di Michael Soncin
Per la serie “Voci da Israele”, Francesca Gorgoni e Michael Sierra hanno raccontato la vita nei campus israeliani tra ricerca, boicottaggi e sfide del presente, in dialogo con Maurizio Molinari
Israele
Mamdani non riconosce israele come “Stato ebraico”
di Maia Principe
Interrogato sul suo sostegno a Israele come Stato ebraico, così come definito nella Dichiarazione d’Indipendenza e nei documenti fondativi, Mamdani ha evitato di dare una risposta definitiva. “Sostengo lo Stato di Israele come Stato che garantisce pari diritti a tutti i suoi cittadini”, ha dichiarato ad ABC, aggiungendo però di non poter sostenere “uno Stato che privilegia una religione rispetto a un’altra”.
Israele riconosce il genocidio armeno
di Nina Prenda
“Una decisione storica: il governo israeliano ha approvato all’unanimità la proposta del ministro degli Esteri Gideon Saar di riconoscere il genocidio armeno”, ha detto il Ministero degli Affari Esteri. La decisione del gabinetto deve ancora essere ratificata dal parlamento. La Turchia ha duramente criticato il riconoscimento da parte di Israele del genocidio armeno, etichettandolo come una decisione “politica” per coprire i propri crimini.
La Colombia ha un nuovo presidente pro-Israele
di Nina Prenda
Avvocato 47enne e outsider politico soprannominato “El Tigre” (“La Tigre”), de la Espriella aveva promesso durante la campagna elettorale di aprire un’ambasciata a Gerusalemme e di rinnovare un’alleanza strategica con Israele.
Israele, Libano e Stati Uniti firmano un accordo quadro: primi ritiri dell’IDF, ma la fascia di sicurezza resterà fino al disarmo di Hezbollah
di Anna Balestrieri
L’intesa, mediata dall’amministrazione americana, rappresenta il primo risultato concreto del dialogo trilaterale avviato in aprile con l’obiettivo di stabilizzare il confine settentrionale di Israele dopo mesi di guerra contro Hezbollah. Il ritiro israeliano interesserà tuttavia soltanto due aree situate oltre i confini originari della fascia di sicurezza istituita da Israele. La zona cuscinetto principale resterà invece sotto il controllo dell’IDF.
Sharaa esclude l’intervento della Siria in Libano
di Nina Prenda
Sharaa ha inoltre precisato che Damasco sta esplorando possibili canali di cooperazione economica con Beirut, escludendo qualsiasi opzione militare. “La soluzione non passerà attraverso la guerra”, ha dichiarato, aggiungendo che il rafforzamento delle istituzioni libanesi rappresenta la via prioritaria per la stabilizzazione del Paese.
Il dopo Starmer: Burnham sotto esame: Israele, Gaza e le preoccupazioni della comunità ebraica
di Nina Deutsch
Per la comunità ebraica, la posta in gioco è alta: da un lato c’è la speranza che un premier con una storia di rapporti personali con le organizzazioni ebraiche dia priorità alla sicurezza e al dialogo; dall’altro c’è la paura che la prudenza, o l’ambiguità, su questioni cruciali si traduca in tutele politiche insufficienti, in un contesto in cui la polarizzazione sul conflitto mediorientale continua a incidere sulla vita pubblica.
Tel Aviv-Jaffa nomina Amir Badran vicesindaco: un arabo israeliano entra ai vertici della città
di Anna Balestrieri
Badran, 54 anni, siede da dieci anni nel Consiglio comunale di Tel Aviv ed è presidente della sezione locale di Hadash, formazione politica arabo-ebraica. La sua nomina assume un valore simbolico particolare in una città che comprende anche Jaffa, storico quartiere arabo e centro della popolazione araba locale.
“Milk & Honey”: il nuovo gelato di Ben & Jerry’s racconta la rinascita del sud di Israele
di Pietro Baragiola
Ciascun ingrediente del nuovo gelato è stato scelto per rappresentare un’area del sud di Israele colpita delle stragi di Hamas. Il latte e la panna, ad esempio, provengono dal caseificio del kibbutz Alumin, una delle località al confine con Gaza, mentre il miele arriva dagli alveari del kibbutz Yad Mordechai. Altri elementi caratteristici raccontano storie diverse ma legate al Paese.
Il voto del Senato statunitense sull’Iran e il nuovo dilemma di Israele
di Davide Cucciati
La risoluzione approvata dal Senato non cambia da sola gli equilibri della regione. Offre però una fotografia nitida di una trasformazione già in corso. Per decenni, il rapporto tra Israele e le classi dirigenti statunitensi è stato letto come una convergenza quasi automatica. Oggi quella convergenza appare meno incondizionata.
L’ONU accusa Israele di genocidio contro i bambini di Gaza. Israele respinge il rapporto e denuncia una commissione «parziale»
di Anna Balestrieri
In un documento di 18 pagine diffuso dal Ministero degli Esteri, Israele respinge integralmente il rapporto definendolo «diffamatorio», «fazioso» e costruito per confermare una conclusione predeterminata. Secondo Gerusalemme, la commissione avrebbe ignorato sistematicamente il contesto della guerra e le responsabilità di Hamas.
L’accordo di Trump visto dall’opposizione iraniana in Italia
di Nathan Greppi
Proprio perché in un primo momento Washington e Gerusalemme hanno intercettato più di qualunque altro governo occidentale i sentimenti di quegli iraniani che desiderano veder crollare quel regime teocratico che da 47 anni opprime il loro popolo, la decisione di Donald Trump di trattare la pace con l’Iran senza che ci sia stato il tanto atteso cambio di regime ha lasciato molti spiazzati. Qui l’opinione di alcuni iraniani in Italia.














