Reuven Rivlin e il cantante Shlomo Artzi, protagonista della musica israeliana

Torino, in Comunità una serata avvincente su storia e musica israeliana

Eventi

di Redazione
La musica di Israele è ancora oggi totalmente sconosciuta o nota solo per qualche canzone di Noa, di Ofra Haza o degli Idan Raichel, ma si rivela una piacevolissima sorpresa per chi intende scoprirne il fascino. A questo proposito, giovedì 19 settembre, il Gruppo sionistico piemontese e il suo presidente Emanuel Segre Amar hanno organizzato una serata, presso la Biblioteca della Comunità ebraica di Torino, per riassumere la complessa e stimolante storia di Israele, spesso tormentata da guerre e attentati collegandola alle migliori canzoni della musica israeliana di sempre. Al centro dell’iniziativa, il giornalistadi Bet-Magazine e Mosaico e conduttore Roberto Zadik che ha analizzato vicende storiche, dalle prime migrazioni di ebrei ashkenaziti verso la Terra Promessa, alla nascita dello Stato ebraico col celebre discorso dell’allora premier David Ben Gurion, fino alle Guerra del Sinai del 1956 e dei Sei Giorni del 1967 per attraversare gli anni ’70 e autori favolosi come Mati Caspi o David Broza e arrivare ai giorni nostri quasi fino a quest’anno.

Più di mezzo secolo fra memoria e attualità intervallato da discorsi, battute e tanta splendida musica. Da aneddoti sull’inno nazionale Hatikvah  e brano iniziale della serata, che Zadik ha descritto come la mescolanza di una canzonetta ebraica romena di uno shtetl “Un carro di buoi” con  brani classici molto particolari come “Vltava” di Smetana per arrivare alle storie di Hava Nagila composta dal musicologo Zvi Idelssohn per la vittoria dell’esercito inglese contro l’Impero Ottomano che fino ad allora occupava il futuro Stato di Israele.

Presentata dal tesoriere del Gruppo Sionistico, Enrico Fubini, la serata è stata un susseguirsi di brevi introduzioni e canzoni, passando dalla musica ebraica ai grandi cantautori che hanno “segnato” la storia e la società israeliana. In tema di curiosità, il geniale cantautore Arik Einstein prima di dedicarsi alla sua lunga e fortunata carriera musicale conclusasi con la morte per tumore a 74 anni, faceva l’attore e girò un video divertente sulle migrazioni in Israele, trasmesso da Zadik durante l’iniziativa fra le risate e gli applausi del pubblico, dove insieme al suo amico Uri Zohar impersonava le caricature di vari immigrati provenienti da vari Paesi e arrivati in Israele. Riflessioni, musica, domande dal pubblico molto attento e partecipe e tante splendide canzoni.

Ma come è stato possibile collegare musica e storia? Attraverso brani di grandi classici come Yerushalaim shel zahav scritto dalla poetessa e cantautrice Naomi Shemer nel 1967 e inserito nella narrazione de La Guerra dei Sei Giorni della quale divenne la colonna sonora nonostante fosse stata scritta per un festival musicale organizzato dal sindaco di Gerusalemme di allora, Teddy Kollek o Shir Haial (Canto del soldato) dedicata da un giovane Shlomo Artzi al suo amico soldato Nimrod Gaon morto a soli 22 anni nella Guerra del Kippur del 1973. Importanti intrecci fra storia, politica e arte anche nel caso dell’Operazione Entebbe in cui l’esercito israeliano riuscì con una valorosa operazione a liberare l’aereo e i suoi passeggeri diventati ostaggio dei terroristi palestinesi e dirottato a Entebbe. In quell’occasione il grande cantautore descrisse nel 1976 quell’evento epico con il capolavoro Eretz Zvi (La terra del cervo) dedicandolo a Yoni Nethanyahu fratello del premier uscente Nethanyahu e unica vittima. Fra i personaggi principali della serarta, oltre a Naomi Shemer, a Arik Einstein e a Yeoram Gaon, il conduttore ha omaggiato anche lo straordinario autore di testi e poesie Ehud Manor, autore di più di 1.250 canzoni, la più famosa Ba Shana (L’anno prossimo a Gerusalemme) del 1970 e scomparso a soli 65 anni nel 2004.

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