La Piramide di Diaa Allam, esposta alla mostra di calligrafia Maktoub a Gerusalemme

Maktoub, una nuova mostra israelo-emiratina a Gerusalemme

Arte

di David Fiorentini
La collaborazione tra Israele ed Emirati Arabi Uniti continua a stupire. Dopo gli Accordi di Abramo sanciti nel 2020, il futuro dei due Paesi non ha più smesso di intrecciarsi e creare nuove eccitanti opportunità. Questa volta, il campo in cui israeliani ed emiratini si sono incontrati è quello della calligrafiaDieci artisti dalle due nazioni si sono infatti uniti per dare luce a “Maktoub”, una mostra di calligrafia in ebraico e arabo che farà parte della quinta edizione della prestigiosa Biennale di Gerusalemme.

La parola maktoub, che in arabo significa sia “scritto” che “destinato”, secondo gli organizzatori è “una celebrazione metaforica di ciò che è sacro sia per i musulmani che per gli ebrei. (…) Come abbiamo sempre condiviso il nostro passato, siamo destinati a condividere il nostro futuro”.

Artisti israeliani ed emiratini di calligrafia
Artisti israeliani ed emiratini di calligrafia

 

La mostra, esposta al Teatro di Gerusalemme fino al 20 Dicembre, è stata co-curata da due calligrafe: Chama Mechtaly, nata in Marocco, poi emigrata a Dubai, e Lenore Cohen-Mizrachi, di origine siro-americana, oggi residente a Gerusalemme. 

“Il potere della parola scritta – racconta la guida turistica Israel Best Trips –  è venerato sia nella cultura islamica che in quella ebraica; la lingua ha anche giocato un ruolo profondo nel preservare e modellare le identità culturali di entrambi i popoli. Come lingue sorelle, l’arabo e l’ebraico rappresentano un punto di partenza naturale per ampliare la comprensione. Si auspica che questa prima fase del programma della Biennale di Gerusalemme, si espanda in un’ulteriore collaborazione tra artisti calligrafi negli Emirati Arabi Uniti e in Israele.”

“Maktoub” è stata inaugurata dal Vice Sindaco di Gerusalemme Fleur Hassan Nahum, alla presenza di diplomatici del Bahrein, della Giordania, dell’Egitto e degli Emirati Arabi Uniti, nonché del politico israeliano Amir Ohana.

Come riporta Jewish News, Nahum ha ribadito la fondamentale importanza di “incoraggiare un maggiore scambio culturale” tra Gerusalemme e gli EAU, aggiungendo come tale dialogo “incarni i valori dell’amicizia tra i nostri rispettivi Paesi e sia messaggero di tolleranza”.

 

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