José Antonio Kast e Isaac Herzog

Dopo più di due anni, torna l’ambasciatore del Cile in Israele

Mondo

di Nina Prenda
Il Cile aveva richiamato il suo ambasciatore meno di un mese dopo del 7 ottobre 2023, sotto il predecessore di sinistra di Kast, Gabriel Boric, accusando lo Stato ebraico di violazioni “inaccettabili” dei diritti umani nella guerra contro il gruppo terroristico. Ospitando Herzog giovedì 7 maggio, Kast ha anche detto che il Cile vuole aumentare la cooperazione con Israele in tutti i settori, tra cui agricoltura, salute, intelligenza artificiale, tecnologia e sicurezza.

Israele primo al mondo per l’uso dell’intelligenza artificiale

Tecnologia

di Michael Soncin
L’intelligenza artificiale in Israele non è considerata uno strumento a sé stante, ma parte integrante dell’attività lavorativa quotidiana in molte aziende. L’impatto è facilmente misurabile: il 70% degli intervistati segnala un miglioramento della qualità dei risultati e il 40% afferma che l’IA ha ridotto significativamente il tempo necessario per completare le proprie mansioni

7° Brigata dell'esercito israeliano nel sud del Libano nel gennaio 2025 (fonte IDF)

Nuova escalation al confine nord: un riservista israeliano ucciso da un drone di Hezbollah

Mondo
di Anna Balestrieri 
La fragile tregua tra Israele e Hezbollah continua a sgretolarsi. Nella giornata di domenica 10 maggio, un attacco con droni esplosivi lanciati dal Libano meridionale ha causato la morte di un riservista israeliano nel nord di Israele, mentre il governo libanese apre, almeno formalmente, alla possibilità di una futura pace con Israele — ma solo a precise condizioni politiche e territoriali.
La moglie di Zohran Mamdani, Rama Duwaji, con la Miss Israele Melanie Shiraz

La moglie di Zohran Mamdani incontra Miss Israele in un bar. Ma si allontana quando capisce chi è

Personaggi e Storie

di Maia Principe
Duwaji ha un passato di attività estremista sui social media contro Israele. In vecchi post, aveva anche condiviso immagini che elogiavano le terroriste palestinesi che avevano partecipato a dirottamenti aerei e attentati negli anni ’60 e nei primi anni ’70. E più recentemente ha fornito un’illustrazione per un saggio di un autore che ha descritto l’attacco del 7 ottobre come “spettacolare”, definito gli israeliani ebrei “demoni senza radici e senza anima” e attaccato gli ebrei americani.

Quando gli influencer veicolano preconcetti su ebrei e Israele

Personaggi e Storie

di Nathan Greppi
Influencer da centinaia di migliaia di follower ogni giorno condividono contenuti fatti di parzialità e disinformazione, plasmando però così le opinioni dei giovani che si informano attraverso le loro piattaforme. Giopizzi, Lorenzo Tosa e altri come loro credono di essere delle voci fuori dal coro. In realtà, sono solo gli eredi di una cattiva tradizione.

La guerra parallela e invisibile delle fake news: Israele investe 730 milioni per riconquistare il mondo

Israele

di Nina Deutsch
Dalla crisi d’immagine negli Stati Uniti all’offensiva sui social, il governo israeliano trasforma la comunicazione in un fronte strategico. Budget record per influencer, campagne e media monitoring. Tra esperti che avvertono «potrebbe essere troppo tardi» e altri che ne sollecitano la necessità, proseguono le proteste globali e la disinformazione virale, mentre il divario tra diplomazia e percezione popolare continua ad allargarsi.

piante in uno spazioe chiuso

Aria indoor, gli israeliani sviluppano modi per prevenire l’inquinamento atmosferico interno

Tecnologia

di Nina Prenda
Un gruppo di ricercatori dell’Università Ebraica di Gerusalemme ha sviluppato VertINGreen, una piattaforma che integra intelligenza artificiale, telerilevamento e dati fisiologici delle piante. Alla base c’è un vasto database costruito su quasi 2.000 misurazioni del comportamento delle piante da interno, dall’assorbimento di anidride carbonica alla traspirazione in diverse condizioni ambientali.

Gaza e Cisgiordania, due opinioni pubbliche diverse

Mondo

di Davide Cucciati
Il dato più rilevante riguarda infatti le preferenze sul futuro del conflitto. Il 59% dei palestinesi indica la soluzione a due Stati come opzione preferita, in aumento rispetto al 2023. Il sostegno è più alto a Gaza, dove raggiunge il 64%, contro il 56% in Cisgiordania. Un risultato che contraddice l’idea di una radicalizzazione uniforme dopo la guerra, pur senza implicare automaticamente un’apertura alla normalizzazione con Israele.

Bandiera di Israele dalla cover del libro di Carlo Panella

La necessità d’Israele per Occidente, mondo arabo e iraniani

Libri

di Nathan Greppi
L’ultimo libro del giornalista Carlo Panella, “Israele, lo Stato necessario” ricorda che anche i paesi arabi, pur cercando di mantenere le apparenze con le masse ostili al loro interno, hanno di fatto intrapreso una strada che porta all’accettazione d’Israele, divenuto un alleato strategico. Critica l’ostinazione della comunità internazionale sulla soluzione dei due Stati, sottolineando il fatto che uno Stato palestinese governato da Hamas potrebbe usare la Cisgiordania come rampa di lancio per dare il via a un nuovo 7 ottobre.