Aumentano gli attacchi informatici iraniani contro Israele

Mondo

di Nina Prenda
Secondo Yossi Karadi, direttore generale della Direzione nazionale israeliana per la cybersicurezza (INCD), nel giugno 2025, durante le operazioni militari israeliane contro l’Iran, le autorità israeliane hanno registrato circa 1.600 incidenti informatici ostili. Nello stesso mese del 2026 gli episodi sarebbero saliti a circa 4.800, quasi il triplo.

Beniamin Netanyahu

Israele e la crisi dell’immagine internazionale: «Serve una campagna globale per difendere legittimità e sicurezza»

Israele

di Nina Deutsch
Il diplomatico Akiva Tor, ex ambasciatore israeliano in Corea del Sud e responsabile del progetto dell’INSS dedicato al recupero dell’immagine internazionale di Israele, lancia l’allarme: la perdita di consenso internazionale non è più soltanto una questione di comunicazione, ma un problema che riguarda direttamente la sicurezza nazionale. Tra le proposte indicate, la creazione di fondi per la cooperazione tra università israeliane e occidentali e una campagna internazionale per affrontare le accuse rivolte a Israele nei tribunali internazionali.

Zohran Mamdani sindaco di New York

Mamdani non riconosce israele come “Stato ebraico”

Personaggi e Storie

di Maia Principe
Interrogato sul suo sostegno a Israele come Stato ebraico, così come definito nella Dichiarazione d’Indipendenza e nei documenti fondativi, Mamdani ha evitato di dare una risposta definitiva. “Sostengo lo Stato di Israele come Stato che garantisce pari diritti a tutti i suoi cittadini”, ha dichiarato ad ABC, aggiungendo però di non poter sostenere “uno Stato che privilegia una religione rispetto a un’altra”.

genocidio armeno

Israele riconosce il genocidio armeno

Israele

di Nina Prenda
“Una decisione storica: il governo israeliano ha approvato all’unanimità la proposta del ministro degli Esteri Gideon Saar di riconoscere il genocidio armeno”, ha detto il Ministero degli Affari Esteri. La decisione del gabinetto deve ancora essere ratificata dal parlamento. La Turchia ha duramente criticato il riconoscimento da parte di Israele del genocidio armeno, etichettandolo come una decisione “politica” per coprire i propri crimini.

Abelardo de la Espriella

La Colombia ha un nuovo presidente pro-Israele

Mondo

di Nina Prenda
Avvocato 47enne e outsider politico soprannominato “El Tigre” (“La Tigre”), de la Espriella aveva promesso durante la campagna elettorale di aprire un’ambasciata a Gerusalemme e di rinnovare un’alleanza strategica con Israele.

Israele, Libano e Stati Uniti firmano un accordo quadro: primi ritiri dell’IDF, ma la fascia di sicurezza resterà fino al disarmo di Hezbollah

Mondo

 di Anna Balestrieri
L’intesa, mediata dall’amministrazione americana, rappresenta il primo risultato concreto del dialogo trilaterale avviato in aprile con l’obiettivo di stabilizzare il confine settentrionale di Israele dopo mesi di guerra contro Hezbollah. Il ritiro israeliano interesserà tuttavia soltanto due aree situate oltre i confini originari della fascia di sicurezza istituita da Israele. La zona cuscinetto principale resterà invece sotto il controllo dell’IDF.

Bandiere di Siria e Libano

Sharaa esclude l’intervento della Siria in Libano

Mondo

di Nina Prenda
Sharaa ha inoltre precisato che Damasco sta esplorando possibili canali di cooperazione economica con Beirut, escludendo qualsiasi opzione militare. “La soluzione non passerà attraverso la guerra”, ha dichiarato, aggiungendo che il rafforzamento delle istituzioni libanesi rappresenta la via prioritaria per la stabilizzazione del Paese.

Da sinistra Andy Burnham e Keir Atarmer

Il dopo Starmer: Burnham sotto esame: Israele, Gaza e le preoccupazioni della comunità ebraica

Mondo

di Nina Deutsch
Per la comunità ebraica, la posta in gioco è alta: da un lato c’è la speranza che un premier con una storia di rapporti personali con le organizzazioni ebraiche dia priorità alla sicurezza e al dialogo; dall’altro c’è la paura che la prudenza, o l’ambiguità, su questioni cruciali si traduca in tutele politiche insufficienti, in un contesto in cui la polarizzazione sul conflitto mediorientale continua a incidere sulla vita pubblica.

Il nuovo gelato Honey & milk di Ben&Jerry's

“Milk & Honey”: il nuovo gelato di Ben & Jerry’s racconta la rinascita del sud di Israele

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Ciascun ingrediente del nuovo gelato è stato scelto per rappresentare un’area del sud di Israele colpita delle stragi di Hamas. Il latte e la panna, ad esempio, provengono dal caseificio del kibbutz Alumin, una delle località al confine con Gaza, mentre il miele arriva dagli alveari del kibbutz Yad Mordechai. Altri elementi caratteristici raccontano storie diverse ma legate al Paese.