di Anna Balestrieri
Secondo i dati parziali della Commissione elettorale centrale, con l’84,5% delle schede conteggiate il blocco di destra e dei partiti religiosi che sostiene Benjamin Netanyahu è accreditato di 54 seggi, sette in meno dei 61 necessari per governare. Il fronte guidato da Gadi Eisenkot si attesta a 49 seggi, mentre la Lista comune araba e Ra’am ottengono complessivamente 17 seggi.
Israele
Dal dolore alla ricostruzione: viaggio nel sud ferito, che guarda avanti
TEL AVIV, dalla nostra inviata Ilaria Myr
Durante la missione 2026 in Israele organizzata dal Keren Hayesod Italia, i partecipanti hanno visitato il sito del festival Nova, accompagnati da chi si è subito recato sul luogo del massacro, e altri luoghi in cui la vita è ricominciata, nonostante la sofferenza. Come gli anemoni rossi, che ogni anno, fra febbraio e marzo, fioriscono spontaneamente nell’arsura del deserto del Negev.
Serbia: aggressione all’Ambasciata israeliana di Belgrafo. Ucciso l’assalitore
di Maia Principe
Il ministro degli Interni serbo Ivica Dacic ha dichiarato che si ritiene che l’aggressore sia un minorenne la cui identità non è stata ancora accertata. Secondo Dacic, l’aggressore ha gridato “Allah Akbar” prima di avventarsi contro l’agente con due coltelli. L’agente ha risposto al fuoco, uccidendo l’aggressore, e ha riportato lievi ferite durante lo scontro.
Elezioni in Israele: com’è andata?
ASSOCIAZIONE ITALIA ISRAELE DI MILANO PRESENTA
GIOVEDÌ 29 OTTOBRE 2026 – H 20:15 (H 21:15 ISRAELE)
VOCI DA ISRAELE- ELEZIONI IN ISRAELE: COME È ANDATA?
Quando vincere non basta: quattro scenari per il dopo voto in Israele
di David Zebuloni
Il numero magico è 61: la maggioranza dei seggi alla Knesset. Quale coalizione lo raggiungerà? Qui quattro possibili scenari post elezioni.
Lula e gli ebrei brasiliani, dal dialogo alla frattura: vent’anni di rapporti sempre più difficili
Israele, Iran, Usa e Italia: un’analisi del contesto geopolitico attuale
TEL AVIV – dalla nostra inviata Ilaria Myr
Il futuro della guerra in Iran, i rapporti fra Israele e Usa. Ma anche il ruolo degli altri attori del Medio Oriente e le imminenti elezioni politiche in Israele. Di questo hanno parlato, Tamir Hayman, Direttore Esecutivo dell’Istituto per gli Studi sulla Sicurezza Nazionale (INSS), e l’Ambasciatore italiano in Israele Luca Ferrari l’11 ottobre scorso durante la prima cena della missione in Israele del Keren Hayesod.
Sánchez, il fronte europeo e la pressione su Israele
di Anna Balestrieri
Pedro Sánchez punta a trasformare la frattura con Israele in una linea di politica estera e in un terreno sul quale contendere all’asse franco-tedesco la definizione della postura europea in Medio Oriente. La sua strategia combina riconoscimento della Palestina, pressione economica, iniziative giudiziarie internazionali e mobilitazione diplomatica. Non è soltanto una condanna della guerra di Gaza: è il tentativo di tradurre una posizione politica in strumenti capaci di restringere i margini d’azione israeliani e di costruire attorno a Madrid un fronte internazionale.
Israele nuovo partner del Forum delle Isole del Pacifico
di Nina Prenda
Prima dell’ammissione di Israele, il Forum contava 21 partner di dialogo, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Unione europea. Si tratta di Paesi e organizzazioni esterni alla regione del Pacifico blu che intrattengono rapporti significativi con le isole e contribuiscono alle iniziative e alle discussioni sulla sicurezza e sullo sviluppo regionale, secondo quanto riportato sul sito ufficiale del PIF.
Dopo le stragi in Siria, sempre più drusi del Golan scelgono la cittadinanza israeliana
di Davide Cucciati
Il fenomeno è documentato dai dati del ministero dell’Interno israeliano: nel 2025, nei quattro principali centri drusi del Golan, sono state registrate 3.750 richieste di naturalizzazione, contro le 570 dell’anno precedente. Nella sola Buq’ata il numero è passato da 107 a 1.194, oltre dieci volte tanto. Una crescita che permette di misurare quanto rapidamente stia cambiando il rapporto della popolazione locale con lo Stato israeliano.
Amanpour, l’addio alla CNN e le accuse di una narrazione sbilanciata su Israele
di Nina Deutsch
Dopo oltre quarant’anni di carriera, la giornalista lascia la CNN con una reputazione divisa. Per i critici, la sua copertura del Medio Oriente ha spesso privilegiato la prospettiva palestinese, trascurando le ragioni della sicurezza israeliana e incorrendo in imprecisioni controverse. Dal caso della famiglia Dee al paragone tra Marwan Barghouti e Nelson Mandela, fino alle polemiche sugli ostaggi israeliani e sulla guerra di Gaza, gli episodi che alimentano in questi giorni il dibattito sulla sua imparzialità.
La Malesia vieta ai dipendenti pubblici di utilizzare l’app Waze di fabbricazione israeliana
di Nina Prenda
Il governo malese non ha fornito ulteriori dettagli sul motivo per cui ai dipendenti pubblici è stato vietato di utilizzare Waze, che fornisce informazioni sul traffico in tempo reale. Non ha detto come il divieto sarebbe stato applicato o monitorato. Ma il governo ha detto che “le informazioni governative sensibili e i dati personali dei cittadini devono essere protetti dallo sfruttamento da parte del regime israeliano in un modo che potrebbe compromettere la sicurezza nazionale e la sovranità”.














