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che ci dicono i quattro episodi di Giacobbe, Lea, Tamar e Giuseppe è semplice e profondo: coloro che stanno davanti a Dio non hanno bisogno di travestimenti per raggiungere il proprio valore quando stanno davanti agli esseri umani.
“Vivificazione del creato per opera di D-o” (15.12.2025)
Lunedì 15 dicembre ore 19.00 si è tenuto il 2° l’appuntamento dei I 13 principi della fede ebraica di Maimonide: “Vivificazione del creato per opera di D-o”. A cura di rav Levi Shaikevitz.
Parashat Vayeshev. La fede e la speranza: ecco ciò che ha permesso la sopravvivenza del popolo ebraico
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Gli ebrei sono il popolo che ha rifiutato di essere confortato perché non ha mai perso la speranza. Giacobbe alla fine rivide Giuseppe. I figli di Rachele tornarono nella loro terra. Gerusalemme è di nuovo la patria ebraica. Tutte le prove potrebbero suggerire il contrario: potrebbe sembrare che significhi una perdita irreparabile, un decreto della storia che non può essere annullato, un destino che deve essere accettato.
Parashat Vayetzè. Dio può coglierci di sorpresa, svegliandoci dal nostro sonno, afferrandoci quando cadiamo
Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Se Abramo rappresenta il nostro viaggio verso Dio, e Isacco il nostro dialogo con Dio, Giacobbe significa l’incontro di Dio con noi – non pianificato, non programmato, non previsto; la visione, la voce, la chiamata che non possiamo mai conoscere in anticipo, ma che ci lascia trasformati. Come per Giacobbe, così per noi. È come se ci svegliassimo da un sonno e ci rendessimo conto, come se fosse la prima volta, che “Dio era in questo luogo e io non lo sapevo.”
Ciclo profetesse: “Miriam: la schiavitù e la redenzione, il pozzo nel deserto” (17.11.2025)
Lunedì 17 novembre si è tenuto I’appuntamento Ciclo 3 profetesse, guide del Popolo Ebraico: “Miriam: la schiavitù e la redenzione, il pozzo nel deserto”.












