di Anna Balestrieri
Israele intende utilizzare i colloqui per promuovere un piano graduale di disarmo di Hezbollah e discutere un possibile ampliamento delle relazioni politiche tra i due Paesi. Il Libano, invece, punta in primo luogo a ottenere un cessate il fuoco più stabile e il ritiro delle forze israeliane dal sud del Paese.
Israele
“Collaborate con noi”: l’Iran lancia una campagna di sms agli israeliani
di Nina Prenda
L’Iran ha inviato svariati messaggi a molti utenti di telefoni cellulari israeliani durante la notte di lunedì 11 maggio, invitandoli a collaborare con la propria intelligence, in quello che la Direzione Nazionale di Israele ha definito un tentativo di “creare panico”. Tra i messaggi in lingua ebraica c’erano notifiche che dicevano agli israeliani di contattare le ambasciate iraniane o fornire informazioni su siti sensibili contrassegnandoli su una mappa online.
Mattarella-Herzog, due telefonate in una: il richiamo italiano alla guerra permanente e l’allarme israeliano sull’antisemitismo
di Nina Deutsch
Il colloquio tra Sergio Mattarella e Isaac Herzog del 13 maggio, descritto dal Quirinale come “franco e aperto”, viene raccontato dai media in modo diverso sulle due sponde del Mediterraneo. In Italia emergono soprattutto la definizione di “inaccettabili” usata da Mattarella per gli attacchi contro il contingente Unifil e il timore di una “guerra permanente”; nella stampa israeliana e nei media ebraici prevalgono invece la preoccupazione per il clima anti-israeliano e l’allarme per la crescita dell’antisemitismo.
I tagli di Teva e l’ipocrisia della CGIL
di Nathan Greppi
Dopo il 7 ottobre 2023, la CGIL si è mobilitata contro l’operazione militare israeliana a Gaza e ha sostenuto il boicottaggio d’Israele e delle aziende israeliane. Oggi che il boicottaggio ha avuto successo e TEVA è costretta a licenziare per un calo della produzione, la CGIL scopre di avere danneggiato i lavoratori italiani e protesta contro TEVA
FC Barcellona si dissocia dal suo giocatore Lamine Yamal
di Maia Principe
Il giocatore aveva sventolato una bandiera palestinese durante una parata su un autobus scoperto, suscitando la reazione negativa della numerosa tifoseria della squadra in Israele e del Ministro della Difesa Israel Katz. “Il momento in questione non intendeva veicolare alcun messaggio politico da parte dell’FC Barcelona. Inoltre, rinunciamo a qualsiasi messaggio diretto contro qualsiasi comunità, stato o nazione”, si legge nella nota.
In Libano parlare di pace con Israele non è più un tabù assoluto: i talk show rompono il silenzio
di Anna Balestrieri
“Chi cerca la pace non è un criminale. Il vero criminale è chi cerca la guerra” ha detto un altro giornalista in una trasmissione tv. La possibilità stessa di discutere pubblicamente di pace con Israele rappresenta una trasformazione significativa nel discorso pubblico libanese, accelerata soprattutto dopo il 7 ottobre e la nuova escalation regionale.
Noam Bettan all’Eurovision: «Canto per Israele, la musica unisce»
di Anna Balestrieri
In un’intervista a Libero, Bettan chiede di «parlare di musica, non di politica». Descrivendo il proprio approccio artistico, spiega di voler arrivare sul palco europeo «nella versione più vera» di sé stesso, «la più vulnerabile», nella convinzione che solo così sia possibile creare «una connessione sincera e profonda con chi ascolta». Qui come si vota.
Il falso pinkwashing d’Israele e quello vero dell’Iran
di Nathan Greppi
Immagini di missili, droni e armi riverniciate di rosa, affiancate da donne che in alcuni casi avevano i capelli scoperti sono la nuova forma di propaganda con cui il regime della Repubblica Islamica cerca di ammorbidire l’immagine delle proprie attività belliche. Ma gli attivisti che accusano da anni Israele – unico Paese nell’area in cui l’omosessualità è legale almeno dal 1988 – di fronte a questo vero pinkwashing della Repubblica Islamica stanno in silenzio…
“Tutti hanno responsabilità, dal premier in giù”: le ammissioni di Netanyahu riguardo il 7 ottobre
di Pietro Baragiola
Nel corso dell’intervista alla CBS, Netanyahu viene incalzato sul fatto che quasi tutti i vertici della sicurezza israeliana hanno lasciato l’incarico o sono stati rimossi dopo il 7 ottobre, mentre lui è rimasto al potere. Durante il resto dell’intervista, utilizza il 7 ottobre come punto di partenza per rivendicare la strategia militare portata avanti da Israele negli ultimi due anni.
Dopo più di due anni, torna l’ambasciatore del Cile in Israele
di Nina Prenda
Il Cile aveva richiamato il suo ambasciatore meno di un mese dopo del 7 ottobre 2023, sotto il predecessore di sinistra di Kast, Gabriel Boric, accusando lo Stato ebraico di violazioni “inaccettabili” dei diritti umani nella guerra contro il gruppo terroristico. Ospitando Herzog giovedì 7 maggio, Kast ha anche detto che il Cile vuole aumentare la cooperazione con Israele in tutti i settori, tra cui agricoltura, salute, intelligenza artificiale, tecnologia e sicurezza.
Israele primo al mondo per l’uso dell’intelligenza artificiale
di Michael Soncin
L’intelligenza artificiale in Israele non è considerata uno strumento a sé stante, ma parte integrante dell’attività lavorativa quotidiana in molte aziende. L’impatto è facilmente misurabile: il 70% degli intervistati segnala un miglioramento della qualità dei risultati e il 40% afferma che l’IA ha ridotto significativamente il tempo necessario per completare le proprie mansioni














