di Pietro Baragiola
Con una narrazione costruita intorno a sport, memoria e storia del Novecento attraverso una sequenza di ricordi che emergono in acqua, il cortometraggio ripercorre passo dopo passo la vita di Nakache: dalle origini ad Algeri, alla partecipazione alle Olimpiadi di Berlino, fino alla deportazione ad Auschwitz e al suo ritorno nel mondo dello sport nel dopoguerra.
Auschwitz
«Un tango ad Auschwitz»: evento in diretta su zoom domenica 15 febbraio da Kesher
Domenica 15 febbraio alle ore 17.00: «Un tango ad Auschwitz: Resilienza e musica nel tango ebraico tra Buenos Aires e Varsavia». A cura di Gianni Morelenbaum. Evento online gratuito, aperto liberamente a tutti.
Lo shock del 7 ottobre in letteratura: le voci di Aviv Hajaj, Yam Glass e Daniel Gilboa
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Nel saggio di Theodor Adorno “Kulturkritik und Gesellschaft” (“Critica della cultura e società”) pubblicato nel 1949 si trova la frase spesso citata: “Scrivere un poema dopo Auschwitz sarebbe barbaro”. Ora lo shock del 7 ottobre e della guerra che questa tragedia ha scatenato viene talvolta chiamato shoah “cataclisma”
A Birkenau, sulle tracce di vite interrotte (e, in lontananza, un leone ruggisce “mai più”)
Le voci dei partecipanti
La Judenrampe è defilata, lontana, in mezzo a villette, fango e stradine di campagna: la pioggia battente rende tutto desolato e severamente oscuro, gli ombrelli si toccano, il gruppo ondeggia, incespica, si urta, apre un varco affannato nella coscienza del proprio passato individuale: la Storia davanti ai propri occhi, spietatamente imperturbabile ci guarda da vicino, dal binario della rampa degli ebrei
Memoria, etica e autodifesa: dalla barbarie dei medici nazisti al 7 ottobre
di Luciano Bassani
La scienza, se privata dell’etica, può diventare uno strumento di distruzione. La medicina, nata per curare, si trasforma in apparato di tortura quando perde il legame con il rispetto della dignità umana
Addio a Helena Weinrauch, l’angelo che danzava dopo Auschwitz
di Marina Gersony
Testimone lucida e coraggiosa della Shoah, è morta a 100 anni. La sua voce è più necessaria che mai, in un tempo in cui l’antisemitismo rialza la testa.
“È fondamentale mantenere una presenza ebraica in questo luogo”: la storia di Hila Weisz-Gut, l’unica ebrea residente a Oświęcim
di Pietro Baragiola
Nata in Israele, Weisz-Gut si è trasferita a Oświęcim nel 2023 per raggiungere il suo fidanzato polacco, conosciuto durante un viaggio di istruzione. Da allora la vita della giovane donna ha attirato l’attenzione dei giornalisti di tutto il mondo per essere l’unica residente ebrea della città che ancora oggi simboleggia il genocidio ebraico compiuto dai nazisti. Diversi membri della sua famiglia sono stati uccisi proprio nel campo di Auschwitz e solo sua nonna è sopravvissuta.
“La memoria guida”: leader mondiali e sopravvissuti si riuniscono al memoriale di Auschwitz-Birkenau per l’80° anniversario della liberazione del campo
di Pietro Baragiola
Ad aprire l’evento sotto un enorme tendone allestito intorno al cancello di Auschwitz-Birkenau sono stati quattro sopravvissuti che hanno deciso di condividere le proprie testimonianze dirette, mettendo in guardia sull’ondata crescente di antisemitismo nel mondo moderno. Molti i leader mondiali presenti. Della comunità ebraica di Milano c’era Milo Hasbani, vicepresidente Ucei.
Ottant’anni fa la liberazione di Auschwitz, Claims conference lancia la campagna digitale “Sono sopravvissuto ad Auschwitz, ricordatevi questo”
Giorno della Memoria: due libri per ragazzi
di Nathan Greppi
In occasione del 27 gennaio, segnaliamo due libri di recente pubblicazione destinati ai ragazzi dai 12 anni: uno dedicato alle Pietre d’Inciampo, e l’altro alle storie di internati di Auschwitz.
Re Carlo III parteciperà all’80° anniversario della liberazione di Auschwitz: “sarà il primo monarca britannico a visitare il campo di sterminio”
di Pietro Baragiola
Il ritorno in Polonia per assistere a questa nuova cerimonia di commemorazione segna un importante evento storico in quanto renderà Carlo il primo Re britannico ad aver visitato Auschwitz. La defunta Regina Elisabetta, infatti, non si è mai recata personalmente in questo sito storico, scegliendo invece di visitare Bergen-Belsen durante il suo ultimo viaggio all’estero nel 2005.
La famiglia di Alberto, amico di Primo
di Anna Balestrieri
Nel buio di Auschwitz Monowitz, dove ogni traccia di umanità appare perduta, “Alberto non è diventato un tristo. Ho sempre visto, e ancora vedo in lui, la rara figura dell’uomo forte e mite”. Qui la storia della sua famiglia.














