di Davide Cucciati
Un murale raffigurante una bandiera palestinese e due guerriglieri con il volto coperto dalla kefiah, è stato realizzato sulla Darsena a Milano. Ma senza alcuna autorizzazione, nonostante la zona rientri in un contesto sottoposto a tutela culturale e paesaggistica. Cronaca di un’indagine svolta da Mosaico, e tutt’ora rimasta senza esito.
Domenica 24 maggio, sulla parete che costeggia la Darsena di Milano, sul lato di viale Gorizia, è stato realizzato un murale dedicato a Davide Cesare, conosciuto come “Dax”. L’opera contiene la scritta “Antifa”, una bandiera palestinese e la raffigurazione di due guerriglieri con il volto coperto dalla kefiah. Da quel momento abbiamo ricostruito la vicenda attraverso fotografie, segnalazioni formali, risposte degli uffici pubblici e atti politici. I documenti acquisiti descrivono un intervento eseguito in un’area sottoposta a tutela, per il quale nessuno degli enti interpellati risulta avere rilasciato le autorizzazioni previste, e ancora presente a oltre due mesi dalla sua realizzazione.
La realizzazione del murale
Durante l’esecuzione dell’opera eravamo presenti sul posto e abbiamo chiesto chiarimenti a una pattuglia dei Carabinieri ferma in viale Gorizia. Alla domanda se gli autori del murale fossero autorizzati a procedere, la risposta ricevuta è stata: “Sì, queste persone sono autorizzate a eseguire questo murale”. Nello stesso arco di tempo è transitato davanti alla parete un gommone della Polizia Locale di Milano con tre agenti a bordo. Abbiamo fotografato la scena mentre il murale era ancora in fase di realizzazione. Gli agenti hanno potuto osservare chiaramente quanto stava accadendo. Durante il periodo in cui siamo rimasti sul posto non abbiamo osservato interventi, contestazioni o interruzioni dei lavori.
La risposta ricevuta dai Carabinieri e la presenza della Polizia Locale lasciavano quindi intendere l’esistenza di un titolo autorizzativo. Nei giorni successivi abbiamo deciso di verificarne formalmente l’effettiva presenza.
Le segnalazioni agli enti competenti
Sono state inviate segnalazioni al Comune di Milano, alla Polizia Locale, ai Municipi interessati e alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. La verifica appariva particolarmente importante per la natura del luogo: infatti, la Darsena rientra in un contesto sottoposto a tutela culturale e paesaggistica.
La vicenda è stata inoltre sottoposta a diversi consiglieri comunali. Francesco Rocca e Riccardo Truppo, esponenti di Fratelli d’Italia, hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata rivolta al Sindaco e alla Giunta. L’atto chiedeva di chiarire se il murale fosse stato autorizzato e quali iniziative l’Amministrazione intendesse assumere.
La risposta della Soprintendenza
Il 9 luglio, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ci ha comunicato che “il murales non risulta essere stato autorizzato da questo Istituto. Pertanto, si è provveduto a chiedere chiarimenti al Comune di Milano, con l’eventuale assunzione delle determinazioni consequenziali.”
La risposta della Soprintendenza evidenzia anche il particolare regime di tutela della Darsena. L’area è protetta dal Codice dei beni culturali e del paesaggio sia sotto il profilo storico-culturale sia sotto quello paesaggistico, in forza di un vincolo imposto dalla Regione Lombardia nel 1994. Di conseguenza, qualsiasi intervento permanente richiede il rispetto di uno specifico iter autorizzativo.
La posizione della Direzione Cultura e della Direzione Demanio e Patrimonio del Comune di Milano
A inizio luglio, i consiglieri comunali Francesco Rocca e Riccardo Truppo hanno ricevuto risposte scritte dalla Direzione Cultura nonché dalla Direzione Demanio e Patrimonio del Comune di Milano.
La Direzione Cultura ha dichiarato di non avere ricevuto alcuna richiesta di autorizzazione relativa al murale e di non avere rilasciato alcun nulla osta. Ha inoltre precisato che un intervento di quel tipo avrebbe richiesto la valutazione della Soprintendenza e della Commissione per il Paesaggio.
La Direzione Demanio e Patrimonio ha dichiarato di non avere ricevuto richieste, espresso pareri o rilasciato autorizzazioni per la realizzazione dell’opera. La Direzione ha quindi concluso che “si provvederà a richiedere alle Direzioni competenti la rimozione del murales”.
Questo passaggio segna un punto decisivo della vicenda. La verifica amministrativa porta, infatti, un ufficio comunale a richiedere l’avvio del ripristino dei luoghi.
Il murale resta in Darsena
A oltre due mesi dalla sua realizzazione, il murale è ancora visibile sulla parete della Darsena.
Il 21 luglio abbiamo inviato una nuova comunicazione formale al Comune di Milano chiedendo informazioni sullo stato del procedimento, sull’esecuzione della richiesta di rimozione e sugli eventuali provvedimenti adottati dagli uffici competenti.
Alla data di pubblicazione del presente articolo non è pervenuto alcun riscontro.
Le domande ancora aperte
La sequenza dei fatti solleva diversi interrogativi.
Quali verifiche sono state svolte dalla Polizia Locale dopo il passaggio del gommone davanti alla parete? La presenza degli agenti è stata seguita da una segnalazione agli uffici competenti?
Quale seguito è stato dato alla richiesta di rimozione formulata dalla Direzione Demanio e Patrimonio?
La vicenda riguarda il rispetto delle procedure amministrative, la tutela di un luogo storico della città e la capacità delle istituzioni di dare seguito ai propri atti.
I documenti disponibili delineano un quadro preciso: nessuno degli enti interpellati risulta avere autorizzato il murale, la Direzione Demanio e Patrimonio ne ha richiesto la rimozione e l’opera continua a occupare la parete della Darsena. Resta ora da comprendere quale seguito verrà dato alla richiesta di rimozione e quali verifiche siano state svolte durante la realizzazione del murale.



