di Michael Soncin
Lo spazio destinato al bagno rituale ebraico per la purificazione, da poco inaugurato a Göteborg, è stato progettato da una designer freelance, le cui creazioni fatte con il colosso svedese si trovano nelle case di milioni di persone in tutto il mondo. Questo mikvah era un desiderio del Sesto Rebbe di Lubavitch dal 1940.
Personaggi e Storie
Deserto del Negev: bambino di 8 anni trova una statuetta risalente all’era dell’antica Roma
di Pietro Baragiola
Il luogo del ritrovamento del reperto si trova vicino a Khan Saharonim, un importante caravanserraglio lungo l’antica Via delle Spezie, utilizzato in epoca nabatea e romana. La statuetta misura circa sei centimetri per lato e sembrerebbe raffigurare la parte superiore di un torso maschile avvolto in un mantello, chiamato “himation”, scolpito con pieghe molto dettagliate.
L’uomo che salvava i gemelli nell’inferno di Mengele. La storia sconosciuta di un uomo esemplare
di Marina Gersony
La storia di Erno “Zvi” Spiegel è quella di uno degli eroi meno conosciuti dell’Olocausto, che ad Auschwitz si assume il rischio impossibile di proteggere decine di bambini destinati agli esperimenti del dottor Josef Mengele. Ogni giorno, tra paura e inganno, riesce a strappare quei bambini alla sofferenza estrema e a un destino già scritto.
Quarantacinque anni fa moriva Bob Marley: ma aveva origini ebraiche?
Ebrei di strada. Marta Navarra Bernstein: famiglia, scuola e ADEI-WIZO
di Ester Moscati
In zona Forze Armate, una via residenziale dal percorso tortuoso, a tratti ombrosa di fronde, in altri quasi spartana, che finisce poi per inoltrarsi come sentiero nel Parco delle Cave, è dedicata a Marta Navarra Bernstein (Milano, 1895 -1965). È stata una delle fondatrici e figure chiave dell’ADEI,
Che tipo di ebreo è stato il “padre della psicanalisi”? Un omaggio a Sigmund Freud, a 170 anni dalla nascita
La tortuosa identità ebraica del medico e pensatore ebreo viennese Sigmund Freud è talmente complessa e lacerata che potrebbe essere oggetto di una delle sue celebri sedute psicanalitiche. Nonostante conoscesse la Torah e l’ebraico, egli si definiva un “ebreo senza Dio” fieramente attaccato alla propria ebraicità famigliare e culturale ma estremamente critico, se non sprezzante, verso l’osservanza religiosa e la fede.
La bandiera della Brigata Ebraica e la bandiera dello Stato di Israele: alcune riflessioni
di Samuele Rocca
Per la leadership sionista e per l’Agenzia Ebraica, rappresentante politico dell’Yishuv, la comunità ebraica nei territori del Mandato britannico, lo scoppio della Seconda guerra mondiale fu percepito anche come un’opportunità per conseguire «diritti politici sul campo di battaglia» attraverso la creazione di una forza militare ebraica che combattesse sotto una propria bandiera, nella speranza di ottenere il sostegno britannico alla fondazione di uno Stato ebraico nella Terra d’Israele.
Dalla scienza allo yiddish: la curiosa storia dei nomi dei peptidi
di Michael Soncin
Il laboratorio di Cohen alla USC ha introdotto termini come SHLP, SHMOOSE e MENTSH, oltre ad altri ancora inediti, tra cui NOSH e PUTZ. Ognuno di questi è un acronimo scientifico autentico, costruito con cura per corrispondere alle parole della tradizione yiddish.
Morta a 98 anni Edith Eva Eger. L’intervista che diede a Mosaico: «Tra Bene e Male, siamo sempre liberi di scegliere»
di David Zebuloni
Il 27 aprile è morta Edith Eva Eger, sopravvissuta ad Auschwitz e diventata psicologa, autrice del libro La ballerina di Auschwitz (Corbaccio). Riprponiamo l’intervista che aveva rilasciato a Mosaico Bet Magazine nel dicembre del 2022.
Alessandro Sinigaglia, un partigiano ebreo nella Resistenza
di Liliana Picciotto
Figlio di Davide Sinigaglia e di Cynthia White, nata nel 1864 nel Missouri da Teophilo e Sara Kozier, due ex schiavi neri, gli fu assegnata la direzione militare delle bande armate attive a Firenze e nei dintorni, oltre al coordinamento della resistenza in altre città toscane. Nel 1958 il Presidente della Repubblica gli conferì la medaglia d’argento al valor militare.
Sopravvivere dopo Auschwitz: memoria, immagini e responsabilità in una mostra a Tolosa
di Anna Balestrieri
La mostra, aperta dal 3 luglio al 31 ottobre, si inserisce nel filone più recente degli studi sulla Shoah che privilegia le microstorie e le esperienze individuali, senza rinunciare alla consapevolezza della dimensione sistemica dello sterminio. L’attenzione ai dettagli biografici, ai nomi, alle traiettorie personali non è un esercizio di empatia fine a sé stesso, ma una forma di resistenza alla massificazione della memoria.
Orde Wingate, il ritorno delle carte: archivio, mito e genealogia di una dottrina
di Anna Balestrieri
Il fondo, donato dal collezionista britannico Clive Lewis, comprende materiali finora inediti o poco noti: quaderni di studio dell’ebraico redatti di pugno da Wingate, un diario personale, fotografie rare, rapporti operativi, piani d’attacco, documenti d’intelligence e persino progetti dettagliati per la creazione di un esercito ebraico.














