di Pietro Baragiola
Domenica 27 luglio 300 persone si sono riunite a Kfar Yehoshua ad ascoltare l’ex ostaggio che, per la prima volta dalla sua liberazione (avvenuta grazie a un’operazione dell’esercito l’8 giugno 2024), ha deciso di raccontare la propria storia al pubblico grazie all’iniziativa “Stories that Bind Us”. “Ci davano una pita al giorno e ci mostravano i filmati degli attacchi contro Israele e l’IDF” ha dichiarato.
Attualità e news
Premier palestinese Mustafa all’Onu: “Hamas deponga le armi, liberi gli ostaggi e rinunci al potere a Gaza”
di Maia Principe
Intervenendo alla conferenza dell’Onu sulla soluzione a due
Stati, il premier dell’Autorità Palestinese ha anche sottolineato la responsabilità collettiva dei Paesi nel porre fine alla guerra contro il popolo palestinese, aggiungendo che l’Autorità Palestinese è pronta ad ospitare e coordinare una forza araba internazionale per stabilizzare Gaza dopo il conflitto.
“È uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre”: Israele risponde alla decisione di Macron di riconoscere lo Stato palestinese
di Pietro Baragiola
Il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato un post sulla piattaforma X (giovedì 24 luglio) annunciando che Parigi intende riconoscere la legittimità dello Stato palestinese alla prossima Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevista per settembre, fatto che ha attirato le critiche di numerosi ministri israeliani.
Dal Jerusalem Film Festival all’incontro con le ex prigioniere: l’impegno di Gal Gadot
di Davide Cucciati
Durante la serata Gadot ha ricevuto il Jerusalem Film Festival Award e il Power of Dreams Award da parte dell’Hadassah The Women’s Zionist Organization of America. Qualche giorno dopo Gadot ha incontrato cinque donne sopravvissute alla prigionia di Hamas: Doron Steinbrecher, Liri Albag, Naama Levy, Moran Stela Yanai e Ilana Gritzewsky, che hanno parlato delle loro tragiche esperienze durante la prigionia.
“Parlate ebraico? Allora andatevene”: il caso Amit Peled e l’eco inquietante dell’antisemitismo in Europa
In un post su Instagram, Peled racconta che dopo aver preso l’ordine, un cameriere è tornato al tavolo e ha chiesto che lingua stessero parlando. “Quando ho detto ‘ebraico’, mi ha guardato dritto negli occhi e ha detto: ‘In tal caso, andatevene. Non vi servo il cibo’”. Peled racconta lo shock e il senso d’isolamento. “La gente attorno a noi era stupefatta, ma subito dopo ha ripreso a cenare, a parlare, a bere vino. Come se nulla fosse accaduto. Benvenuti in Europa, 2025.”
Aggressione a un rabbino con il figlio piccolo in un Autogrill di Milano al grido di “Assassini” e “Free Palestine”
di Anna Balestrieri
L’episodio, riportato da alcuni testimoni sui social, ha assunto toni sempre più violenti, con espressioni come “Tornate a casa vostra” e “Finirete all’inferno”, con un crescendo di toni e violenza verbale rivolte al religioso e al bambino, colpevoli unicamente di una visibile identità ebraica. La vicenda solleva preoccupazioni profonde sul livello crescente di tensione e intolleranza presente anche in luoghi pubblici del nostro Paese.
Israele e Ucraina: Sa’ar a Kyiv rilancia il dialogo strategico e la cooperazione contro l’asse Mosca-Teheran
di Davide Cucciati
La missione di Sa’ar ha incluso colloqui con il presidente Volodymyr Zelensky, con il ministro degli Esteri Andrii Sybiha, con il vice capo del parlamento ucraino e con la comunità ebraica locale. Il ministro ha inoltre reso omaggio al memoriale di Babyn Yar, teatro nel settembre 1941 di una delle più tragiche stragi della Shoah, in cui oltre 33.000 ebrei furono uccisi dai nazisti.
Gaza: tonnellate di cibo ferme a Kerem Shalom. Ma il colpevole di affamare la Striscia è per tutti solo Israele
di Maia Principe
Le restrizioni sono state revocate, ma tonnellate di cibo restano comunque ferme al valico di Kerem Shalom, a pochi metri dal confine, senza che nessuno le distribuisca. Lo ha documentato anche Giovan Battista Brunori del TG1, che ha filmato oltre il valico di Kerem Shalom, tonnellate di cibo, ferme da settimane, che si stanno avariando. Una situazione surreale, che Israele denuncia con frustrazione.
Una sinagoga di New York punta al Guinness World Record per la “cena di Shabbat più grande della storia”
di Pietro Baragiola
L’evento, chiamato “The BIG Shabbat”, si terrà il 21 novembre al North Javits Center di Manhattan e, con la collaborazione della UJA Federation che vi ha investito 500.000 dollari, aspira ad ospitare 3.000 persone di tutte le età. Durante la serata, un giudice del Guinness World Record sarà presente con un team qualificato per verificare il numero degli ospiti che rimarranno seduti alla cena per almeno un’ora.
Ragazzi ebrei francesi fatti scendere da un aereo Vueling: cantavano in ebraico. Il Ministro dei trasporti spagnolo: “Mocciosi israeliani”
di Nina Deutsch
Secondo la compagnia spagnola, i giovani avrebbero tenuto un «comportamento altamente dirompente», ignorando più volte le istruzioni dell’equipaggio. La loro istruttrice è stata immobilizzata con manette dalla polizia chiamata dal capitano. Un gravisismo fatto che segue di pochi giorni due episodi di odio contro Israele in Grecia.
«Siamo stati colpiti, ma non smetteremo di fare ricerca». I danni dei missili iraniani contro il Weizmann
di Ilaria Myr
“I danni da esplosione hanno interessato circa 50 edifici, ma cinque in particolare sono stati danneggiati, di cui due in modo molto grave: si tratta del centro di ricerca sul cancro, il Moross Integrated Cancer Center (MICC), e il nuovo edificio Deloro per materiali intelligenti – spiega Ozeri -. Si è comunque perso del tempo, nel caso di questi 52 gruppi da 6 mesi a due anni. Ma non non smetteremo di fare il nostro lavoro scientifico”.
Aiuti mai ritirati e disinformazione: Israele respinge le accuse di affamare la popolazione di Gaza
di Franco Giudici
Secondo le prove circolate in rete in questi giorni sono più di 950 i camion carichi di aiuti umanitari fermi in aree recintate all’interno della Striscia di Gaza e le Nazioni Unite non stanno provvedendo a raccoglierli e distribuirli alla popolazione. Mentre circolano post e video di terroristi di Hamas nei tunnel che mangiano cibo sottratto alla popolazione.













