di Redazione
Decine di neonati sono stati chiamati “Be’eri” e “Oz”, i nomi dei Kibbutz e delle comunità duramente colpite da Hamas lo scorso 7 ottobre. Diversi toponimi di località site nel Sud del Paese sono stati scelti da alcuni genitori come nomi per i loro figli nati in quest’ultimo periodo.
Attualità e news
Sopravvivere all’incubo di Gaza: le testimonianze degli ostaggi rilasciati da Hamas
di Marina Gersony
Cosa hanno vissuto e pensato durante quei giorni da incubo? Quali sono stati i momenti di paura, disperazione, o forse persino di speranza? Dopo quasi due mesi trascorsi prigionieri a Gaza, gli ostaggi liberati affrontano il bisogno di sostegno psicologico.
Barcellona: sospesi i rapporti con Israele
di Nathan Greppi
Venerdì 24 novembre, il consiglio comunale di Barcellona ha approvato una mozione per sospendere ogni rapporto con Israele fino a quando non avverrà un cessate il fuoco con la Striscia di Gaza.
Altri 10 ostaggi israeliani e 2 tailandesi liberi. Si tratta ancora per prolungare la tregua
di Redazione
In tutto a oggi sono stati liberati 30 bambini e 20 donne israeliane, 10 delle quali madri di bambini liberati, un uomo russo-israeliano liberato in segno di gesto verso Mosca, e 18 stranieri, 17 tailandesi e un filippino. Rimangono 158 ostaggi, di cui però non si conoscono le condizioni di salute, non essendo stati visitati dalla Croce Rossa.
Propaganda di Hamas. Ostaggi israeliani liberati costretti a sorridere e salutare per le telecamere
di Redazione
Le immagini di ostaggi sorridenti e che salutano sembrano essere frutto di costrizione, come dimostra un video in cui gli ostaggi liberati salutano i combattenti di Hamas. Il redattore del video ha evidentemente dimenticato di eliminare la voce di un combattente che ordinava agli ostaggi di salutare.
A Gariwo, Andrea Jarach e Silvia Vegetti Finzi andrà l’Ambrogino d’Oro
di Redazione
Tre i soggetti legati al mondo ebraico a cui quest’anno andrà il premio che la città di Milano conferisce “agli uomini e alle donne, alle associazioni e alle organizzazioni che hanno saputo dare un contributo speciale alla città”. Un riconoscimento molto importante che il capoluogo della Lombardia offre ai cittadini che hanno saputo distinguersi difendendo o sostenendo delle cause in favore del bene comune.
Rabbino minacciato a Genova con un cacciavite. Un appello contro l’odio e l’intolleranza
di Redazione
L’episodio inquietante si è svolto nel pomeriggio di lunedì 27 novembre in via Lomellini, in pieno centro storico di Genova. Il Rav, Chaim Fabrizio Cipriani, per fortuna uscito incolume, ha dovuto chiedere l’intervento della polizia per difendersi da un uomo che lo ha minacciato mentre camminava per strada indossando a kippah.
Liberati altri 11 ostaggi israeliani. La tregua prosegue per altri due giorni
di Redazione
Il gruppo era originariamente previsto per essere l’ultimo dei quattro gruppi di ostaggi da liberare come parte di un accordo per il rilascio di 50 donne e bambini israeliani. Tuttavia, ore prima che fossero trasferiti, il Qatar ha annunciato un accordo per estendere la tregua di due giorni, aprendo la strada al rilascio di altri 20 ostaggi.
Elon Musk in visita in Israele, fra accuse di favorire l’antisemitismo e azioni per le vittime del conflitto fra Israele e Hamas
di Anna Balestrieri
In visita in Israele il 27 novembre, Musk aveva dichiarato che il social network inizierà a incanalare una parte delle sue entrate nel sostegno dell’assistenza medica per israeliani e palestinesi. Ma di recente aveva dato un endorsement a un post antisemita, e su X nell’ultimo mese è stato registrato un +919% di post antisemiti.
Le risposte degli artisti israeliani al trauma del 7 ottobre
di Marina Gersony
Si tratta di una nuova forma di espressione che nasce dal trauma e dal dolore in un’ondata inarrestabile di emozioni, suggestioni e turbamenti che esprime una forte spinta alla condivisione.
Un 25 novembre contro la violenza sulle donne, ma non sulle israeliane: la rabbia e il disagio del mondo ebraico italiano
di Redazione
In occasione del 25 novembre, la presidente dell’Ucei ha scritto una lettera di denuncia nei confronti del silenzio assordante davanti agli stupri e alle violenze subite dalle donne israeliane il 7 ottobre. E il movimento giovanile a Non una di meno dice: “Siamo stati arbitrariamente esclusi dalla possibilità di manifestare insieme contro la violenza sulle donne”.
Centinaia di studenti in tumulto contro insegnante ebrea in una scuola di New York
di Redazione
Il New York Post ha scritto che i disordini erano stati pianificati dopo la pubblicazione di una foto nel profilo Facebook dell’insegnante, che la ritraeva a un raduno pro-Israele mentre reggeva un manifesto con la scritta ‘Io sto con Israele’. L’insegnate è dovuta restare per ore chiusa a chiave nella sua classe per proteggersi.














