“Noi arabi israeliani dovremmo condannare con forza l’ISIS”

isisRiportiamo un interessante articolo pubblicato da Ynetnews e tradotto da Israele.net di Bushra Halaila, un’araba israeliana.

“Le attività della “Stato Islamico” (ISIS) nella società araba israeliana non sono visibili. L’opinione corrente è che si tratti di un fenomeno marginale che riguarda poche decine di giovani che sono andati oltre i limiti e si sono recati all’estero per unirsi al gruppo jihadista.

Ma qualcuno si è mai chiesto cosa abbia spinto questi giovani ad aderire all’organizzazione estremista nota come ISIS? E i leader della comunità araba in Israele si sono forse interessati a questo fenomeno, cercando di fermarne la propagazione? 

Se guardassimo al background di questi giovani vedremmo che si possono suddividere in vari gruppi: alcuni sono universitari che hanno studiato o studiano tutt’ora all’estero, alcuni sono disoccupati, altri provengono da ambienti caratterizzati da un’ideologia religiosa estremista. Tutti sembrano essere stati infettati dal virus chiamato ISIS, che ha contagiato molti giovani in tutto il mondo compresi dei cristiani che hanno aderito all’organizzazione dopo essersi convertiti all’islam. 

Il pericolo è che questo fenomeno, se dovesse diffondersi nella società araba israeliana, infliggerebbe danni irreversibili all’intera comunità. Le relazioni tra ebrei e arabi dopo l’operazione “Margine protettivo” a Gaza sono già abbastanza cupe. L’economia del settore arabo deve ancora riprendersi dal fatto che la popolazione ebraica ha quasi smesso di andare a fare shopping nei villaggi arabi a causa della rabbia per il sostegno dell’opinione pubblica araba alla striscia di Gaza. L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo momento è di essere dipinti come sostenitori dell’ISIS. E’ vero che la maggior parte della popolazione araba in Israele è musulmana, ma l’islam in cui crediamo è un islam moderato che sostiene la convivenza e il dialogo con i membri di tutte le altre religioni. Inoltre, vivono in pace fra noi anche membri della religione cristiana che invece l’ISIS considera eretici. Noi cerchiamo di convivere con gli ebrei del paese, nonostante le divergenze politiche sulla necessità di stabilire uno stato palestinese indipendente accanto a Israele.  

La maggioranza dell’opinione pubblica araba in Israele non crede che la decapitazione di persone innocenti solo a causa della loro origine etnica o della loro religione possa contribuire alla pace nel mondo. Si tratta anzi di un atto brutale che non rappresenta il vero islam. Noi arabi d’Israele siamo fieri musulmani, mentre tali azioni sono una vergogna e causano danni alla religione dell’islam. 

Noi chiediamo piena parità di diritti in Israele e una completa integrazione nella società, insieme con i cristiani, gli ebrei, i drusi e i circassi: noi non vogliamo distruggere lo stato di Israele per sostituirlo con un califfato islamico come vorrebbe l’ISIS. 

Purtroppo i rappresentanti dei partiti arabi e la dirigenza locale finora hanno ignorato il pericoloso fenomeno, dimostrando assoluta indifferenza. Hanno preferito nascondere la testa sotto la sabbia, abusando in tal modo della loro posizione pubblica. Hanno preferito continuare a difendere i loro interessi e tirare avanti. Non abbiamo visto alcuna leadership da parte loro, nessuna visione, nessuna condanna di un fenomeno che sta causando tanti danni all’islam e alla società araba in Israele. 

E poi, sembra che davvero non vi siano limiti alla fantasia orientale. Alcuni di questi leader sono giunti ad affermare ai loro sodali che le attività dell’ISIS sono state fondate e finanziate da Israele e Stati Uniti. 

I leader della comunità araba d’Israele dovrebbero prendere posizione con forza e apertamente contro il fenomeno dei molti giovani arabi israeliani che aderiscono all’ISIS, dovrebbero avviare estese attività tra i giovani, nelle scuole, nelle università e nelle comunità, in piena collaborazione coi membri dei consigli locali e municipali, con l’obiettivo di evitare che gli adolescenti facciano l’errore di prendere le parti dell’ISIS o di aderire a quell’organizzazione. I capi dei clan dovrebbero adoperarsi all’interno del rispettivi clan per spiegare ai giovani l’essenza del vero islam. Tale attività dimostrerebbe sia ai cristiani che ai musulmani che i musulmani in Israele perseguono la pace e la convivenza, e rispettano i membri di tutte le altre religioni senza rinunciare ai principi del vero islam. 

Ogni rinvio e ogni tentativo di mettere da parte la questione non faranno che danneggiarci. Il fenomeno potrebbe espandersi e diffondersi, e noi dobbiamo evitare a tutti i costi che ciò accada affinché non si ritorca contro di noi e la nostra gioventù”.