di Anna Balestrieri
Il passaggio più delicato della seconda fase è la smilitarizzazione di Hamas e delle altre organizzazioni armate. In seguito alla treguaè aumentato sensibilmente il flusso di aiuti umanitaridiretti alla popolazione civile. Resta centrale per Israele il recupero del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano non ancora restituito, il sergente Ran Gvili.
Israele
Israele verso lo stop agli aiuti militari USA
di Davide Cucciati
Entro un decennio, Israele potrebbe rinunciare agli aiuti americani in ambito militare. Sarebbe una svolta storica perché l’attuale architettura dell’assistenza USA, consolidata dagli anni Ottanta nella forma contemporanea e codificata nell’accordo decennale firmato nel 2016 durante la presidenza di Obama, è un pilastro della sicurezza israeliana.
Israele, sperimentata chirurgia contro il disturbo ossessivo compulsivo grave
di Lia Mara
L’intervento si basa sulla stimolazione cerebrale profonda, utilizzata da oltre quindici anni per il Parkinson e più di recente per la depressione grave. A differenza del metodo convenzionale, sono stati impiantati quattro elettrodi in due diverse aree cerebrali anziché due in un’unica zona. Questi dispositivi, collegati a un pacemaker sottocutaneo, inviano impulsi elettrici per riequilibrare i circuiti neurali responsabili della regolazione emotiva e del controllo degli impulsi.
In Israele il 2025 è stato l’anno delle anomalie climatiche
di Lia Mara
Il report, curato dal responsabile dei Servizi Climatici del Servizio Meteorologico Nazionale Amos Porat, indica che il 2025 si è chiuso con una temperatura media di 1,1 gradi centrigradi superiore alla media storica. Un dato che certifica un trend ormai strutturato in ben quattordici degli ultimi quindici anni con temperature stabilmente sopra la media, in linea con un surriscaldamento che nell’area mediterranea procede a ritmi accelerati rispetto al resto del globo.
Antonio Scurati e l’antisemitismo dell’experimentum Crucis
di Gherush92, Comitato per i Diritti Umani – NES Noi Ebrei Socialisti
L’articolo di Antonio Scurati, pubblicato su la Repubblica segna un ulteriore salto di qualità nell’antisemitismo colto che oggi circola negli ambienti intellettuali occidentali. Non l’odio urlato, non l’insulto gridato, ma la costruzione “scientifica” di un’accusa teologica “sperimentata”, ripetibile, universale.
Tra evacuazioni silenziose e veti incrociati: la Russia ridisegna il suo ruolo in Medio Oriente
di Anna Balestrieri
La Russia ha avviato un’evacuazione accelerata del personale della propria ambasciata in Israele, organizzando tre voli in appena 24 ore. La rapidità e l’ampiezza dell’operazione suggeriscono un livello di allerta elevato, soprattutto se collocata nel contesto delle crescenti tensioni regionali e del ruolo ambiguo che Mosca sta tentando di giocare tra Israele, Iran e Siria.
Il settore tech israeliano chiude il 2025 con 15,6 miliardi di dollari di finanziamenti
di Francesco Paolo La Bionda
Il report racconta di un anno caratterizzato da un netto ritorno dei finanziamenti, insieme a un cambiamento sostanziale nel modo e nel luogo in cui i capitali sono stati impiegati: il numero di operazioni è infatti calato al minimo storico, indicando che gli investitori hanno preferito concentrare somme maggiori su un numero più ristretto di aziende.
Accordi Siria–Israele: intelligence condivisa, piste da sci, e normalizzazione senza riconoscimento
di Sofia Tranchina
È una forma di normalizzazione funzionale che salta la fase del riconoscimento reciproco e passa alla gestione pratica del territorio e della sicurezza. Non una “pace calda” degli Accordi di Abramo, ma configura un nuovo modello di condominio forzato, promosso sotto l’egida di Trump, in cui business, sicurezza e intelligence sostituiscono i trattati diplomatici formali.
Voice, Exit, Loyalty: la Diaspora e Israele
di Clotilde Calabi
La recrudescenza dell’antisemitismo in molte parti del mondo ha riportato al centro del dibattito il rapporto fra Israele e gli ebrei della Diaspora. In particolare, si ripropone con urgenza questa domanda: la Diaspora ha diritto ad essere protetta da Israele? E, simmetricamente, Israele ha un dovere di proteggerla?
“Il mondo deve ascoltare la voce degli iraniani”: l’appello di Ashkan Rostami dalla diaspora in Italia
di Davide Cucciati
Una crisi che investe non solo l’economia, ma tutti gli ambiti della società, e per questo oggi alle proteste partecipano tutti gli strati sociali. “La guerra di dodici giorni (contro Israele) è stata un colpo molto forte per il regime che cercava di presentarsi come invincibile e capace di difendere il Paese. Oggi quell’immagine è crollata”, spiega uno dei più autorevoli esponenti della diaspora iraniana in Italia -. E molti vorrebbero che Reza Pahlavi guidasse un governo di transizione”.
Rivolta in Iran: la crisi che trascende i confini e accende reazioni globali. Il piano di fuga di Khamenei
di Marina Gersony
Le proteste attuali segnano un passaggio critico di una crisi più ampia, coinvolgendo non solo Teheran ma Israele, le comunità ebraiche e l’opinione internazionale. Il piano dell’Ayatollah pronto a fuggire a Mosca se i disordini in Iran dovessero intensificarsi. Proteste ricorrenti e nuovo contesto. Dalla crisi economica al dissenso sociale
Amit Segal e tutto quello che avreste voluto sapere sulla politica israeliana e non avete mai osato chiedere
di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] Uno degli aforismi più citati di David Ben Gurion sosteneva (e anche auspicava) che “un giorno Israele sarà uno Stato normale: avrà i suoi ladri, le sue prostitute, i suoi corrotti e i suoi professori universitari”














