di Nina Prenda
Il Cile aveva richiamato il suo ambasciatore meno di un mese dopo del 7 ottobre 2023, sotto il predecessore di sinistra di Kast, Gabriel Boric, accusando lo Stato ebraico di violazioni “inaccettabili” dei diritti umani nella guerra contro il gruppo terroristico. Ospitando Herzog giovedì 7 maggio, Kast ha anche detto che il Cile vuole aumentare la cooperazione con Israele in tutti i settori, tra cui agricoltura, salute, intelligenza artificiale, tecnologia e sicurezza.
Israele
Israele primo al mondo per l’uso dell’intelligenza artificiale
di Michael Soncin
L’intelligenza artificiale in Israele non è considerata uno strumento a sé stante, ma parte integrante dell’attività lavorativa quotidiana in molte aziende. L’impatto è facilmente misurabile: il 70% degli intervistati segnala un miglioramento della qualità dei risultati e il 40% afferma che l’IA ha ridotto significativamente il tempo necessario per completare le proprie mansioni
Nuova escalation al confine nord: un riservista israeliano ucciso da un drone di Hezbollah
La moglie di Zohran Mamdani incontra Miss Israele in un bar. Ma si allontana quando capisce chi è
di Maia Principe
Duwaji ha un passato di attività estremista sui social media contro Israele. In vecchi post, aveva anche condiviso immagini che elogiavano le terroriste palestinesi che avevano partecipato a dirottamenti aerei e attentati negli anni ’60 e nei primi anni ’70. E più recentemente ha fornito un’illustrazione per un saggio di un autore che ha descritto l’attacco del 7 ottobre come “spettacolare”, definito gli israeliani ebrei “demoni senza radici e senza anima” e attaccato gli ebrei americani.
Israele invia l’Iron Beam agli Emirati Arabi Uniti per intercettare missili e droni iraniani
di Nina Prenda
Secondo il Financial Times, Gerusalemme ha anche inviato un sistema di sorveglianza avanzato noto come Spectro per aiutare gli Emirati Arabi Uniti a rilevare i droni iraniani fino a 20 chilometri di distanza. Si tratterebbe dei primi casi di cooperazione divulgati pubblicamente al di là di esercitazioni di formazione congiunte.
Quando gli influencer veicolano preconcetti su ebrei e Israele
di Nathan Greppi
Influencer da centinaia di migliaia di follower ogni giorno condividono contenuti fatti di parzialità e disinformazione, plasmando però così le opinioni dei giovani che si informano attraverso le loro piattaforme. Giopizzi, Lorenzo Tosa e altri come loro credono di essere delle voci fuori dal coro. In realtà, sono solo gli eredi di una cattiva tradizione.
La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo
di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.
Quello che Eurovision 2026, Israele tra proteste, sicurezza rafforzata e tensioni politiche: «Puntiamo alla vittoria»
di Nina Deutsch
A Vienna sono attese contestazioni, possibili boicottaggi e misure di sicurezza rafforzate per la delegazione israeliana. Tra pressioni internazionali, nuove regole di voto e rapporti diplomatici complessi, il team guidato da Noam Bettan prepara la competizione puntando al primo posto, nonostante un clima definito «difficile e incerto».
Aria indoor, gli israeliani sviluppano modi per prevenire l’inquinamento atmosferico interno
di Nina Prenda
Un gruppo di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha sviluppato VertINGreen, una piattaforma che integra intelligenza artificiale, telerilevamento e dati fisiologici delle piante. Alla base c’è un vasto database costruito su quasi 2.000 misurazioni del comportamento delle piante da interno, dall’assorbimento di anidride carbonica alla traspirazione in diverse condizioni ambientali.
Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse
di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.
La necessità d’Israele per Occidente, mondo arabo e iraniani
di Nathan Greppi
L’ultimo libro del giornalista Carlo Panella, “Israele, lo Stato necessario” ricorda che anche i paesi arabi, pur cercando di mantenere le apparenze con le masse ostili al loro interno, hanno di fatto intrapreso una strada che porta all’accettazione d’Israele, divenuto un alleato strategico. Critica l’ostinazione della comunità internazionale sulla soluzione dei due Stati, sottolineando il fatto che uno Stato palestinese governato da Hamas potrebbe usare la Cisgiordania come rampa di lancio per dare il via a un nuovo 7 ottobre.
A Tel Aviv il summit della pace: migliaia in piazza per rilanciare la partnership israelo-palestinese
di Anna Balestrieri
L’incontro era promosso dalla coalizione “It’s Time”, che riunisce oltre 80 organizzazioni israeliane impegnate nella coesistenza, nei diritti umani e nella costruzione della pace. Il messaggio centrale dell’evento è stato netto: la pace non deve più essere considerata un’utopia marginale, ma una necessità politica, sociale e morale.














