di Nathan Greppi
Il collettivo studentesco avrebbe srotolato un lungo nastro di carta lungo la tromba delle scale e l’atrio. Su di esso, un lungo elenco di nomi di “oltre ventimila bambini uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023”. Il comunicato degli studenti si conclude con la denuncia del “genocidio in atto, lo strumento estremo per portare a compimento il progetto storico della Nakba, l’apice di una strategia volta alla distruzione di un intero popolo e all’eliminazione della presenza palestinese dalla propria terra”. Ma i collettivi studenteschi non sono organi ufficiali della scuola…
Milano
L’involuzione del 25 aprile. “È grave che quest’anno le autorità non abbiano preso una posizione contro”
di Nathan Greppi
Non si è trattato della prima volta che la Brigata Ebraica era oggetto di contestazioni, soprattutto da parte dell’estrema sinistra. Ma rispetto agli anni passati, stavolta la questione ha assunto una dimensione inedita. “Proprio ieri al convegno OSCAD il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato esplicitamente di antisemitismo in riferimento a quello che è accaduto a Milano -, dichiara Stefano Gatti dell’Osservatorio Antisemitismo -. Mentre il sindaco Sala ha incolpato le bandiere israeliane”.
Corteo del 25 aprile: la Comunità ebraica di Milano chiede un chiarimento al sindaco Sala
di Redazione
“La Brigata Ebraica non ha bloccato alcun corteo. È stata la Brigata Ebraica a essere bloccata da fanatici che hanno impedito il suo cammino” si legge nella nota stampa in cui si criticano le dichiarazioni dell’Anpi. E al sindaco Sala, Meghnagi dice: “accreditare la versione di Minelli significa trasformare l’aggredito in aggressore”.
“Questa piazza non ci vuole, non è più casa nostra”: testimonianze da un 25 aprile molto amaro
di Redazione
“È stato davvero umiliante, mi aspettavo sarebbe stato difficile ma non mi immaginavo così – racconta il padre di uno dei ragazzi che ha partecipato al corteo -, mi faccio domande sul futuro e sul senso di questa manifestazione a cui non dovremmo più partecipare. I ragazzi vogliono sentirisi come gli altri come è giusto che sia ma oggi hanno capito che non sono come gli altri. Fa male a noi e a loro. Oggi ha perso un’altra volta la democrazia”.
Milano: contestazioni propal al Liceo Agnesi. La testimonianza di Alessandro Litta Modignani: “un dialogo mancato”
di Nathan Greppi
La discussione si è fatta ancora più accesa quando “ho detto che quello che è successo a Gaza non può assolutamente essere classificato come genocidio ai sensi della definizione datane dall’ONU e da Raphael Lemkin. Una ragazzina si è alzata e se n’è andata dicendo che facevo propaganda”. Quando è uscito dalla biblioteca, “ho trovato due grosse ali principalmente di studentesse che si sono messe a cantare in coro Bella Ciao. È chiaro che è stato un dialogo mancato, non c’è stato un vero dibattito se non con il piccolo gruppo che si è fermato”.
Corteo del 25 Aprile: la Brigata Ebraica presenta le modalità di partecipazione
di R.I.
Per la prima volta, la comunità iraniana in Italia — rappresentata dall’Associazione Italia-Iran, la più importante e rappresentativa associazione di iraniani nel nostro paese — marcerà fianco a fianco con la Brigata Ebraica, insieme alle ormai tradizionali presenze di cittadini ucraini, venezuelani, georgiani e russi contro Putin.
Sala verso la conferma del gemellaggio con Tel Aviv. Si apre una frattura nel centrosinistra
di Davide Cucciati
Per il sindaco di Milano del Partito Democratico, la proposta di sospensione resta “profondamente sbagliata”. Il punto, spiega, non è difendere un governo, ma evitare una confusione che considera pericolosa: quella tra governo e società. E sulla questione parlano con Mosaico Emanuele Fiano (PD) e Daniele Nahum (Azione).
Milano: gli ebrei, il 25 Aprile e il paradosso della Liberazione
di Consiglio della Comunità ebraica di Milano
La Comunità Ebraica di Milano comunica che non parteciperà ufficialmente alle celebrazioni del 25 aprile 2026.
La decisione, assunta in coerenza con la posizione della Giunta UCEI, deriva dalla coincidenza della ricorrenza con lo Shabbat: per questa ragione non è prevista una partecipazione istituzionale formale, né la presenza di simboli ufficiali comunitari, mentre sono incoraggiate iniziative della Comunità in date alternative, nonché dei singoli.
“Israeliani sionisti non benvenuti qui”: il pm chiede l’archiviazione per il caso del cartello della merceria a Milano
di Redazione
“Nonostante il PM scriva che il reato potrebbe configurarsi, nella sua richiesta si legge che non vi sarebbe alcuna prova certa che a esporre il cartello siano stati i proprietari – scrive Daniele Nahum (Azione) in una nota -. In pratica, si stanno ignorando le ammissioni pubbliche degli stessi proprietari, che hanno più volte dichiarato di essere stati loro a esporre quel messaggio in vetrina”.
Pesach, tra riflessione e azione anche nelle nostre scelte professionali
dal Team di JOB, Dalia e Claire
La festività di Pesach racconta un passaggio: dall’Egitto alla libertà. Un passaggio che è anche una metafora potente dei momenti in cui sentiamo il bisogno di attraversare un cambiamento. Ogni transizione importante, un nuovo lavoro, una scelta difficile, la ricerca di maggiore coerenza tra ciò che facciamo e ciò che conta per noi, richiede un attraversamento
Contrasto ai fenomeni d’odio a Milano. Intervista ad Elisabetta Nigris
di Nathan Greppi
A inizio marzo, a Milano due turisti ebrei argentini sono stati aggrediti davanti al Carrefour di Piazzale Siena. Prima ancora, a novembre erano stati una decina di turisti americani ebrei ortodossi ad essere aggrediti alla Stazione Centrale. In questo scenario come si muove la Commissione speciale per il Contrasto ai discorsi e ai fenomeni d’odio del Comune di Milano? Lo abbiamo chiesto alla sua presidente.
Donne Dimenticate: l’8 marzo Milano alza la voce per chi il mondo sembra aver già cancellato
di Marina Gersony
Milano ha ospitato un presidio intenso e simbolico per la Giornata Internazionale della Donna, promosso dal movimento “Voci di donne dimenticate” insieme a oltre trenta associazioni italiane. Sul palco, attiviste e figure istituzionali hanno dato voce a storie di resistenza, repressione e guerra, ricordando che i diritti femminili non conoscono confini né compromessi. Diritti di tutte le donne, iraniane, israeliane, afghane, ucraine, russe, gazane, curde, georgiane e non solo.














