di Redazione
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime la più netta condanna di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga” dichiara l’Ucei. “Ci dissociamo e condanniamo”, dice Victor Fadlun, presidente della Comunità di Roma. Condanne anche dalla Comunità di Milano e dal Museo della Brigata Ebraica che dice “non è uno di noi”.
Non si placano l’indignazione e la condanna da parte del mondo ebraico del gesto violento commesso da un 21enne ebreo, Eitan Bondì, al Corteo di Roma del 25 aprile, durante il quale il ragazzo ha sparato con una pistola ad aria compressa a due militanti dell’Anpi, ferendoli leggermente.
UCEI: “Condanniamo la violenza da qualunque parte provenga”
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane esprime la più netta condanna di ogni forma di violenza da qualunque parte provenga. Il fermo di un ragazzo della Comunità ebraica di Roma per l’episodio di Roma del 25 aprile lascia attoniti e sgomenti”. È quanto si legge in una nota dell’UCEI.
“Ribadiamo la nostra vicinanza alle vittime dell’aggressione avvenuta a Roma e di tutti coloro che lo scorso 25 aprile in varie città d’Italia hanno subito violenze, ingiurie, minacce. L’UCEI denuncia l’accostamento del nome del presunto responsabile alla Brigata Ebraica.
Torniamo a denunciare con forza il clima di violenza e intolleranza che negli ultimi mesi ha preso il posto del dialogo civile e della libertà di espressione.
L’UCEI seguirà gli sviluppi dell’indagine confermando la massima fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine, contrastando con determinazione e in ogni sede chi intenda mettere in pericolo la sicurezza degli ebrei in Italia.”
Victor Fadlun: “La Comunità di Roma condanna e si dissocia”
“Il fermo di un ragazzo iscritto alla Comunità Ebraica di Roma per i fatti del 25 aprile ci riempie di sgomento e indignazione. La Comunità Ebraica di Roma condanna e si dissocia senza riserve da qualsiasi forma di violenza antidemocratica. Esprimiamo piena solidarietà e vicinanza ai feriti, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. Esprimiamo fiducia nel lavoro della Procura e delle Forze dell’ordine affinché sia fatta piena luce sulla dinamica dei fatti e su ogni responsabilità”. Lo afferma in una nota Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma. “In una fase così tesa – aggiunge – rivolgiamo un appello alle forze politiche e alla società civile a evitare ogni strumentalizzazione che possa alimentare l’odio e generare nuova violenza”.
La condanna della Comunità ebraica di Milano
La Comunità Ebraica di Milano condanna con la massima fermezza gli episodi di violenza avvenuti a Roma il 25 aprile. “Ci uniamo allo sgomento e all’indignazione espressi dalla Comunità Ebraica di Roma e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, condannando senza alcuna riserva ogni forma di sopruso e aggressione – si legge in una nota -. Tali episodi rappresentano un grave vulnus ai valori democratici e al rispetto reciproco che devono fondare la vita civile nel nostro Paese. Nel confidare che il responsabile venga perseguito secondo quanto previsto dalla legge, ribadiamo con forza che la tutela della convivenza civile richiede un impegno collettivo, costante e imprescindibile”.
La Brigata Ebraica: “Non fa parte della nostra organizzaizone”
“Siamo venuti a conoscenza dagli organi di stampa del fermo di Eitan Bondi che sarebbe l’autore dell’episodio violento commesso a Roma il 25 aprile. La Brigata Ebraica ribadisce con forza di non conoscerlo, non avere tra i suoi membri persone che rispondano a questo nome. Sottolinea anche di non aver alcun rappresentante della città di Roma”. Questo è quanto si legge in una nota della Brigata Ebraica dopo l’usicta della notizia che a sparare i colpi al corteo di Roma sia stato un ragazzo della Comunità Ebraica, Eithan Bondi, autodichiaratosi della Brigata Ebraica.
“Provo orrore e condanno nella maniera più risoluta, e senza alcuna giustificazione, chiunque si permetta di usare il nome della Brigata Ebraica per compiere atti di violenza -, ha dichiarato Davide Riccardo Romano -. La Brigata Ebraica ha combattuto per la libertà e la dignità umana. Strumentalizzarne il nome per giustificare o coprire comportamenti violenti è un oltraggio alla sua memoria e a tutti coloro che si sono sacrificati sotto quella bandiera.
Ringraziamo di tutto cuore le forze dell’ordine per aver agito con tale rapidità. La loro prontezza è un segnale importante e un messaggio chiaro: certi atti non devono essere tollerati. Ci riserviamo inoltre di adire a vie legali contro tutti quelli che usano e useranno il nome della Brigata Ebraica per accostarlo a questo atto vergognoso.
La violenza non ha mai fatto parte dei nostri valori e non li rappresenterà mai” .
UGEI: “Un gesto isolato non rappresenta un’intera comunità”
“L’Unione Giovani Ebrei d’Italia condanna con fermezza quanto accaduto, che è da considerarsi grave e inaccettabile. Non esistono contesti che possano ridimensionare la responsabilità individuale e la gravità di un gesto violento, anche quando non letale”. Lo dichiara l’UGEI in una nota.
“Allo stesso modo è importante sottolineare che non esiste alcun legame tra questo episodio e la comunità ebraica italiana – continua -. La dissociazione è stata immediata, trasversale e inequivocabile. Eppure, accanto alla legittima condanna, si sta facendo strada il meccanismo pericoloso della generalizzazione. Questo passaggio non è solo scorretto: è profondamente dannoso. Attribuire a una collettività la responsabilità di un gesto individuale significa alimentare una narrazione distorta, che non aiuta a comprendere la realtà ma contribuisce ad avvelenare ulteriormente il dibattito pubblico. Significa sostituire l’analisi con la semplificazione, la responsabilità personale con il pregiudizio”.
“La comunità ebraica italiana, nelle sue molteplici espressioni, non solo è estranea a quanto accaduto, ma ne è parte lesa nel momento in cui viene chiamata, anche implicitamente, a risponderne – prosegue -. Condannare un gesto è doveroso. Trasformarlo in un pretesto per colpire un’intera identità collettiva è un errore che non possiamo permetterci. Soprattutto oggi”.



