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La colonia verde

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a nord di Efrata, all’interno della linea verde, si trova una colonia particolare: la hanno chiamata “Sde Boaz” e per poterci vivere, oltre ad essere politicamente d’accordo con i vicini delle altre colonie, bisogna anche essere un “verde”.

Parigi, polemiche sul Salone del Libro.

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Alla polemica sulla Fiera internazionale del libro di Torino per l’invito come ospite d’onore di Israele se ne sta aggiungendo una seconda per l’analoga manifestazione di Parigi, giunta alla sua ventottesima edizione e prevista per il 14 marzo. Agli organizzatori è infatti arrivata una lettera del poeta israeliano Aharon Shabtai che declinava l’invito

Il rapporto della Commissione Winograd

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della Commissione Winograd, pubblicato il 30 gennaio 2008, ha avuto per il momento scarsi risultati. Forse ciò deriva dal fatto che il colpo duro all’opinione pubblica israeliana era già stato dato sei mesi fa

L’ambasciatrice Di Castro

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è ambasciatrice di Roma. Il 14 gennaio il vicesindaco Mariapia Garavaglia ha conferito questo titolo onorifico a personalità che abbiano contribuito a promuovere nel mondo l’immagine di Roma.

Olanda: un film anti-islamico

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olandese annuncia l’uscita di un film sull’islam e subito ritorna la paura dell’”effetto vignette” su Maometto che creò tanti problemi in Danimarca. Geert Wilders, leader del Partito della Libertà olandese, ha infatti annunciato il suo debuttò in regia con un film che, spiega, criticherà alcuni passaggi del Corano. Wilders è noto per le sue posizioni contrarie all’islam

Israele ospite d’onore a Torino

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della 14° edizione della Fiera internazionale del Libro 2008, che si svolgerà a Torino dall’8 al 12 maggio, in occasione della ricorrenza del 60° anniversario della sua fondazione. Tra gli scrittori previsti Amos Oz, Aron Appelfeld, Etgar Keret, Abraham Yehoshua, David Grossman.

Bush e le ultime mosse della sua presidenza

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presidente degli Stati Uniti dopo le più controverse elezioni del Paese, la sconfitta del rivale Al Gore preoccupò gli ebrei americani e Israele: la campagna elettorale di Bush era stata condotta puntando alla politica interna, sembrava probabile un disimpegno internazionale e dunque una minore spinta verso quel processo di pace che, dopo la delusione di Camp David, aveva più che mai bisogno del sostegno americano. Poi venne l’11 settembre e le priorità USA cambiarono. Oggi Bush, nella nuova stagione elettorale americana, visita il Medio Oriente giocando le ultime carte della sua presidenza.