di Davide Cucciati
L’Arabia Saudita vuole rafforzare la propria leadership in Medio Oriente: la nomina di Fahd Al Saif a ministro degli Investimenti e la posizione del ministro degli Esteri, Faisal Al-Saud, sulla West Bank segnano la linea politica ed economica della monarchia in un contesto regionale frammentato
Arabia Saudita
Gaza, la guerra fredda del Golfo e il crollo dell’asse sunnita
di Anna Balestrieri
La competizione tra Riyad e Abu Dhabi non è frutto di incomprensioni diplomatiche o di rivalità personali, ma di visioni profondamente divergenti dell’ordine mediorientale.
Documenti rivelano un’alleanza segreta tra Israele e gli Stati arabi
di Sofia Tranchina
Dietro la condanna pubblica della guerra a Gaza, i governi del Medio Oriente stanno costruendo con Tel Aviv un’inedita architettura di sicurezza regionale. Radar condivisi, intelligence integrata e addestramenti comuni raccontano di un’alleanza silenziosa che potrebbe cambiare per sempre gli equilibri del Medio Oriente.
Washington, svolta storica: Trump e Netanyahu annunciano piano di pace per Gaza e Medio Oriente
di Anna Balestrieri (Gerusalemme)
Se entrambe le parti accetteranno, le ostilità finiranno immediatamente e tutti gli ostaggi rimasti saranno liberati entro 72 ore. I membri di Hamas che sceglieranno la coesistenza pacifica e la consegna delle armi riceveranno l’amnistia, mentre ai civili che vorranno lasciare Gaza verrà garantito un passaggio sicuro.
La Riviera di Gaza: una provocazione fantasiosa? Ne parla Kobi Michael
di Sofia Tranchina
Il mondo si è diviso tra chi ha preso sul serio la proposta e ha reagito con grande indignazione, e chi ha ritenuto si trattasse solo di un bluff per cambiare le regole di negoziazione e ha cercato di ridimensionare le affermazioni del presidente americano. Ne ha parlato il professor Kobi Michael, ricercatore senior presso l’Institute for National Security Studies (INSS) di Tel Aviv e il Misgav Institute for National Security and Zionist Strategy durante un incontro online.
Netanyahu a Washington: si spera nella realizzazione della seconda fase del cessate il fuoco
di Anna Balestrieri
Le trattative sulla seconda fase dell’accordo sugli ostaggi e sul cessate il fuoco, che prevedono il ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza e dal corridoio di Philadelphi, sono in corso e stanno, secondo il presidente americano Trump, progredendo, ma Netanyahu sembra riluttante ad attuarle senza prima eliminare Hamas. Le autorità israeliane puntano a trasformare queste negoziazioni in un processo più ampio di normalizzazione regionale.
Il ‘Principe Verde’: “Se Hamas vincerà, la regione tornerà al Medio Evo”
di Redazione
Nato a Ramallah, Mosab Hassan Youssef, figlio di uno dei fondatori di Hamas, è diventato un informatore dello Shin Bet, come racconta nella sua autobiografia ‘Il figlio di Hamas’. Considerato un traditore dalla sua gente, è uno dei principali critici di Hamas.Qui la traduzione di un’intervista al quotidiano francese Le Figaro.
Prove di avvicinamento: l’Arabia Saudita arresta gli istigatori di odio anti-Israele online
di David Fiorentini
Oltre alla preoccupazione per la diffusione di propaganda estremista che possa radicalizzare la popolazione contro la famiglia reale, il governo teme di perdere consenso nel caso dovesse procedere nello sviluppo di relazioni con lo Stato ebraico.
L’ambasciatore saudita in UK alla BBC: “L’interesse per la normalizzazione con Israele ancora c’è”
di David Fiorentini
L’Arabia Saudita è ancora interessata a perseguire la strada della normalizzazione con Israele dopo la fine della guerra contro Hamas a Gaza. Questa è la notizia emersa da un’intervista rilasciata dal principe Khalid bin Bandar, ambasciatore saudita nel Regno Unito, alla BBC.
Biden e Netanyahu: verso un’apertura delle relazioni tra israeliani e sauditi?
di Nathan Greppi
Si tratta della prima volta che i due capi di Stato si incontrano faccia a faccia da quando Netanyahu è tornato al potere nel dicembre 2022. In questo lasso di tempo, Biden ha spesso lasciato capire di non approvare molte scelte del premier israeliano, come la discussa riforma giudiziaria o l’aver incluso nella coalizione di governo figure estremiste come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich.
Il governo Netanyahu si attiva su Arabia Saudita e Iran, ma la sua politica estera non convince gli israeliani
di Francesco Paolo La Bionda
Gli israeliani percepiscono un declino drammatico sia della statura internazionale di Israele sia delle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti. Lo dice l’Israel’s Foreign Policy Index 2023 del Mitvim Institute, secondo cui il gradimento è ai minimi degli ultimi sette anni.
Un problema tecnico che segna la storia: il volo diretto a Tel Aviv atterra in Arabia Saudita
di Sofia Tranchina
Benché dal 2020 l’Arabia Saudita sia un candidato per l’espansione degli Accordi di Abramo, agli israeliani è vietato viaggiare nel Paese. Un anno fa la monarchia islamica saudita aveva designato Gedda come scalo di emergenza per voli da e per Israele, ma questa è la prima volta che un aereo pieno di israeliani atterra nel Paese.














