Attualità
Da Kiev a Tel Aviv, un’alyià di guerra: il ruolo (e i problemi) dei nuovi olim
Cultura
Editoria “vigliacca” o di parte? Va in scena la censura
Comunità
Marco Alparone (Regione Lombardia) in visita alla RSA
Attualità
Da Kiev a Tel Aviv, un’alyià di guerra: il ruolo (e i problemi) dei nuovi olim
Cultura
Editoria “vigliacca” o di parte? Va in scena la censura
Comunità
Marco Alparone (Regione Lombardia) in visita alla RSA
di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società fertita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».
di Luciano Assin (guida turistica e autore del blog L’altra Israele)
I cambiamenti nel tran tran quotidiano possono essere anche impercettibili, ma hanno tutti un significato legato all’emergenza che di fatto non ci abbandona da due anni e mezzo. Il treno che collega Naharia a Gerusalemme parte ogni ora invece che ogni 30 minuti e il numero delle carrozze è stato diminuito del 30%, probabilmente per limitare il numero di vittime in caso che venga colpito.
di Nina Prenda
La polizia israeliana ha impedito al cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, e a padre Francesco Ielpo, custode della Terra Santa, di raggiungere la Chiesa del Santo Sepolcro per celebrare la Messa della Domenica delle Palme. Le ragioni: i missili iraniani su Gerusalemme e la mancanza di un rifugio sicuro in prossimità. Poi Netanyahu lo ha autorizzato. «A questo punto sono gli ebrei a essere discriminati – hanno sottolineato diversi israeliani – Nemmeno il Rabbino Capo di Israele può recarsi per Pesach al Muro del Pianto».
di Nathan Greppi
Nell’edizione aggiornata di un manuale destinato alle scuole superiori realizzato da Caracciolo e Adriano Roccucci, Oltre gli eventi. Processi storici e scenari geopolitici. Dalla Prima guerra mondiale a oggi (Mondadori), non pochi sono i paragrafi in cui Israele viene additato come colpevole del fallimento del processo di pace e in cui le reposnabilità dopo il 7 ottobre sono silenziate.
di Davide Cucciati
Un incontro su Zoom promosso da Volontari per l’Italia, Herut Italia e Nuova UDAI 10.0 ha riportato al centro una delle operazioni più celebri della Storia israeliana, nel segno del ricordo dell’eroismo di Yoni Netanyahu. Ospite della serata del 26 marzo il fratello Iddo Netanyahu, chiamato a ricostruire il blitz del luglio 1976.
di Anna Balestrieri
Le forze iraniane hanno colpito soprattutto il centro e il nord di Israele, costringendo milioni di persone a rifugiarsi nei bunker. Almeno nove persone sono rimaste ferite, alcune a causa dell’impatto diretto, altre per schegge o onde d’urto. Il bilancio si è tuttavia aggravato nelle ore successive: uno dei feriti a Nahariya, il giovane Uri Peretz, è deceduto, mentre un altro risulta in condizioni gravi.
di Pietro Baragiola
Scritto da Mark Rosenblatt e diretto da Nicholas Hytner, lo spettacolo riapre una delle pagine più controverse della carriera dello storico autore: le dichiarazioni antisemite legate alla sua recensione del 1983 sulla guerra in Libano. Al centro della scena troviamo Dahl, interpretato dall’attore americano John Lithgow, mentre viene messo sotto pressione dai suoi editori e chiamato a rispondere di parole che già all’epoca hanno suscitato una diffusa indignazione.
di Nathan Greppi
Negli ultimi giorni, è diventata virale su internet la storia secondo la quale soldati israeliani avrebbero torturato un bambino gazawi di poco più di un anno. Ma la notizia si è rivelata l’ennesima bufala, l’ennesima fake news costruita ad arte dai palestinesi, come migliaia nei due anni di guerra contro Hamas a Gaza
di Nina Prenda
“Vogliamo che la guerra in Medio Oriente finisca ora. Il mondo ne è stanco”, ha scritto il il Generale Muhoozi Kainerugaba, aggiungendo che qualsiasi discorso di distruggere o sconfiggere Israele porterà l’Uganda in guerra. “Dalla parte di Israele!” ha concluso.
di Pietro Baragiola
Un tesoro archeologico composto da decine di monete antiche risalenti fino a 2.000 anni fa è stato sequestrato lo scorso mese durante un controllo al checkpoint di Hizma, nel nord di Gerusalemme. “Stiamo parlando di un sospetto tentativo di contrabbando”
di Nina Prenda
Nella guerra invisibile digitale, il Grande Fratello iraniano si è rivolto contro la sua stessa leadership ed è diventato un dispositivo al servizio di Israele. È possibile che controllare di più significhi esporsi alle braccia del nemico? A Teheran sì.