di Anna Balestrieri
Considerato a livello internazionale tra i fondatori dell’arte cinetica, pittore, scultore e innovatore, Agam ha dedicato oltre sette decenni alla ricerca artistica, trasformando il rapporto tra opera e spettatore e lasciando un segno indelebile nel panorama culturale mondiale.
Si è spento all’età di 98 anni Yaacov Agam, uno degli artisti israeliani più celebri e influenti del XX secolo, considerato a livello internazionale tra i fondatori dell’arte cinetica. Pittore, scultore e innovatore, Agam ha dedicato oltre sette decenni alla ricerca artistica, trasformando il rapporto tra opera e spettatore e lasciando un segno indelebile nel panorama culturale mondiale.
La notizia della sua morte è stata resa nota domenica. Agam lascia tre figli e un patrimonio artistico che continua a essere esposto nei principali musei e spazi pubblici del mondo.
Un artista che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte
Il tratto distintivo dell’opera di Agam era il movimento. Le sue creazioni non erano pensate come oggetti statici da contemplare, ma come esperienze in continua trasformazione. L’immagine cambiava a seconda della posizione dell’osservatore, coinvolgendo il pubblico in modo diretto e rendendolo parte integrante del processo creativo.
Secondo il comitato che quest’anno gli ha assegnato il Premio Israele per le arti plastiche, Agam «ha infranto i confini dell’arte tradizionale e creato nuovi linguaggi visivi». Al centro della sua poetica vi era l’idea del cambiamento continuo, una concezione che affondava le proprie radici nella filosofia e nella tradizione ebraica.
Per Agam la realtà non era mai definitiva, ma costantemente in divenire. Questa visione si rifletteva nelle sue opere, che integravano spazio, tempo, colore e movimento in un’unica esperienza estetica.
Dalle strade di Tel Aviv ai grandi musei del mondo

Nel corso della sua lunga carriera, Agam ha esposto in centinaia di mostre internazionali. Le sue opere sono entrate nelle collezioni permanenti di istituzioni prestigiose come il Museum of Modern Art di New York e sono state presentate anche al Solomon R. Guggenheim Museum.
Le sue installazioni monumentali si trovano oggi in città come New York City, Parigi, Tokyo, Buenos Aires, Miami e Chicago.
Tra le opere più celebri figurano la fontana monumentale nel quartiere della Défense a Parigi, una grande menorah a New York e soprattutto la celebre Fontana di Fuoco e Acqua di piazza Dizengoff a Tel Aviv, divenuta uno dei simboli urbani più riconoscibili della città.
Una vita tra Israele, il Bauhaus e Parigi
Nato nel 1928 a Rishon LeZion con il nome di Yaacov Gipstein, Agam iniziò gli studi artistici alla scuola Bezalel di Gerusalemme. Nel 1949 si trasferì a Zurigo, dove studiò con Johannes Itten, figura di spicco del movimento Bauhaus, entrando in contatto con le teorie costruttiviste e con la ricerca sull’armonia dei colori.
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Due anni più tardi si stabilì a Parigi, città che sarebbe diventata il principale centro della sua attività artistica. Qui frequentò gli ambienti surrealisti e sviluppò il linguaggio che lo avrebbe reso famoso nel mondo.
La consacrazione internazionale arrivò definitivamente nel 1964, quando partecipò alla storica mostra The Responsive Eye del Museum of Modern Art di New York, dedicata all’arte ottica e alle nuove sperimentazioni percettive.
Premi, riconoscimenti e un museo dedicato
Nel corso della sua carriera Agam ricevette numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Sandberg per l’arte israeliana nel 1972 e il Premio UNESCO per l’educazione artistica. Nel 1996 gli venne inoltre conferita la medaglia Jan Amos Comenius per il cosiddetto “Metodo Agam”, un approccio educativo che utilizzava l’arte visiva come strumento di apprendimento per i bambini.
Nel 2017 è stato inaugurato a Rishon LeZion il Museo Yaacov Agam, primo museo al mondo interamente dedicato alla sua produzione artistica.
Un’eredità che continua a muoversi
Pur celebrato come innovatore, Agam non è stato immune dalle critiche. Alcuni osservatori hanno giudicato le sue opere troppo decorative o eccessivamente giocose. Anche la sua celebre fontana di piazza Dizengoff è stata oggetto di controversie estetiche e tecniche nel corso degli anni.
Tuttavia, al di là delle polemiche, l’eredità di Yaacov Agam resta quella di un artista che ha cambiato il modo stesso di concepire l’arte, trasformando lo spettatore da semplice osservatore a protagonista dell’opera.
Con la sua scomparsa si chiude un capitolo fondamentale della storia dell’arte israeliana e internazionale, ma il movimento che Agam ha impresso alle sue creazioni continua a vivere nelle piazze, nei musei e negli spazi pubblici di tutto il mondo.



