
Sinagoghe volanti e spose fuggitive, libri e opere d’arte per sognare e capire il nostro tempo. Dalla Biennale di Venezia agli artisti israeliani, dagli scrittori ai filosofi ecco un’estate piena di novità da scoprire. Nello Speciale Libri, narrativa, memoir, poesia, saggi. Uno sguardo a tutto tondo sul Medio Oriente. E ancora, nuove risorse per lo studio del pensiero ebraico. Ma cosa ci fa la sinagoga di uno shtetl ancorata al cielo della laguna di Venezia? Vi raccontiamo la storia del progetto Nabatele e delle sue controverse vicissitudini alla Biennale d’arte. Perché anche i sogni rischiano di infrangersi contro il muro della paura e del conformismo. Ma la cultura, i libri, il pensiero danno la forza di guardare al futuro
Cara lettrice, caro lettore,
la suggestiva immagine di copertina, di una bellezza emozionante, rappresenta un sogno irrealizzabile. La sinagoga lignea di uno shtetl avrebbe dovuto stupire i visitatori della 61° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, galleggiando nell’aria accanto all’isola di San Giorgio Maggiore, proprio di fronte a piazza San Marco. Ma a un mese dall’inaugurazione della manifestazione, Nabatele (parola pensata per unire un diminutivo yiddish ad un termine slavo che significa “allarme nei momenti di pericolo”), opera concepita da Anna Kamyshan, artista e architetta ucraina di origini ebraiche che vive a Londra, non ha ottenuto l’autorizzazione per la location prevista inizialmente. Dopo lunghe trattative, il Comune di Venezia ha preso la decisione di autorizzare l’installazione dell’opera all’Arsenale Nord, che dovrebbe ospitarla dal 16 luglio al 16 settembre (vedi intervista a pag. 18). Dietro la generica motivazione legata alla “sicurezza”, è difficile non pensare a una preoccupazione per la reazione pubblica e possibili attacchi. Un sogno di bellezza che svanisce, marginalizzato, ucciso dalla paura dell’ennesima contestazione antisemita. Antisemita, sì, perché la maschera antisionista qui – anche se siamo nella capitale mondiale del Carnevale – non avrebbe avuto alcuna giustificazione.
Ostracismi, boicottaggi, umiliazioni avvilenti, colpiscono ormai a tutti i livelli scrittori, artisti, intellettuali: non è necessario che siano israeliani o ebrei, basta esserne “amici”, ma soprattutto basta non piegarsi alla narrativa imperante “palestinista”. Ne ha fatto le spese lo scrittore Erri De Luca, cui è stata scippata all’ultimo minuto la prolusione al Festival di Salerno; o Eshkol Nevo, contro il quale è stata lanciata una petizione per escluderlo dal festival letterario “Il Libro Possibile” – in programma a Polignano a Mare e Vieste in luglio; o ancora il regista israeliano Nadav Lapid, contestato per la presenza nella giuria del Festival Internazionale del Cinema di Marsiglia. Per Lapid c’è stata una reazione notevole in sua difesa, per fortuna, o forse perché ha dimostrato di essere un fiero oppositore del suo governo. Di questi episodi abbiamo ampiamente parlato su Mosaico.
Su questo numero di Bet Magazine, invece, parliamo di un campo apparentemente lontano da derive antisemite; una scienza – la psicoanalisi – fondata dall’ebreo Sigmund Freud. Una schiera intellettuale, quella degli psicoanalisti e degli psicologi, che dovrebbe sapere analizzare e comprendere la portata di traumi e atavismi, pregiudizi e rimozioni. E invece. David Gerbi su HaKol.it racconta il caso dello psicoanalista e psicoterapeuta Ricardo Rafael Ileyassoff al quale è stato rifiutato, per la XV Conferenza Internazionale Sándor Ferenczi, a Madrid dal 14 al 17 ottobre 2026, il contributo “Il pogrom del 7 ottobre: un trauma censurato”, nell’ambito di un panel su “Denegazione, violenza e trauma nel mondo attuale. Clinica, metapsicologia e storia”. Per il Comitato di Valutazione “non è pertinente” (sic!). Per esplorare questo terreno abbiamo intervistato David Meghnagi, autore di Freud, Jung, Sabina Spielrein e «la faccenda nazionale ebraica», e Ronny Jaffè, presidente della Società Psicoanalitica Italiana (vedi pag. 10). Per fortuna, c’è ancora la bellezza della lettura a dare speranza e ad aiutarci a coltivare sogni, su campi più fertili dell’odio. A questo è dedicato il nostro Speciale Libri per l’estate; alla ricerca di “buoni maestri”. Buone letture e buona estate a tutti i nostri amati lettori.
Per ultimo, ma non ultimo: la Comunità ha nominato il nuovo direttore dei media. È Paolo Salom, stimatissimo giornalista del Corriere della Sera, già nostro collaboratore, che entrerà nel ruolo a settembre. Intanto, tutta la redazione gli dà un caloroso benvenuto!
Ester Moscati



