Corteo del 25 Aprile: la Brigata Ebraica presenta le modalità di partecipazione

Italia

di R.I.
Per la prima volta, la comunità iraniana in Italia — rappresentata dall’Associazione Italia-Iran, la più importante e rappresentativa associazione di iraniani nel nostro paese — marcerà fianco a fianco con la Brigata Ebraica, insieme alle ormai tradizionali presenze di cittadini ucraini, venezuelani, georgiani e russi contro Putin.

Si è svolta oggi, lunedì 20 aprile, presso la Saletta Gruppi del terzo piano di Via Marino 7 a Milano, la conferenza stampa con cui la Brigata Ebraica ha presentato le modalità di partecipazione al corteo del 25 aprile 2026.
La conferenza stampa, moderata da Alessandro Litta Modignani, coordinatore di Ponte Atlantico, ha visto la presenza di esponenti delle comunità ucraina, iraniana, georgiana, venezuelana, bielorussa e dei Russi Liberi. L’evento si è tenuto grazie all’ospitalità dei consiglieri del Gruppo Riformista Gianmaria Radice e Daniele Nahum.

Il gesto simbolico: il cappio al collo

Ad aprire la conferenza stampa è stato un gesto che non ha lasciato indifferenti i presenti e i media: Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, e Alessandro Litta Modignani si sono presentati davanti ai giornalisti con un cappio intorno al collo. Un simbolo deliberato e inequivocabile, per ricordare che mentre in Italia ci si prepara a celebrare la Liberazione dal nazifascismo, in Iran il regime della Repubblica Islamica continua a impiccare i propri cittadini — durante la guerra come durante la tregua, senza sosta e senza che il mondo occidentale smetta di voltarsi dall’altra parte.
«Abbiamo messo il cappio al collo perché vogliamo che chi ci guarda pensi a chi quel cappio lo porta davvero», ha dichiarato Davide Romano. «In Iran si impicca in piazza, si impicca nelle carceri, si impicca chi protesta, chi ama, chi semplicemente non si piega. Il 25 aprile è la festa della Liberazione: non può essere la festa di chi si libera solo a parole.»
Netto anche il messaggio di Alessandro Litta Modignani: «Considero un’autentica bestemmia contro la democrazia, e un insulto ai valori della Resistenza, che si possano paragonare i partigiani che hanno contribuito a liberare l’Italia dal nazifascismo ai terroristi di Hamas. Il 25 aprile manifesteremo con la Brigata Ebraica, che ha davvero combattuto per la Liberazione, insieme a ucraini e iraniani, due popoli che oggi “resistono” eroicamente alle odiose dittature di Mosca e di Teheran.»

La storica partecipazione della comunità iraniana al corteo

Romano ha quindi illustrato i dettagli della partecipazione al corteo del 25 aprile, che segnerà una novità storica: per la prima volta, la comunità iraniana in Italia — rappresentata dall’Associazione Italia-Iran, la più importante e rappresentativa associazione di iraniani nel nostro paese — marcerà fianco a fianco con la Brigata Ebraica, insieme alle ormai tradizionali presenze di cittadini ucraini, venezuelani, georgiani e russi contro Putin.
Una coalizione di popoli che vivono o hanno vissuto sotto il giogo di regimi autoritari, uniti in un messaggio comune: la libertà non è divisibile, e il 25 aprile appartiene a chi la tirannia la combatte davvero.

Hanno partecipato:
Valeriya Kalchenko comunità Ucraina
Maria Mikaelyan comunità Russi Liberi
Nina Grdzelidze comunità Georgia