Quei cittadini iraniani addestrati dal Mossad

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di Nathan Greppi
Durante la guerra tra Israele e l’Iran del giugno 2025, agenti del Mossad avrebbero operato sul territorio iraniano per facilitare a Israele l’operazione. Ma secondo recenti inchieste mediatiche, gli agenti coinvolti non erano israeliani entrati nel paese, bensì cittadini iraniani addestrati di nascosto in Israele, i quali una volta tornati in Iran hanno ripreso le loro routine quotidiane in attesa che gli venisse affidata la loro missione.

Gaza: IDF smantella depositi di armi di Hamas

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di Nathan Greppi
Le strutture in questione contenevano ordigni esplosivi, fucili d’assalto, fucili da cecchino e altro equipaggiamento militare destinato ad essere utilizzato contro le truppe dell’IDF operanti vicino alla Linea Gialla, così come contro civili israeliani vicino al confine. In uno dei siti presi di mira, le truppe hanno smantellato circa dieci pickup che secondo l’esercito erano stati utilizzati da Hamas per scopi militari.

Il grande assente della parata: New York celebra Israele. Mamdani diserta l’evento

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di Nina Deutsch
L’Israel Day Parade richiama migliaia di persone sulla Fifth Avenue e registra una delle partecipazioni più alte di sempre. A far discutere, però, è soprattutto l’assenza del sindaco Zohran Mamdani, primo cittadino in carica a saltare l’evento dopo decenni. Tra cartonati, caricature e palloni gonfiabili a lui dedicati, i partecipanti non gli risparmiano le critiche e gli contestano un presunto doppio standard: il no alla parata per Israele, il sì a quella dell’Independence Day del Pakistan.

Il commentatore televisivo sportivo della Rté Richard Sadlier

Irlanda: demonizzazione d’Israele su un programma sportivo

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di Nathan Greppi
In un servizio di RTÉ Sport, il commentatore televisivo Richard Sadlier si è lanciato in una critica a Israele, “stato genocidario”, utilizzando un intero segmento per diffondere l’accusa del sangue ed esprimere le loro lamentele riguardo a una partita imminente contro la nazionale di calcio israeliana.

Medio Oriente, nuova escalation: Israele avanza in Libano mentre Usa e Iran tornano a colpirsi

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di Anna Balestrieri
Il governo israeliano ha annunciato la ripresa degli attacchi contro le roccaforti di Hezbollah nella periferia sud di Beirut, e ha conquistato il castello di Beaufort. Mentre il comando centrale americano ha colpito radar e siti di controllo droni iraniani dopo l’abbattimento di un drone MQ-1 Predator sopra acque internazionali. E Teheran ha reagito con un attacco missilistico e con droni verso il Kuwait.

Khaled Mashaal, leader di Hamas

L’UE sanziona il politburo di Hamas e i violenti degli insediamenti

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di Maia Principe
Le persone elencate includono alti funzionari di Hamas Khaled Mashaal, Nizar Awadallah, Mohammad Nazzal, Husam Badran, Khalil Al-Hayya, Muhammad Darwish, Zaher Jabarin, Abu Khalil Al Quds, Fathi Hamad e Moussa Abu Mazrouk. Tra le restrizioni previste dal quadro normativo figurano il divieto di viaggio e il congelamento dei beni, che include il divieto di mettere a disposizione delle persone, direttamente o indirettamente, fondi o risorse economiche, secondo quanto dichiarato dall’UE.

Barcellona: donne ebree cacciate da una spa

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di Nathan Greppi
Nel video, girato dalla donna che ha denunciato l’accaduto, si vede una dipendente della spa che dice di avere un problema con i sionisti, prima di chiedere che alla donna ebrea di andarsene. Mentre lei e la sua compagna sono costrette a uscire, si sentono in sottofondo persone che gridano “Palestina libera”.

Israele torna nei cieli: ripartono i collegamenti dall’Italia e dall’Europa

Mondo

di Anna Balestrieri
A guidare la ripresa è la compagnia low cost ungherese Wizz Air, che dal 28 maggio ha riattivato i voli da e per Tel Aviv, diventando il primo grande vettore europeo a rientrare stabilmente sul mercato israeliano dopo l’ultima fase di interruzioni. A seguire sarà il gruppo Lufthansa, che ha annunciato una ripresa graduale delle operazioni. ITA Airways invece non ha dato annunci definitivi su una piena ripresa dell’operativo estivo.

Da sinistra Idan Reichel, Yuval Raphael, Anna Zak, Itay Levy, Daniella Gilboa, Netta Barzilai)

Biglietti in vendita per le Maccabiadi 2026: 10mila atleti da 60 Paesi pronti a sfilare a Gerusalemme

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di Pietro Baragiola
Le “olimpiadi ebraiche” quest’anno si terranno dall’1 al 13 luglio partendo dal Teddy Stadium di Gerusalemme. Uno dei momenti più attesi sarà la tradizionale sfilata delle delegazioni internazionali che quest’anno avrà come protagonisti 10.000 atleti provenienti da oltre 60 Paesi che attraverseranno il campo trasformando Gerusalemme in un simbolico punto d’incontro della diaspora ebraica.

Bandiera dell'Onu

ONU, Israele inserita nella lista nera dei responsabili di violenze sessuali nei conflitti, accanto a Hamas e ISIS

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di Nina Prenda
Il Servizio carcerario israeliano entrerà formalmente nella blacklist ONU nel 2026, mentre altre autorità israeliane sono state incluse in un meccanismo di monitoraggio preliminare per una possibile futura designazione. Dopo l’inclusione di Hamas nell’agosto 2025 sarebbe aumentata la pressione diplomatica sul segretario generale delle Nazioni Unite affinché anche Israele venisse inserita nella lista. E Israele cancella le relazioni con l’Ufficio di Guterres.

Germania: antisemitismo mai così alto dalla Shoah

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di Nina Prenda
A Berlino, nel 2025, sono stati documentati 2.197 episodi antiebraici, secondo il rapporto pubblicato dall’Associazione federale tedesca dei centri di ricerca e informazione sull’antisemitismo (RIAS). Il contesto descritto è quello di un ambiente sempre più ostile per ebrei e israeliani nello spazio pubblico, caratterizzato da intimidazioni, aggressioni e forme diffuse di pressione sociale.

Manifestazione in Usa con bandiere Palestinesi e Israeliane

Negli USA, tre quarti dei democratici si oppongono agli aiuti a Israele

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di Nina Prenda
L’indagine, condotta dal New York Times in collaborazione con il Siena Research Institute, rileva che il 74% degli elettori democratici si oppone alla prosecuzione degli aiuti economici e militari a Israele, mentre solo il 20% si dichiara favorevole al mantenimento del sostegno. Sul piano delle simpatie nel conflitto, il sondaggio indica che il 60% degli intervistati esprime una maggiore vicinanza alla causa palestinese, a fronte del 15% che si dichiara più vicino a Israele.