Lindsey Graham

Lindsey Graham, il falco d’America che fece di Israele una causa personale

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
Per oltre trent’anni, prima alla Camera e poi al Senato, il repubblicano della Carolina del Sud era stato una delle presenze più riconoscibili della politica estera americana: interventista, atlantista, convinto che la potenza degli Stati Uniti dovesse manifestarsi attraverso alleanze solide, deterrenza militare e disponibilità all’uso della forza. Fra tutte le alleanze coltivate da Graham, quella con Israele occupò un posto particolare, quasi identitario.

Stabilimento della Volkswagen ad Osnabrück

Volkswagen: Qatar mette il veto su accordo con Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
A causa di una profonda crisi che sta affrontando, l’azienda automobilistica aveva siglato un accordo con la Rafael Advanced Defense Systems, per produrre componenti per i sistemi antimissile Iron Dome, potenzialmente salvando migliaia di posti di lavoro tedeschi nel sito di Osnabrück. Ma l’Autorità d’Investimento del Qatar, che possiede il 10,4% delle azioni della Volkswagen e controlla circa il 17% del suo diritto di voto, si è opposta all’accordo quando è emerso che l’azienda coinvolta era israeliana.

La pietra rovesciata che racconta una rivoluzione

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
A Tel ‘Eton, nel sud di Israele, dove una grande pietra eretta, un tempo forse oggetto di culto, è stata ritrovata coricata, spezzata e inglobata in una piattaforma successiva. Non una rovina qualunque, ma il possibile segno materiale di una frattura religiosa. Secondo gli archeologi guidati da Avraham Faust, dell’Università Bar-Ilan, quel monolite potrebbe essere collegato alle riforme attribuite al re Ezechia, sovrano di Giuda nell’VIII secolo a.C., ricordato dalla tradizione biblica per il tentativo di purificare il culto e accentrare l’adorazione a Gerusalemme.

Musulmani di New York lanciano una campagna anti-BDS in risposta a Mamdani

Mondo

di Michael Soncin
La coalizione “Unbreakable Bond” punta a raccogliere 500mila dollari da investire in obbligazioni israeliane, con l’obiettivo di promuovere la convivenza e contrastare il movimento per il boicottaggio di Israele. Secondo Drammeh, attivista musulmano filo-israeliano e tra i promotori dell’iniziativa, boicottare Israele finisce per danneggiare anche i palestinesi e gli arabi israeliani.

Napoli, il caso dell’e-mail “No Room for Genocide” a una turista israeliana. L’hotel Decumani nega

Italia

di Anna Balestrieri
Secondo quanto riportato dalla pagina, una turista israeliana avrebbe ricevuto, dopo aver prenotato una stanza nell’albergo napoletano, un’e-mail automatica nella quale la struttura dichiarava la propria adesione alla campagna “No Room for Genocide”, iniziativa legata all’area BDS Italia. Ma la struttura, contattata da Mosaico Bet Magazine, nega.

rapper iraniano Tony Mohraz

Il rap della diaspora che trasforma la guerra in protesta

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
La versione originale di Harbu Darbu, firmata dal duo hip-hop israeliano Ness e Stilla, fu pubblicata nel novembre 2023, in pieno trauma nazionale. Il brano venne accolto da una parte del pubblico israeliano come una forma di energia collettiva, una risposta musicale alla ferita del 7 ottobre.

Maryam Younes

Il Libano nel nuovo equilibrio mediorientale: la voce di Maryam Younnes tra memoria, pace e disincanto

Eventi

di Anna Balestrieri
L’incontro “Il Libano nel nuovo equilibrio mediorientale: tra Israele, Hezbollah e Iran”, promosso dall’Unione Associazioni Italia Israele il 7 luglio, ha avuto il merito di affrontare uno dei nodi più complessi dello scenario regionale con una voce non convenzionale: quella di Maryam Younnes, creatrice di contenuti culturali libanese-israeliana, esperta di media arabi e comunicazione digitale.

Haifa

Haifa al voto, tra nuova immigrazione russofona e incertezza araba

Israele

di Anna Balestrieri
La città, storicamente considerata un laboratorio di convivenza, oggi riflette alcune delle principali trasformazioni della società israeliana: l’arrivo di una nuova generazione di immigrati da Russia e Ucraina, il disagio crescente di molti cittadini arabi e la ridefinizione degli equilibri politici locali.