di Nina Deutsch
Il colloquio tra Sergio Mattarella e Isaac Herzog del 13 maggio, descritto dal Quirinale come “franco e aperto”, viene raccontato dai media in modo diverso sulle due sponde del Mediterraneo. In Italia emergono soprattutto la definizione di “inaccettabili” usata da Mattarella per gli attacchi contro il contingente Unifil e il timore di una “guerra permanente”; nella stampa israeliana e nei media ebraici prevalgono invece la preoccupazione per il clima anti-israeliano e l’allarme per la crescita dell’antisemitismo.
25 aprile
Quando la realtà si vendica della narrazione ideologica preconfezionata
di Davide Romano
Ci voleva la riunione del Comitato Permanente Antifascista di lunedì 4 maggio — l’organismo che coordina il 25 aprile a Milano — per assistere a uno di quei momenti in cui la realtà si vendica delle narrazioni costruite a tavolino. La scaletta prevedeva l’intervento di rappresentanti di sigle ebraiche progressiste — Laboratorio Ebraico Antirazzista e Mai Indifferenti — che si sono proposti, nei fatti, a svolgere una funzione precisa: negare che nel corteo del 25 aprile ci fosse stato antisemitismo. Smentiti da testimoni non ebrei
Voci di speranza e di rinascita: la lezione di Shavuot
Attualità
L’ebraismo europeo chiede nuove leggi per la salvaguardia della vita ebraica nel continente
Cultura
Angelo Pezzana tra editoria, diritti civili e amore per Israele
Comunità
Yom HaShoah, Yom HaZikaron e Yom HaAtzmaut la Comunità di Milano condivide dolore e gioia
Il mondo ebraico prende le distanze e condanna l’autore degli spari a Roma
di Redazione
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime la più netta condanna di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga” dichiara l’Ucei. “Ci dissociamo e condanniamo”, dice Victor Fadlun, presidente della Comunità di Roma. Condanne anche dalla Comunità di Milano e dal Museo della Brigata Ebraica che dice “non è uno di noi”.
L’involuzione del 25 aprile. “È grave che quest’anno le autorità non abbiano preso una posizione contro”
di Nathan Greppi
Non si è trattato della prima volta che la Brigata Ebraica era oggetto di contestazioni, soprattutto da parte dell’estrema sinistra. Ma rispetto agli anni passati, stavolta la questione ha assunto una dimensione inedita. “Proprio ieri al convegno OSCAD il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato esplicitamente di antisemitismo in riferimento a quello che è accaduto a Milano -, dichiara Stefano Gatti dell’Osservatorio Antisemitismo -. Mentre il sindaco Sala ha incolpato le bandiere israeliane”.
Antisemitismo. Il j’accuse di Vittorio Robiati Bendaud
di Vittorio Robiati Bendaud
Da Formiche.net (per concessione dell’autore)
Lo scrittore e saggista Vittorio Robiati Bendaud riflette sull’antisemitismo, non residuo d’ignoranza ma struttura profonda, capace di travestirsi da progresso e riemergere oggi nell’antisionismo e nelle rimozioni storiche (dagli armeni alle ambiguità della memoria “inclusiva”). Sullo sfondo, la crisi della democrazia liberale, terreno fertile per il ritorno di vecchi fantasmi
“Questa piazza non ci vuole, non è più casa nostra”: testimonianze da un 25 aprile molto amaro
di Redazione
“È stato davvero umiliante, mi aspettavo sarebbe stato difficile ma non mi immaginavo così – racconta il padre di uno dei ragazzi che ha partecipato al corteo -, mi faccio domande sul futuro e sul senso di questa manifestazione a cui non dovremmo più partecipare. I ragazzi vogliono sentirisi come gli altri come è giusto che sia ma oggi hanno capito che non sono come gli altri. Fa male a noi e a loro. Oggi ha perso un’altra volta la democrazia”.
“Siete solo saponette mancate”: i cori propal al 25 aprile di Milano svelano il volto neonazista
di Redazione
Si è andati oltre le preoccupazioni per la sicurezza. Il 25 aprile milanese è stato un disastro parossistico. I fascisti rossi con le bandiere della Palestina e dell’Iran degli ayatollah hanno prevalso sulle forze dell’ordine, sui City Angels, sulla ragionevolezza di chi voleva comunque una manifestazione condivisa. Gli ebrei, la Sinistra per Israele, la Brigata ebraica, sono stati cacciati dal corteo. Una vergogna per le istituzioni, una violazione della Costituzione
Domenica 26 aprile la Comunità commemora gli Alleati e la Resistenza al Milano War Cemetery
di R.I.
Per ribadire il legame indissolubile tra ebraismo italiano e liberazione, la Comunità organizzerà domenica 26 aprile, alle ore 10, presso il Milano War Cemetery (via Cascina Bellaria) una propria commemorazione. L’obiettivo è richiamare il ruolo imprescindibile degli Alleati e della Resistenza, ristabilendo una verità storica che troppo spesso le celebrazioni ufficiali tendono a porre in secondo piano.
Lo Shabbat e il prossimo 25 Aprile
di Rav Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento cultura dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane
(Lettera pubblicata dal Corriere della Sera il 22/4/2026)
Caro direttore, quest’anno il 25 aprile cade di sabato. Per le comunità ebraiche italiane questo significa non essere presenti alle manifestazioni pubbliche della Liberazione dal nazifascismo — non per disinteresse, non per distanza, ma per coerenza con la propria identità e con la propria idea di libertà. Lo Shabbat è il cuore dell’identità ebraica
Il 25 aprile e gli ebrei. Intervista al Presidente della Comunità ebraica Walker Meghnagi
Ci stiamo abituando al fatto di poter partecipare, come ebrei, alla manifestazione solo con un triplo cordone di sicurezza, un “nuovo ghetto”. Ma che “Liberazione” è? Il CNL, Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia a Milano era presieduto da cinque personaggi, due dei quali erano ebrei: Emilio Sereni e Leo Valiani. Quindi lì è il nostro posto
Davide Romano (Brigata Ebraica): “Bloccato ancora il mio profilo Facebook mentre riceviamo minacce pubbliche”
di R.I.
Dopo avere già subito un blocco del profilo sulla piattaforma social (aveva pubblicato un documento originale sull’alleanza fra il Gran Muftì e Hitler), il direttore del Museo denuncia la sospensione dell’account social a pochi giorni dal 25 Aprile. E denuncia il clima di crescente intolleranza antiebraica.














