Libri/ Andrè Schwarz-Bart e “La stella del mattino”.

Libri

di Roberto Zadik

Famoso  per  il suo libro “L’ultimo dei giusti”, per il quale nel 1959 ricevette l premio Gouncourt, il nome di Andrè Schwartz-Bart, acclamato scrittore francese scomparso a 78 anni nel 2006, riemerge con un’opera inedita di grande fascino. Già dal titolo “La stella del mattino” (Guanda, € 17,50),  attira da subito l’attenzione del lettore e lo trasporta in un intreccio in bilico fra narrazione e memoria storica, fra saga famigliare e fiaba.

La storia inizia in una galassia sperduta nello spazio dove un uomo  ripercorre le vicende di un pianeta, che in futuro tutti conosceranno come Israele,  e a ritroso nella memoria prende il via il suo racconto. Si comincia da un villaggio polacco ottocentesco, Podhoretz per arrivare all’Olocausto, che con le sue barbarie sterminerà un’intera famiglia. A concludere il tutto ci sarà l’ultimo dei discendenti  coi suoi tormenti sopravvissuto alla Shoah e alla morte dei  genitori, in cerca della propria strada.

Personaggio centrale  del testo è Haim Yaacov,  ciabattino, musicista e rabbino, capace con la propria abilità di violinista itinerante di incantare amici, parenti e vicini che si radunano ogni giorno attorno a lui per ascoltare le sue prodigiose esibizioni. E questo è solo l’inizio. Seguendo il filo narrativo di questa avvincente e a tratti spiritosa rievocazione, un secolo dopo tocca a Haim Schuster, lontano parente di Yaacov, in fuga dai nazisti che si arrenderà dopo vari inseguimenti, e verrà deportato ad Auschwitz assieme a tutti gli ebrei della propria città natale, Varsavia.

Commovente, ironico e efficace il romanzo di Schwartz-Bart scorre in tutta la propria originalità raccontando in maniera insolita la quotidianità della Polonia a cavallo fra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento.

Il testo dunque, mischiando emozioni, eventi storici e descrizioni psicologiche, è un’ulteriore prova del talento di Schwart-Bart che appare negli scaffali delle librerie dopo anni di oblio, pronto ad intrattenere lettori di tutte le generazioni. Autore profondo e nostalgico, Andrè Schwartz-Bart , visse un’esistenza complessa. Nato in Francia, a Metz, rimase orfano a soli 16 anni, a causa della deportazione, avvenuta nel 1941, di entrambi i suoi genitori polacchi, la sua vicenda ricorda quella del regista Roman Polanski, alternò continuamente gioie e dolori per tutta la sua vita. Pur essendo di nazionalità francese, parlava correntemente yiddish e lentamente imparò la lingua della sua patria, coltivando dentro di sé un senso di sradicamento, e di angoscia che sono fra i temi portanti delle sue opere premiate con prestigiosi riconoscimenti, come il Jerusalem Prize del 1967.

André Schwartz-Bart, La stella del mattino, Guanda 2011, pp 235, € 17,50.

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