Il giornalista di MTV Libano Joe Maloouf

In Libano parlare di pace con Israele non è più un tabù assoluto: i talk show rompono il silenzio

Mondo

di Anna Balestrieri
“Chi cerca la pace non è un criminale. Il vero criminale è chi cerca la guerra” ha detto un altro giornalista in una trasmissione tv. La possibilità stessa di discutere pubblicamente di pace con Israele rappresenta una trasformazione significativa nel discorso pubblico libanese, accelerata soprattutto dopo il 7 ottobre e la nuova escalation regionale.

Noam bettan nel video della canzone Michelle

Noam Bettan all’Eurovision: «Canto per Israele, la musica unisce»

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
In un’intervista a Libero, Bettan chiede di «parlare di musica, non di politica». Descrivendo il proprio approccio artistico, spiega di voler arrivare sul palco europeo «nella versione più vera» di sé stesso, «la più vulnerabile», nella convinzione che solo così sia possibile creare «una connessione sincera e profonda con chi ascolta». Qui come si vota.

Il falso pinkwashing d’Israele e quello vero dell’Iran

Mondo

di Nathan Greppi
Immagini di missili, droni e armi riverniciate di rosa, affiancate da donne che in alcuni casi avevano i capelli scoperti sono la nuova forma di propaganda con cui il regime della Repubblica Islamica cerca di ammorbidire l’immagine delle proprie attività belliche. Ma gli attivisti che accusano da anni Israele – unico Paese nell’area in cui l’omosessualità è legale almeno dal 1988 – di fornte a questo vero pinkwashing della Repubblica Islamica stanno in silenzio…

Beniamin Netanyahu durante l'intervista alla CBS

“Tutti hanno responsabilità, dal premier in giù”: le ammissioni di Netanyahu riguardo il 7 ottobre

Israele

di Pietro Baragiola
Nel corso dell’intervista alla CBS, Netanyahu viene incalzato sul fatto che quasi tutti i vertici della sicurezza israeliana hanno lasciato l’incarico o sono stati rimossi dopo il 7 ottobre, mentre lui è rimasto al potere. Durante il resto dell’intervista, utilizza il 7 ottobre come punto di partenza per rivendicare la strategia militare portata avanti da Israele negli ultimi due anni.

José Antonio Kast e Isaac Herzog

Dopo più di due anni, torna l’ambasciatore del Cile in Israele

Mondo

di Nina Prenda
Il Cile aveva richiamato il suo ambasciatore meno di un mese dopo del 7 ottobre 2023, sotto il predecessore di sinistra di Kast, Gabriel Boric, accusando lo Stato ebraico di violazioni “inaccettabili” dei diritti umani nella guerra contro il gruppo terroristico. Ospitando Herzog giovedì 7 maggio, Kast ha anche detto che il Cile vuole aumentare la cooperazione con Israele in tutti i settori, tra cui agricoltura, salute, intelligenza artificiale, tecnologia e sicurezza.

Israele primo al mondo per l’uso dell’intelligenza artificiale

Tecnologia

di Michael Soncin
L’intelligenza artificiale in Israele non è considerata uno strumento a sé stante, ma parte integrante dell’attività lavorativa quotidiana in molte aziende. L’impatto è facilmente misurabile: il 70% degli intervistati segnala un miglioramento della qualità dei risultati e il 40% afferma che l’IA ha ridotto significativamente il tempo necessario per completare le proprie mansioni

7° Brigata dell'esercito israeliano nel sud del Libano nel gennaio 2025 (fonte IDF)

Nuova escalation al confine nord: un riservista israeliano ucciso da un drone di Hezbollah

Mondo
di Anna Balestrieri 
La fragile tregua tra Israele e Hezbollah continua a sgretolarsi. Nella giornata di domenica 10 maggio, un attacco con droni esplosivi lanciati dal Libano meridionale ha causato la morte di un riservista israeliano nel nord di Israele, mentre il governo libanese apre, almeno formalmente, alla possibilità di una futura pace con Israele — ma solo a precise condizioni politiche e territoriali.
La moglie di Zohran Mamdani, Rama Duwaji, con la Miss Israele Melanie Shiraz

La moglie di Zohran Mamdani incontra Miss Israele in un bar. Ma si allontana quando capisce chi è

Personaggi e Storie

di Maia Principe
Duwaji ha un passato di attività estremista sui social media contro Israele. In vecchi post, aveva anche condiviso immagini che elogiavano le terroriste palestinesi che avevano partecipato a dirottamenti aerei e attentati negli anni ’60 e nei primi anni ’70. E più recentemente ha fornito un’illustrazione per un saggio di un autore che ha descritto l’attacco del 7 ottobre come “spettacolare”, definito gli israeliani ebrei “demoni senza radici e senza anima” e attaccato gli ebrei americani.

Quando gli influencer veicolano preconcetti su ebrei e Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Influencer da centinaia di migliaia di follower ogni giorno condividono contenuti fatti di parzialità e disinformazione, plasmando però così le opinioni dei giovani che si informano attraverso le loro piattaforme. Giopizzi, Lorenzo Tosa e altri come loro credono di essere delle voci fuori dal coro. In realtà, sono solo gli eredi di una cattiva tradizione.

La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo

Israele

di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.