“Palestina 194”

Israele

La data è fissata per il 20 settembre.  Quel giorno, a detta delle fonti palestinesi riportate dal sito Aljazeera,  nella West Bank comincerà una manifestazione di portata storica – una di quelle di cui possiamo sapere sin d’ora come cominciano ma non come finiranno.
Per quel giorno infatti, per le strade della Cisgiordania, sono attesi migliaia di palestinesi per protestare contro l’occupazione israeliana. La data non è stata scelta a caso: proprio per il 20 settembre si attende il voto dell’assemblea generale dell’ONU sull’indipendenza della Palestina. Anche il nome della campagna – Palestina 194 – non è stato scelto a caso: indica la speranza che la Palestina divenga il 194° Stato delle Nazioni Unite.
Yasser Abed Rabbo, uno degli ufficiali palestinesi organizzatori della marcia, ha dichiarato che “l’appello alle Nazioni Unite è una battaglia di tutti i palestinesi e perchè abbia successo è necessario che milioni di persone si riversino nelle strade”.
Abed Rabbo ha assicurato che la manifestazione avrà carattere non violento.
Gli ufficiali della sicurezza israeliani tuttavia esprimono preoccupazione: temono le conseguenze che potrebbero derivare da assembramenti di queste dimensioni. Secondo il capo militare israeliano, Benny Ganz, ci sono tutte le condizioni perchè a settembre si arrivi ad uno scontro diretto fra israeliani e palestinesi. Le migliaia di manifestanti potrebbero dirigersi verso gli insediamenti israeliani – se non varcare il confine con Israele. In una tale eventualità, osserva ancora Ganz, l’esercito non sarà in grado di mettere in sicurezza gli insediamenti.

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