Lisbona

Il Portogallo istituisce il 31 marzo, giorno commemorativo delle vittime dell’Inquisizione

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti
Approvata dal parlamento di Lisbona all’inizio di marzo, una nuova legge sostenuta da un ampio spettro di forze politiche ha stabilito che il 31 marzo commemorerà ogni anno le vittime dell’Inquisizione, istituita in Portogallo nel 1536 su richiesta del re João III e ufficialmente sciolta il 31 marzo del 1821.

Come l’omologa Inquisizione spagnola, l’istituzione portoghese si scagliò in particolare contro gli ebrei formalmente convertiti al cristianesimo che praticavano in segreto le pratiche religiose ebraiche, ma anche contro gli sfuggiti all’Inquisizione spagnola e contro i moriscos. Gli ebrei furono espulsi dal Paese nel 1497, cinque anni dopo il decreto dell’Alhambra emanato in Spagna da Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona il 31 marzo 1492.

In Portogallo, i tribunali dell’Inquisizione furono istituiti a Lisbona, Coimbra e Évora, per poi espandersi anche nelle colonie portoghesi nel mondo. Il primo autodafé si tenne a Lisbona il 20 settembre del 1540. Le cronache storiche riportano parlano di oltre 30 mila persone giustiziate o morte sul rogo.

Ashley Perry, presidente dell’organizzazione Reconectar, che si occupa di riunire i discendenti dei conversos alle loro origini, ha detto il 16 marzo al Jerusalem Post che la recente approvazione della legge portoghese sul 31 marzo è stata una “decisione storica e importante”. “Speriamo che questo Giorno porterà a una maggiore consapevolezza di questo oscuro capitolo della storia ebraica e portoghese, che getta ancora una gigantesca ombra in tutto il mondo, con decine di milioni di discendenti delle comunità ebraiche spagnole e portoghesi ancora lontani da qualsiasi conoscenza sui loro antenati”, ha aggiunto.

Negli ultimi anni, il Portogallo ha visto la rinascita di centri ebraici a Porto e Lisbona.

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