Una candela che brucia

L’Europa ha imparato dalla Shoah? E cosa significa oggi di fronte al male assoluto?

Opinioni

di Rabbi Abraham Cooper e Daniel Schuster
Ogni anno, in occasione di Yom HaShoah, lo Stato di Israele si ferma. Per due minuti risuonano le sirene e l’intero Paese rimane immobile – sulle autostrade, negli uffici, nelle case – per ricordare i sei milioni di ebrei assassinati nella Shoah. È un momento di silenzio che porta con sé il peso della storia.

 

il presidente sudcoreano Lee Jae-Myung

Corea del Sud: presidente accusato di banalizzare la Shoah e diffondere fake news contro Israele

Mondo

di Nathan Greppi
Il presidente ha condiviso su X un video in cui un soldato israeliano butta dal tetto un corpo dicendo che era in diretta e che si trattava del corpo di un bambino palestinese, paragonando le sofferenze a quelle degli ebrei nella Shoah. In realtà il video era del 2024 e il corpo era di un terrorista già morto. L’IDF ha comunque condannato l’accaduto e aperto un’inchiesta.

Escalation tra Stati Uniti e Iran: falliscono i negoziati, Israele si prepara a una nuova fase di guerra 

Mondo
di Michele Di Benedetti

Il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran segna una nuova svolta nella crisi mediorientale, mentre aumentano i segnali di una possibile ripresa delle ostilità su larga scala. A far naufragare l’intesa sarebbe stato, secondo Teheran, il “massimalismo” di Washington, mentre fonti israeliane parlano apertamente di preparativi militari imminenti.

Ungheria, presunti contatti con l’Iran sull’attacco ai cercapersone di Hezbollah

Mondo

di Nina Prenda
A rivelarlo è il Washington Post, che afferma di aver ottenuto una trascrizione di una conversazione telefonica avvenuta il 30 settembre 2024 tra il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó e il suo omologo iraniano Abbas Araghchi. Durante il colloquio, Szijjártó avrebbe dichiarato che i servizi di intelligence ungheresi avevano già avviato contatti e che tutte le informazioni raccolte sulle indagini sarebbero state condivise con Teheran.

Il ruolo di Cuba nel conflitto in Medio Oriente. «Un regime zombie, che sopravvive nel suo essere antioccidentale e anti-israeliano»

Mondo

di Nathan Greppi
Dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967 Castro iniziò gradualmente a adottare posizioni sempre più filoarabe e antisraeliane, fino alla rottura delle relazioni diplomatiche nel 1973. «È un regime morto ma ancora vivo, politicamente ed economicamente in bancarotta, ma in grado di sopravvivere grazie al suo monopolio della forza e della violenza», spiega il diplomatico americano di origine cubana Alberto Fernandez, vicepresidente del MEMRI.

Con Israele alla Biennale Arte 2026, la memoria si fa acqua nera. Belu-Simion Fainaru: «L’arte deve restare spazio di libertà» 

Arte

di Anna Balestrieri
Il titolo dell’opera che rappresentrà Israele, Rose of Nothingness, nasce dal confronto con Paul Celan, figura decisiva nell’immaginario dell’artista. Non si tratta di una semplice citazione letteraria, ma di una prossimità profonda, quasi esistenziale. Non soltanto un’installazione, ma un invito. A sostare. Ad ascoltare. A lasciare che l’acqua, il buio, il vuoto e il tempo producano un varco.

Nei luoghi sacri di Gerusalemme cerimonie limitate per Pesach e Pasqua

Israele

di Nina Prenda
Al Kotel appena cinquanta persone hanno potuto assistere alla tradizionale benedizione sacerdotale. La cerimonia, solitamente celebrata nella grande piazza antistante e capace di richiamare decine di migliaia di partecipanti, è stata trasferita in uno spazio coperto e trasmessa in diretta per consentire la partecipazione a distanza. Mentre presso la Chiesa del Santo Sepolcro, luogo simbolo della cristianità, le funzioni pasquali si sono svolte senza la presenza dei pellegrini.

«Durante la prigionia a Gaza cantavo a squarciagola l’Hatikva. Voleva dire “non mi piegherete”»

Personaggi e Storie

di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società ferita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».