Auschwitz

Auschwitz-Birkenau

Sopravvivere dopo Auschwitz: memoria, immagini e responsabilità in una mostra a Tolosa

Personaggi e Storie

di Anna Balestrieri
La mostra, aperta dal 3 luglio al 31 ottobre, si inserisce nel filone più recente degli studi sulla Shoah che privilegia le microstorie e le esperienze individuali, senza rinunciare alla consapevolezza della dimensione sistemica dello sterminio. L’attenzione ai dettagli biografici, ai nomi, alle traiettorie personali non è un esercizio di empatia fine a sé stesso, ma una forma di resistenza alla massificazione della memoria.

“Papillon”: il corto animato sull’atleta olimpico sopravvissuto ad Auschwitz è in corsa agli Oscar 2026

Spettacolo

di Pietro Baragiola
Con una narrazione costruita intorno a sport, memoria e storia del Novecento attraverso una sequenza di ricordi che emergono in acqua, il cortometraggio ripercorre passo dopo passo la vita di Nakache: dalle origini ad Algeri, alla partecipazione alle Olimpiadi di Berlino, fino alla deportazione ad Auschwitz e al suo ritorno nel mondo dello sport nel dopoguerra.

memoriale per le vittime del festival Nova (Foto: ©Nathan Greppi)

Lo shock del 7 ottobre in letteratura: le voci di Aviv Hajaj, Yam Glass e Daniel Gilboa

Libri

di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Nel saggio di Theodor Adorno “Kulturkritik und Gesellschaft” (“Critica della cultura e società”) pubblicato nel 1949 si trova la frase spesso citata: “Scrivere un poema dopo Auschwitz sarebbe barbaro”. Ora lo shock del 7 ottobre e della guerra che questa tragedia ha scatenato viene talvolta chiamato shoah “cataclisma”

A Birkenau, sulle tracce di vite interrotte (e, in lontananza, un leone ruggisce “mai più”)

Viaggi

Le voci dei partecipanti
La Judenrampe è defilata, lontana, in mezzo a villette, fango e stradine di campagna: la pioggia battente rende tutto desolato e severamente oscuro, gli ombrelli si toccano, il gruppo ondeggia, incespica, si urta, apre un varco affannato nella coscienza del proprio passato individuale: la Storia davanti ai propri occhi, spietatamente imperturbabile ci guarda da vicino, dal binario della rampa degli ebrei

“È fondamentale mantenere una presenza ebraica in questo luogo”: la storia di Hila Weisz-Gut, l’unica ebrea residente a Oświęcim

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Nata in Israele, Weisz-Gut si è trasferita a Oświęcim nel 2023 per raggiungere il suo fidanzato polacco, conosciuto durante un viaggio di istruzione. Da allora la vita della giovane donna ha attirato l’attenzione dei giornalisti di tutto il mondo per essere l’unica residente ebrea della città che ancora oggi simboleggia il genocidio ebraico compiuto dai nazisti. Diversi membri della sua famiglia sono stati uccisi proprio nel campo di Auschwitz e solo sua nonna è sopravvissuta.

“La memoria guida”: leader mondiali e sopravvissuti si riuniscono al memoriale di Auschwitz-Birkenau per l’80° anniversario della liberazione del campo

Mondo

di Pietro Baragiola
Ad aprire l’evento sotto un enorme tendone allestito intorno al cancello di Auschwitz-Birkenau sono stati quattro sopravvissuti che hanno deciso di condividere le proprie testimonianze dirette, mettendo in guardia sull’ondata crescente di antisemitismo nel mondo moderno. Molti i leader mondiali presenti. Della comunità ebraica di Milano c’era Milo Hasbani, vicepresidente Ucei.