A Predappio va in scena la storia dei Matatia, “I vicini scomodi” del Duce

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di Ilaria Myr

vicini-scomodi-teatroMercoledì 10 febbraio andrà in scena a Predappio (FC) lo spettacolo teatrale ‘I vicini scomodi’, tratto dall’omonimo libro di Roberto Matatia, uscito il 9 gennaio scorso per Giuntina e di cui Mosaico e il Bollettino hanno già parlato. Il testo racconta la storia di Nissim, ebreo greco giunto in Italia agli inizi del ‘900 (e zio dell’autore), che dopo essersi stabilitosi a Faenza, aprirà una pellicceria di successo e acquisterà una piccola villa a Riccione, a pochi passi dalla villa dell’uomo più potente dell’epoca: il Duce. Una vicinanza che molti, specie gli uomini del regime, ritengono inopportuna. Nissim resiste alle pressioni di chi vorrebbe che lasciasse la casa; fino al 1938 quando  la Così, sempre più insistenti iniziano le pressioni degli sgherri del regime sul povero Nissim affinché venda la villa. Nissim resiste disperatamente, ma l’entrata in vigore delle leggi razziali nel 1938, cambierà definitivamente ogni cosa.

“L’idea di questo spettacolo teatrale nacque in modo casuale, quando venni contattato da una compagnia teatrale molto attiva in ambito romagnolo: la Compagnia del Teatro delle Forchette, nome inusuale, ma proprio di un insieme di attori noti per l’alto livello delle loro rappresentazioni – spiega Matatia a Mosaico -. La commedia sarà estremamente fedele al testo del libro da me scritto; c’è da dire che l’interpretazione degli attori esalta il livello emozionale di questa triste storia”.

Da sottolineare lo straordinario  impatto che la prima dello spettacolo avvenga proprio in un luogo fortemente simbolico quale il Teatro Comunale di Predappio, paese che diede i natali a Benito Mussolini, figura indirettamente centrale del libro.

“Vorrei fosse percepito da ogni ebreo come un violento riscatto nei confronti dell'”uomo nero” romagnolo ( fatico sempre a nominarlo) – continua Matatia -. So che la pensa come me anche il Sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, incredibile personaggio, vero romagnolo sanguigno e visceralmente democratico”.

Dalla sua uscita, il libro sta continuando ad avere lusinghiero successo di pubblico e di vendite, tanto che Matatia viene chiamato in tutta Italia per presentarlo.

“L’unico luogo che manifesta uno sgradevole ostracismo e boicottaggio nei miei confronti, anzi nei confronti dei miei “martiri”, è Riccione – commenta amaro -. Paradossale, no? Eppure a Riccione hanno preferito invitare Donna Almirante, La Russa, la nipote di Donna Rachele ha conversare col pubblico all’interno di Villa Mussolini. Hanno tentato di dedicare una via a Donna Rachele. Il Comune , invece, nei confronti dei Vicini Scomodi, sembra aver opposto il veto”.

Più sensibili al tema sono invece i cittadini che hanno lanciato proprio in questi giorni una campagna sul web per intestare a Riccione una piazza alla famiglia Matatia, bandita dalla città in epoca fascista. “Sono emozionato e commosso – ha commentato Matatia a caldo dopo l’uscita della notizia -. In alternativa si potrebbe esortare a intitolare una piazza o una via ai Martiri della Shoah”.

@ilmyr

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