Emilio Isgrò dona all’Israel Museum di Gerusalemme l’opera “Cancellazione del decreto de la Alhambra”


La «Cancellazione del decreto de la Alhambra e coda imperiale» è l’opera di Emilio Isgrò donata all’Israel Museum di Gerusalemme, inaugurata il 27 ottobre 2022 in occasione del viaggio degli Amici Italiani dell’Israel Museum (AIMIG).

Il decreto dell’Alhambra – o editto di Granada – è stato emanato il 31 marzo 1492 dai re cattolici di Spagna Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona. L’editto prevedeva l’espulsione delle comunità ebraiche dai regni spagnoli e dai loro possedimenti a partire dal 31 luglio dello stesso anno. L’unica possibilità di rimanere in Spagna per gli ebrei era quella di convertirsi al cristianesimo e cambiare nome e cognome, dimenticare cultura, origini e tradizioni. La maggior parte degli oltre 200.000 ebrei espulsi si rifugiarono in Portogallo, Africa settentrionale e Turchia, altri scapparono in Italia (soprattutto a Venezia e Livorno). Migliaia di loro non riuscirono a raggiungere la destinazione e morirono durante il viaggio.

L’opera di Isgrò – realizzata fra il settembre 2020 e il maggio 2021 ed esposta ora all’Israel Museum – affronta e rielabora, con lo stile tipico dell’artista siciliano, una delle pagine più vergognose della storia europea.

È composta da due elementi distinti ma indivisibili:

– una tela rappresentante una carta geografica antica della penisola iberica dove è stata cancellata con vernice acrilica la toponomastica e parte dell’iconografia presente sulla fascia del bordo periferico.

– uno scrigno realizzato in profilato di metallo e vetro, contenente 3 fogli di carta con cancellature nere su scrittura a mano e tra loro affiancati

L’artista Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) artista concettuale e pittore ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista è uno dei nomi dell’arte italiana contemporanea più importanti. Dal 1956 vive e lavora a Milano, salvo una parentesi a Venezia (1960-1967) come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino. Il suo stile inconfondibile è caratterizzato dalle famose “cancellature”: l’artista interviene su un testo modificandolo, appunto, cancellando ampie arti, lasciando visibili le parole o le frasi che ritiene opportune.

La sua carriera conta molte partecipazioni alla Biennale d’arte di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977). Nel 1986 espone «L’ora italiana» al Museo Civico Archeologico di Bologna, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria. Partecipa ad importanti collettive al MoMA di New York nel 1992 e nel 1994 alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia. Pubblica il romanzo L’asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori).

Nel 2011 «La Costituzione cancellata» viene presentata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, mentre si inaugura nel maggio dello stesso anno, all’Università Bocconi di Milano, l’opera pedagogica «Cancellazione del debito pubblico».

Nel 2016 Milano, gli rende omaggio con una progetto su tre sedi: una mostra antologica a Palazzo Reale, l’esposizione del ritratto di Alessandro Manzoni cancellato alle Gallerie d’Italia e 35 volumi de I Promessi sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati alla Casa del Manzoni. Nel settembre 2019 la Fondazione Giorgio Cini di Venezia promuove una grande retrospettiva curata da Germano Celant. In dicembre la città di Milano premia Isgrò con l’Ambrogino d’Oro. Nel 2020 viene presentata al Palazzo del Quirinale l’opera Colui Che Sono, che cancella le leggi razziali italiane del 1938.