di Consiglio della Comunità ebraica di Milano
La Comunità Ebraica di Milano non parteciperà ufficialmente alle celebrazioni del 25 aprile 2026.
La decisione, assunta in coerenza con la posizione della Giunta UCEI, deriva dalla coincidenza della ricorrenza con lo Shabbat: per questa ragione non è prevista una partecipazione istituzionale formale, né la presenza di simboli ufficiali comunitari, mentre sono incoraggiate iniziative della Comunità in date alternative, nonché dei singoli.
Questa scelta , tuttavia, non deve oscurare una riflessione ben più profonda e amara. A oltre ottant’anni dalla Liberazione, assistiamo a un paradosso inaccettabile: gli ebrei italiani hanno ancora bisogno di protezione per partecipare appieno alla vita pubblica e per manifestare la propria identità senza timore. Questa condizione di insicurezza testimonia che il secondo comma dell’Articolo 3 della Costituzione — che impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione del Paese — non è ancora un obiettivo raggiunto. Se un cittadino deve temere per la propria incolumità o dignità nel celebrare la nascita della democrazia, significa che quella democrazia non ha ancora rimosso gli ostacoli che ne limitano la libertà e l’uguaglianza.
Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile partecipare serenamente alle celebrazioni. Il consolidarsi di un clima che tende a far sentire la presenza ebraica “aliena” o delegittimata in una ricorrenza che invece ci appartiene profondamente è un segnale d’allarme per l’intera società.
La recente lettera aperta del presidente di ARCI Milano ne è un esempio evidente.
Due anni fa, questo clima è sfociato in una vera e propria aggressione fisica.
Lo scorso anno, l’ostilità ha impedito una piena e libera partecipazione all’evento.
È inaccettabile che nel 2026 l’espressione della propria ebraicità in piazza sia ancora subordinata a misure di sicurezza o soggetta a contestazioni ideologiche pretestuose.
Il 25 aprile è casa nostra
Per la Comunità Ebraica di Milano questo resta un punto non negoziabile: il 25 aprile è casa nostra. Lo è per il contributo fondamentale degli ebrei italiani alla lotta antifascista, per il sacrificio di tanti protagonisti e per l’eroismo della Brigata Ebraica. Un contributo suggellato dalle Medaglie d’Oro al valor militare e che è parte integrante della spina dorsale della nazione.
Desideriamo ringraziare Luca Aniasi, la FIAP, Roberto Cenati e tutti coloro che si adoperano affinché il 25 aprile resti fedele al suo significato nazionale e unitario, riconoscendo senza ambiguità il contributo ebraico.
Inoltre il nostro più sentito ringraziamento alle forze dell’ordine che quotidianamente si impegnano per tutti i membri della nostra Comunità.
Per ribadire il legame indissolubile tra ebraismo italiano e liberazione, la Comunità organizzerà domenica 26 aprile, presso il Milano War Cemetery, una propria commemorazione. L’obiettivo è richiamare il ruolo imprescindibile degli Alleati e della Resistenza, ristabilendo una verità storica che troppo spesso le celebrazioni ufficiali tendono a porre in secondo piano.
Rivendichiamo il diritto di esserci, oggi come allora, non come ospiti protetti, ma come cittadini pienamente liberi.
Foto in alto di repertorio (© Archivio Bet Magazine)



