ebraismo

Dallo Showbiz al Shabbos: l’incontro con Molly Resnick nel centro Hamakom di Milano

Feste/Eventi

di Pietro Baragiola
Dopo anni in prima linea nello showbiz americano come produttrice di NBC News, durante un anno sabbatico in Sud America, scopre la gioia dello Shabbat e della fede ebraica. Come ha raccontato durante una serata al centro Chabad Hamakom di Milano, in occasione delle celebrazioni dedicate al 125° anniversario della nascita di Chaya Mushka Schneerson, moglie del Rebbe Menachem Mendel Schneerson.

Parashat Pekudé (The Tabernacle in the Wilderness (illustration from the 1890 Holman Bible)

Parashat Vayakhel-Pekudé. Una comunità è fatta da persone diverse ma che agiscono insieme per un unico scopo

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
La grandezza del Tabernacolo fu che era un risultato collettivo – uno in cui non tutti facevano la stessa cosa. Ognuno diede qualcosa di diverso. Ogni contributo fu valorizzato – e quindi ogni partecipante si sentì valorizzato. Vayakhel – la capacità di Mosè di forgiare dalla dissoluzione del popolo una nuova e autentica kehillah – fu uno dei suoi più grandi successi.

Parashat Ki Tissà. Perché le prime Tavole create da D-o non durarono e quelle fatte congiuntamente con l’uomo sì?

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Nell’ebraismo, il naturale è più grande del soprannaturale, nel senso che un “risveglio dal basso” è più potente nel trasformarci, e ha effetti più duraturi, di un “risveglio dall’alto”. Ecco perché le seconde Tavole della Legge sopravvissero intatte, mentre le prime no. L’intervento divino cambia la natura, ma è l’iniziativa umana – il nostro approccio a Dio – che cambia noi.

Parashat Terumà. Il chol è lo spazio che Dio crea per l’uomo. Il kodesh è lo spazio che noi creiamo per Dio

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Come il chol (il profano) è lo spazio che Dio crea per l’uomo attraverso l’auto-limitazione, così il kodesh è lo spazio che l’uomo crea per Dio attraverso la propria auto-limitazione. Ecco perché la creazione del Tabernacolo da parte degli Israeliti è il parallelo della creazione dell’universo da parte di Dio. Entrambi sono atti di rinuncia reciproca, in cui l’uno fa spazio all’altro.

Calabria, Basilicata, Sicilia… All’ombra dei cedri, risorge un ebraismo dimenticato

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Sud Italia ebraico, una storia da riscoprire, un patrimonio secolare a lungo abbandonato che negli ultimi anni sta vivendo una rinascita, grazie al lavoro di studiosi e appassionati. Mentre a Palermo, Catania, Matera, Taranto e Palmi-Reggio Calabria l’Ucei ha creato nuove sezioni dove fare rifiorire tradizioni religiose e culturali. La cover del numero di febbario di Bet Magazine.

Il Capodanno degli alberi: Tu BiShvat

Ebraismo

di Sofia Tranchina
Con il giungere al termine della stagione delle piogge, quando il suolo è ben umido e i primi frutti iniziano ad apparire sugli alberi, gli ebrei festeggiano il capodanno degli alberi: Tu Bishvat. Il 15 del mese di Shevat, infatti, quando le piogge cessano, gli alberi si risvegliano dal riposo invernale e ricominciano a fruttificare.

Parashat Shemot. Un leader non ha bisogno di avere fede in se stesso, ma nel popolo che deve guidare

Apunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Chi è un leader? A questa domanda, la risposta ebraica è: qualcuno che si identifica con il suo popolo, consapevole dei suoi difetti, certo, ma convinto anche della sua potenziale grandezza e della sua preziosità agli occhi di Dio. “Quel popolo di cui hai dubbi”, disse Dio a Mosè, “sono i credenti, i figli dei credenti. Sono il mio popolo e sono il tuo popolo. Proprio come credi in me, così devi credere in loro”.

Essere ebrei nell’Africa subsahariana contemporanea: il curioso caso degli ebrei ugandesi

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Una storia che combina colonialismo britannico, sperimentazione religiosa, ambizioni politiche locali e, più tardi, repressione militare durante la dittatura di Idi Amin Dada. Ne ha parlato Professore Associato in Storia e Istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Cagliari, durante un seminario di Sciences Po a Parigi, guidato da Nadia Malinovich e dedicato ai giudaismi contemporanei.