di Michael Soncin
Fino al 15 luglio 2026 è possibile visitare «Il Volo Meraviglioso», la prima mostra dell’artista organizzata in Italia da una realtà privata negli anni Duemila. L’esposizione, patrocinata dalla Regione Lombardia, è curata da NOTTE, nuova galleria situata nel cuore del Quadrilatero. (Immagine in alto: Courtesy NOTTE)
Appena varcata la soglia dell’ingresso la vista viene solleticata da un’esplosione di colori. In queste 15 opere, racchiuse dentro magnifiche cornici, dalle diverse tecniche, c’è tutta la tavolozza di Marc Chagall: guardarle è come una terapia per l’anima, un sogno ad occhi aperti.
Il tema della memoria, i luoghi dell’infanzia, lo shtetl, i rabbini, l’adorata moglie e gli animali. Sono le storie tipiche dell’artista, dotate di una potenza narrativa che scaturisce dalle sue magnifiche opere, fluttuanti nello spazio, il cui stile è notoriamente inconfondibile.

In Moishe Segal (questo il suo nome in ebraico) il tempo è sospeso; a farci da guida sono le emozioni che nascono dal suo vissuto interiore. Nato a Lëzna nel 1887, nell’allora Impero Russo (oggi in Bielorussia), e scomparso a Saint-Paul-de-Vence, in Francia, nel 1985, Chagall, come osserva la storica dell’arte Elena Pontiggia, «le cose che dipinge non esistono, ma tutti noi sentiamo che sono vere».
Opere su carta, opere su tela, eseguite con acrilici, oli, gouache, acquarelli, tempere, pastelli, inchiostri e grafite. I differenti medium impiegati, talvolta singolarmente e talvolta in combinazione, contribuiscono a esaltare la carica espressiva dell’autore, fatta di un universo multicolore.
Tuttavia, anche il monocromo, come il disegno a matita che vediamo esposto, illuminato dall’oro della bordura, cela un fascino, più discreto, ma non meno coinvolgente; anzi, costituisce un tassello fondamentale per chi desidera cogliere appieno la produzione del grande pittore.

La mostra di Chagall Il Volo Meraviglioso è aperta fino al 15 luglio 2026, presso la galleria NOTTE di via Bigli 11 a Milano, uno nuovo spazio, curato nei minimi particolari, nato dalla visione di Mattia Melzi e Carolina Lanfranchi, dove arte, libri e cinema dialogano tra loro.
- Leggi anche: Chagall dipingeva in yiddish: ecco perché
Visualizza questo post su Instagram



