Davide Romano (Brigata Ebraica): “Bloccato ancora il mio profilo Facebook mentre riceviamo minacce pubbliche”

Italia

di R.I.
Dopo avere già subito un blocco del profilo sulla piattaforma social (aveva pubblicato un documento originale sull’alleanza fra il Gran Muftì e Hitler), il direttore del Museo denuncia la sospensione dell’account social a pochi giorni dal 25 Aprile. E denuncia il clima di crescente intolleranza antiebraica.

“Il mio profilo Facebook è stato nuovamente bloccato, mentre organizzazioni di estrema sinistra pubblicano appelli espliciti per cacciarci dai cortei del 25 Aprile.” Lo denuncia Davide Riccardo Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica.

I Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo (CARC) — la cui sede è stata oggetto di recenti perquisizioni da parte delle forze dell’ordine — hanno diffuso nei giorni scorsi sul proprio sito un comunicato in cui invitano a «cacciare dai cortei del 25 aprile la Brigata Ebraica» e a «irrompere nelle piazze» dove, a loro dire, «i sionisti proveranno a intestarsi la Resistenza partigiana». Contenuti documentati anche dalla stampa nazionale.

“Mentre questi appelli all’intimidazione vengono diffusi indisturbati su siti e canali ufficiali dei CARC — dichiara Romano — il mio account, strumento di comunicazione istituzionale del Museo, viene sospeso senza spiegazioni. Non è la prima volta. Chi minaccia pubblica liberamente; chi denuncia e fa memoria viene silenziato.”

Romano ha invitato la Polizia Postale a monitorare la situazione e ha chiesto a Meta di fornire chiarimenti sui criteri applicati alla sospensione del profilo.
“La Brigata Ebraica ha combattuto per la Liberazione di tutti gli italiani — conclude Romano. — Non permetteremo che la memoria di quei combattenti venga sequestrata da chi oggi vuole trasformare il 25 Aprile in una festa dell’intolleranza e della violenza.”
“Questo episodio — aggiunge Romano — si inserisce in un clima di crescente intolleranza antiebraica, testimoniato dalle continue aggressioni fisiche e verbali subite da cittadini italiani di religione ebraica. Un clima che, è doveroso dirlo, trova oggi uno dei suoi principali motori in una certa cultura di sinistra, che ha sostituito l’antifascismo con l’antisionismo e la solidarietà con l’odio.”