Il Diario di Anne Frank

Il Time inserisce Il Diario di Anne Frank fra i 100 migliori libri di tutti i tempi

Libri

di Michael Soncin
È una delle voci più note nel panorama mondiale, capace di raccontare come pochi altri le nefandezze della Shoah. Una singola testimonianza che parla per milioni di persone, col tentativo di supplire verso coloro che non hanno potuto fare lo stesso. È il Diario di Anne Frank, “un libro che non dovrebbe esistere”, inserito dal TIME nella lista tra i 100 migliori libri per adolescenti di sempre

Un libro che non dovrebbe esistere perché Anne, una giovane ragazzina ebrea originaria di Francoforte, tesse le pagine del celebre diario, mentre si trova nel nascondiglio situato nel retro dell’impresa di famiglia ad Amsterdam, città nella quale i Frank decidono di trasferirsi, durante i tempi bui della Germania di Hitler. Quando i nazisti scoprono il loro rifugio, Anne stava ancora scrivendo le pagine del suo diario. Il prezioso documento venne messo al sicuro grazie alle mani dei loro aiutanti che salvarono le carte prima che le SS ordinassero di svuotare l’abitazione.

“Tradotto in 70 lingue, oltre 30 milioni di copie vendute in tutto il globo. Un manoscritto che è anche un miracolo, poiché è un documento in grado di narrare le incalcolabili atrocità dell’Olocausto in termini comprensibili anche ai bambini più piccoli di quanto lo fosse Anne mentre lo stava scrivendo”, si legge dal settimanale statunitense. Ed è questo uno dei motivi che lo annovera tra i migliori libri di sempre per i più giovani.

La classifica comprende 100 libri in ordine cronologico a partire dal 1800 fino ai giorni nostri a cura di una giuria di esperti. Una scelta dei “più avvincenti, illuminanti ed influenti”, per niente ovvia: si inizia con Piccole Donne del 1868 e poi oltre al libro di Frank, incontriamo nel 1951 Il giovane Holden di J.D. Salinger; ma proseguendo quasi il 75% dei libri inseriti sono stati scritti negli ultimi vent’anni, a partire dagli anni 2000, e quest’ultimi non rientrano – ancora – nel panorama collettivo dei classici, tantomeno dei grandi classici. 

Il Diario di Anne Frank

Tornando ad Anne, il noto diario con lucchetto le viene regalato per il tredicesimo compleanno. Il suo sogno era di diventare una scrittrice o una giornalista, ed è così che durante il nascondimento dalle persecuzioni antisemite, inizia a raccontare di quegli anni trascorsi in soffitta. Un’incitazione che venne anche quando ascoltò alla radio il ministro dell’istruzione olandese che dall’Inghilterra aveva lanciato un appello chiedendo di conservare gli scritti degli anni della Seconda Guerra Mondiale. E da quel messaggio, Anna – come viene chiamata in Italia – decise di elaborare i suoi scritti in un’unica storia, intitolata Het Achterhuis, ‘La casa sul retro’. 

Da quando venne pubblicato per la prima volta nel 1947 fino ad oggi, “il diario è stato d’ispirazione per innumerevoli opere, attirando turisti da tutto il mondo alla Casa di Anne Frank…”, scrive Judy Berman. Diversi fumetti come quello di Ozanam e Nadji, adattamenti teatrali e cinematografici, come il recente film d’animazione Dov’è Anne Frank del regista israeliano Ari Folman o il film Mi ricordo Anna Frank del regista Alberto Negrin, solamente per citarne alcuni. 

“Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo”, scriveva Anne, “a tal fine non c’è parola di uno scrittore che non abbia avuto un impatto più profondo”, conclude Berman. Uno di quei libri che può forse dirsi veramente letto solamente alla seconda volta, rileggendolo

(Foto: Time)

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