Liberi grazie a Napoleone. L’epopea della modernità, da Garibaldi a Sion

Arte

di Ilaria Ester Ramazzotti

Al MEIS di Ferrara, una grande mostra. Fino al 15 maggio un’importante esposizione su un periodo fondamentale nella storia degli ebrei in Italia, dall’istituzione del primo ghetto, a Venezia, nel 1516, fino alla riconquista dei pieni diritti e al sionismo. In un costante e ricco dialogo fra “dentro” e “fuori”

Una chiave del Portone S. Margherita del ghetto di Ferrara. Una tavola lignea del XVIII secolo, custodita nell’Abbazia di Praglia a Teolo (PD), raffigurante la costruzione di una Sukkà. Rimonim e corone dei Sifrei Torà, così come Ketubbot e altri oggetti di alcune singagoghe nell’epoca dei ghetti. Ma anche il Regio Decreto del 29 marzo del 1848 con cui agli ebrei vengono dati tutti i diritti, e poi ritratti di Mazzini e Garibaldi e altri oggetti dell’epoca risorgimentale in cui gli ebrei riconquistano la libertà e si comincia a respirare aria di sionismo. Sono solo alcuni degli ottanta pezzi tra opere d’arte, oggetti di uso rituale e quotidiano, documenti d’archivio e di famiglia raccolti nella mostra Oltre il ghetto. Dentro&Fuori, aperta al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS di Ferrara dal 29 ottobre 2021 al 15 maggio 2022. A cura di Andreina Contessa, Simonetta Della Seta, Carlotta Ferrara degli Uberti e Sharon Reichel, rappresenta il terzo capitolo della narrazione storica della comunità ebraica italiana proposta attraverso le esposizioni del MEIS, iniziata nel 2017 con Ebrei, una storia italiana. I primi mille anni e proseguita nel 2019 con Il Rinascimento parla ebraico. Inaugurata quasi due anni dopo il previsto, a causa dell’emergenza Covid, questa terza mostra contribuisce insieme alle due precedenti a completare l’offerta permanente del Museo.

 

«Oltre il Ghetto. Dentro&Fuori focalizza l’attenzione su un periodo determinante della storia degli ebrei italiani: quello che va dall’istituzione dei ghetti, a partire dal 1516, alla graduale estensione dei diritti civili e politici agli ebrei della Penisola e alla loro intensa partecipazione prima ai moti risorgimentali, poi alla Prima guerra mondiale – spiega il presidente del MEIS Dario Disegni -. Un percorso espositivo che offre ora al visitatore l’opportunità di confrontarsi con le tracce e il carattere della più che bimillenaria presenza ebraica in Italia, che ha visto l’alternarsi di momenti di incontro e scambio con quelli più difficili di scontro e persecuzione, narrati utilizzando molteplici strumenti: dagli oggetti quotidiani e rituali alle opere d’arte; dalle installazioni multimediali alla musica». L’evento è altresì una «straordinaria occasione per vedere riunite al MEIS preziose opere come Ester al cospetto di Assuero di Sebastiano Ricci del 1733, splendido dipinto prestato dal Quirinale, Interno della sinagoga di Livorno di Ulvi Liegi del 1935 e Ritratto di Giuseppe Garibaldi di Vittorio Corcos del 1882, provenienti dal Museo Civico Giovanni Fattori di Livorno, Interno di Sinagoga di Alessandro Magnasco, datato all’inizio del VXIII, della Galleria degli Uffizi, Il rapimento di Edgardo Mortara di Moritz Oppenheim del 1862 della Jay and Jeanie Schottenstein Family Collection of Judaica, quadro che si pensava perduto e poi ritrovato nel 2013, oggi esposto per la prima volta al pubblico. Una conferma, credo si possa affermarlo, della crescita della rilevanza del MEIS nel panorama culturale e museale italiano e internazionale», sottolinea Disegni.

Nel passaggio complesso da dentro a fuori dal ghetto, il viaggio che si intraprende lungo il cammino espositivo porta dai secoli passati alla più stringente attualità, aprendo il dibattito su temi urgenti come l’integrazione e l’esclusione dalla società, l’identità di gruppo e quella individuale, la capacità di trovare un “fuori” nel quale evadere nonostante i limiti imposti dal potere e un “dentro” nel quale tornare nei momenti di smarrimento. «Credo fermamente che Oltre il ghetto. Dentro&Fuori abbia tutte le premesse per diventare una preziosa risorsa didattica da proporre ai ragazzi delle scuole – evidenzia il direttore del MEIS Amedeo Spagnoletto -. Il tema del ghetto, i concetti di inclusione ed esclusione, di integrazione e scambio culturale, non sono solo una pagina ingiallita della storia, ma risultano di stringente attualità per le nuove generazioni. Apriamo le porte del museo per raccontare quanto l’identità di ciascuno sia importante e la diversità una ricchezza».

L’iniziativa esprime la vocazione del MEIS quale luogo capace di accogliere turisti e visitatori da tutto il mondo e di offrire cultura, formazione, intrattenimento e occa-sioni di incontro e dialogo. Mauro Felicori, Assessore alla Cultura e al Paesaggio della Regione Emilia Romagna ha dichiarato a proposito: «Il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah […] è un vero e proprio centro di produzione e di educazione culturale, capace di ricostruire il contributo dell’ebraismo alla cultura italiana con tutte le relazioni create nei secoli. Un centro vivo, un luogo in cui scambiare, insegnare, imparare».

L’esposizione Oltre il ghetto. Dentro&Fuori ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica ed è realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo, The David Berg Foundation, Fondazione Guglielmo De Lévy, TPER e il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Ferrara, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Ferrara.

 

Dove e quando
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah-MEIS
Via Piangipane 81,
44121 Ferrara

https://meis.museum
Mostra Oltre il ghetto. Dentro&Fuori
29 ottobre 2021 – 15 maggio 2022
Orari di apertura:
dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00
Aperture e chiusure straordinarie su https://meis.museum

Contatti
Per prenotazioni da telefono fisso: 848 082 380
da cellulare e dall’estero:
+39 06 39967138
e-mail:
prenotazioni@coopculture.it
Per informazioni: 342 5476621 (attivi da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00)
e-mail: meis@coopculture.it

 

Immagini: Sebastiano Ricci, Ester davanti ad Assuero (1733), Roma, Palazzo del Quirinale, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, (foto Giuseppe Schiavinotto). In alto: la chiave di uno dei portoni del ghetto di Ferrara, XVIII secolo

Oltre il ghetto. Dentro&Fuori, installation view, MEIS (foto di Corradino Janigro e Francesco Mancin)

Foto in alto: Dario Disegni, Amedeo Spagnoletto, Sharon Reichel, Carlotta Ferrara degli Uberti, Simonetta Della Seta (foto di Bruno Leggieri).

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